martedì 28 ottobre 2008

Aguirre, furore di Dio

  • Martedì 28 ottobre 2008
  • In DVD, costretta dalla pressante richiesta di restituzione da parte del proprietario....

Qualche sera fa, in fretta e furia, mi sono costretta a guardare Aguirre Furore di Dio, primo film della premiata collaborazione tra Klaus Kinsky e Werner Herzog che metto al secondo posto tra le mie lacune sul cinema tedesco (la prima è Fassbinder).
Che ci posso fare? Devo aver vissuto una qualche vita precedente non troppo felice in quel paese là… perché tendo con una certa facilità ad aggirare tutto ciò che vi ha che fare.
Ma avevo una scadenza da rispettare visto che il film me l’aveva prestato Roberto, noto accumulatore di DVD (ne ha circa 6.000) e già da qualche giorno aveva cominciato l’inquisitoria…

- L’hai visto?
- No.. non l’ho visto…

Qulache giorno dopo:
- Bè…. E Aguirre?
- Oddio.. non l’ho ancora visto…

Qualche giorno dopo ancora:
- Insomma Herzog?
- È in lista d’attesa….

E così via… Insomma alla fine mi sono decisa ad affrontare questo blocco.
Ammetto che Aguirre ce l’avevo a casa da quasi 3 settimane ma niente… mi sono vista a raffica episosi di Sex and the City, Nip/Tuck e ho pure fatto un serio tentativo di rivedere la prima stagione di Heroes. Tutto fuorché Aguirre. Sapevo però che Roberto sarebbe venuto a casa mia per una delle nostre serate giocoliere quindi ho fatto sto sforzo immane e me lo sono visto.
Provo a cercare qualche informazione sul film per sembrare più colta di quello che sono in realtà… ecco le solite storie sulle liti tra primo attore e regista. Bla bla bla… Herzog minaccia Kinsky con un fucile perché vuole abbandonare la produzione a metà delle riprese….
E te credo! Deve essere stato massacrante con tutto quel fango e quell’umidità… e alla fine pur le scimmie (una cercò di staccare un’orecchio a Klaus..)
Set improvvisati in situazioni di fortuna che fanno impallidire il Don Quichotte di Terry Gilliam e difficoltà immani di lavorazione oltretutto senza seguire nessuna sceneggiatura ma solo l’impeto del momento…
La grandezza di Aguirre non è in una rappresentazione à la “Mission”, nonostante vi siano scene di grande impatto cinematografico e soluzioni da fuoriclasse per essere un film del 1972, bensì nello sguardo che getta sulle follie in cui si gongola l’essere umano alle prese con il gruppo, una sterile sete di potere e le giustificazioni aberranti in nome della religione cattolica che, da che mondo è mondo, “deve stare dalla parte del più forte”.
Questo mi fa venire in mente una cosa… ci ricordano sempre cosa è stato il nazismo, ci dicono che non dobbiamo dimenticare. Ci dicono pure, con le dovute cautele, che non dobbiamo dimenticare lo sterminio degli indiani d’America… più tante altre cose… le stragi di stato, le lotte per la libertà eccetera eccetera… Non dimenticare…
Chissà perché nessuno fa mai riferimento al fatto che non dobbiamo dimenticare l’inquisizione, i conquistadores aguirriani, la caccia alle streghe e tutti i crimini che sono stati commessi in nome di un Dio che non si può nemmeno rivoltare nella tomba solo perché la sua condizione di immortale non glielo permette. Vabbè.. era solo una curiosità mica pretendo risposte.
Torno ad Aguirre che indubbiamente mi ha affascinato a livello empatico.
È una cosa mia.. tendo ad immedesimarmi in ciò che vedo e a percepire le sensazioni, quindi mi sono vissuta questo senso di angoscia, distruzione, paura, sofferenza e, cosa più triste di cupa desolazione.
Alla ricerca dell’Eldorado Aguirre, subentrato come capospedizione nella giungla amazzonica, dopo atti efferati si comporta come un qualsiasi cafone in vacanza per la prima volta in un club All Inclusive.
Diventa sempre più assatanato fino a portare alla distruzione totale (inclusa la figlia che però se la voleva sposare) tutti i partecipanti.
Nella sua follia resta da solo su una zattera alla deriva in attesa della finaccia che merita.
Devo ammettere che nel mio immaginario l’Eldorado resta, prima ancora della mitica città d’oro, la marca di gelati che all’epoca faceva il Cucciolone.
Due strati di biscotto con un ripieno a trittico di zabaione, fior di latte e cioccolato. Ci sono cresciuta coi cuccioloni!
L’Eldorado che cercava Aguirre invece è solo un mito.
Il film comunque ti entra dentro nonostante alcune inevitabili lentezze anche se non posso dire di aver visto la luce, di aver avuto rivelazioni ma soprattutto non è che da ora Herzog diventa il mio regista preferito.
Comunque mi vedrò gli altri film della collaborazione tra regista e attore, sempre che Roberto me li presti.
Nel frattempo mi dedico a Klaus Kinski per una cosa gustosa… parecchi anni fa fu sposato con Debora Caprioglio… una cosa un po’ inquietante vista la somiglianza della stessa con la figlia più famosa dell’attore (di cui metto un’immagine inquietante quasi più di quella del suo Nosferatu) ovvero Nastassia Kinsky, che a sua volta, giovanissima, direi bambina se la faceva con Roman Polansky, noto amante di giovani donzelle. Dunque Kinsky tendenzialmente come Aguirre... Che storie!
Va bene.. del film ho detto… di divagazioni ce ne sono a bizzeffe.. posso concludere con il solito abbinamento…

Visto che oggi ho abbondato con le frescacce vi do un suggerimento consistente per pareggiare un po’ conti…. La Libreria dello Spettacolo “Il Leuto” in di Via di Monte Brianzo 86 (a Roma ovviously) Tel 066869269 è aperta dal lunedì al venerdì dalla 10 alle 13 e dalle 16 alle19. Non fate come me che me ne scordo sempre e ci vado il sabato che è chiusa…
Comunque se siete interessati a cinema, teatro o danza qui potrete trovare veramente un po’ di tutto….

lunedì 20 ottobre 2008

Zohan

  • Sabato8 ottobre 2008, Cinema Adriano a Piazza Cavour
  • Parcheggiato a Piazza dei Quiriti, discreta passeggiatina notturna...
  • Scoperto che il rinomato Pellacchia in Via Cola di Rienzo non esiste più, al suo posto c'è una gioielleria... vabbè ma tutto sommato non era un granché, solo che sapete com'è... le tradizioni....
Sabato sera dopo attenta analisi delle sale abbiamo scelto l’Adriano per vedere Zohan, un film che aspettavo da tempo, come sempre quando c’è di mezzo Adam Sandler. Mi piace tanto…
Abbiamo prenotato on-line e questo ci è costato 50 centesimi in più a capoccia, vai a capire il perché… Comunque sia andare all’Adriano di sabato e essere sicuri di trovare il posto effettivamente non ha prezzo… quindi en fin ci può anche stare il sovrapprezzo.
Dopo pochi minuti dall’inizio sussurro al Ballestrero: “ma mica sarà doppiato tutto così?”
Doppiato come?
Doppiato in maniera insopportabile… tutti parlano con un’erre moscia fintissima e forzata e con una cadenza che dovrebbe sembrare mediorientale invece è solo da scemi. Fastidioso all’inverosimile e inoltre infarcito di storpiature che sicuramente nella versione originale avevano un qualche senso ma che nella traduzione risultano veramente di troppo.
La storia è parecchio stupida e fa da presupposto ad una serie di gag anche piuttosto pecorecce, oserei dire alvarovitalesche.
Adam Sandler è un ex combattente israeliano che ha inscenato una finta morte per fuggire negli USA a fare il parrucchiere. Questo sarebbe nulla se non fosse che è iperdotato (e pure iperattivo) tanto che ogni donna che gli capita a tiro non può fare a meno di soddisfarla. Pensate un po’ che una di loro è la Signora Garret, al secolo Charlotte Rae, la governante di Arnold e di suo fratello Willies. E insomma fa un po’ impressione vederla mugugnare in preda a deliri erotici…
Che tipa sta Signora Garret.. mi ricordo che già tanti fa notavo queste comparsate e la beccai tra gli invitati del pranzo di Hair, dove Treat Williams (indimenticabile Berger) balla sulla tavola scandalizzando e terrorizzando tutti i presenti. Che bel film Hair.. ogni volta che ci penso mi viene voglia di rivederlo o almeno di mettere su il cd con la colonna sonora.
Acquarius resta un mito!
E ve la ricordate la ragazza bene che fa perdere la testa sia a John Savage che a Treat Williams? Si chiama(va) Beverly D’Angelo e da parecchi anni è la compagna di Al Pacino. Ora in questo non c’è nulla di strano.. ma cavolo hanno avuto due gemelli nel 2001 che lei aveva già 50 anni…
Oddio.. e ora come ci ritorno a Zohan? Ma sì… come se niente fosse…
Insomma Zohan passa i ¾ del film a cavalcare babbione corpulente e vogliose (tra cui la madre del mio grasso grosso matrimonio greco) fino a che non capisce di aver trovato il vero amore nella sua datrice di lavoro palestinese. Che guaio? Ma no.. negli States tutto è possibile, le due comunità, almeno lì fanno pace e vivono tutti felici e contenti senza contrasti. Questo film è stato per un settennio nel cassetto a causa delle torri gemelle, sembrava brutto parlare in maniera così leggera di medioriente e di terrorismo dopo quello che era successo. Invece ora a quanto pare se ne può parlare senza rischiare marce di protesta e boicottaggi.
Insomma il film è una cazzatina però indubbiamente ti strappa qualche risata e nel totale non è proprio da buttare via. Certo ci sono delle cose che pure io che sguazzo nella volgarità non ho apprezzato, come quando Adam fa arrivare dritto in tavola un pesce che teneva ben serrato tra le chiappe… ma va bene, non ci stiamo troppo a formalizzare…
In compenso ci siamo beccati il trailer di “Tropic Thunder” con un trittico di attori irresistibili: Ben Stiller, Jack Black e Robert Downey Jr. più un cameo di Tom Cruise. Spero ardentemente sia il prossimo film che andrò a vedere sempre che non mi riescano a trascinare a vedere quello della Bigelow…

Come abbinamento.. non è ancora arrivato il momento del posticino misterioso eh eh eh.. e quindi abbinerò semplicemente (si fa per dire) con un negozio che frequento da sempre soprattutto in questo periodo dell’anno. Si tratta del pregevole Marron Glacès in Via S.Maria Goretti, 24 tel. 06 86218622, una parallela di Viale Libia. Qui potrete trovare i migliori marron glacès di Roma e anche dei bei pacchi di “pezzi” che vengono assemblati in incarti da ½ chilo, in cui affondare le dita libidinosamente oppure da utilizzare in estemporanee ricette. Io oltre ad affondarci le dita per esempio li uso per fare degli splendidi semifreddi mont-blanc, con pezzetti di meringa o sbriciolati per decorare languide coppe di gelato… Voi fate un po’ come vi pare ma non perdeteveli….

martedì 14 ottobre 2008

No problem

  • 10 ottobre 2008, Cinema Andromeda, Via Mattia Battistini, 195
  • In questo cinema il biglietto costa "solo" 6 euri e 50...
Qualche post fa ho stroncato senza indugio il trailer del film di Salemme e una karma istantaneo mi ha condotto venerdì sera alla prima del suddetto film.
A dire la verità sapevo che mi sarebbe toccata la visione perché un certo bambino faceva un'apparizione di una battuta ed io che sono una sua fan sfegatata non potevo perdermi il suo debutto cinematografico.
Ci rechiamo quindi a questo cinema di perfiferia nella speranza che non ci sia troppa confusione e siamo accontentati... in sala siamo 4 gatti.
Io pronta ad immolarmi per affetto comincio a fare una sorta di meditazione autoguidata, cercando di convincermi che forse il film possa essere decente... e devo dire che un po' la cosa ha funzionato...
Dico subito che non si tratta di un film che lo consigli agli amici ma che almeno esci dal cinema senza maledire il regista e la sua progenie.
Passo ora a fargli le pulci e ad eviscerarne i pro e i contro...
Salemme si cimenta in un film che potrebbe aspirare al dignitoso "genere" di commedia italiana ma sembra non avere la sicurezza di puntare su uno stile o anche solo su una liaison che leghi storia e personaggi. Si avverte la volontà un po' ruffiana di non voler scontentare nessuno già nella scelta delle due "spalle", l'inutile Panariello toscano e l'irritante Rubini pugliese... accaparrandosi il pubblico campanilista di sud e centro nord...
Si aggiunga una spruzzata di satiretta sociale che ridicolizza di striscio il dilagante interesse per il buon vino, la banalità delle attuali produzioni televisive, la gente scema, quella disonesta e quella sola più qualche altro spunto buttato là tanto per arrivare ad una durata standard, si shackeri con nemmeno troppo vigore e uscirà fuori "No problem".
Cosa dire.. alcune situazioni e battute mi hanno strappato un sorriso e qualche abbozzo di risata incerta ma resta un film di cui si poteva onestamente fare a meno.
Al di là di una sceneggiatura che ha il suo punto culmine di insopportabilità nella parte di Sergio Rubini, ripetitiva, didascalica, sopra le righe ma più di ogni altra cosa fastidiosa, il "problem" di "no problem" è una regia incerta, incapace di costruire un'unità stilistica al progetto. Troppi personaggi relegati allo schema della macchietta e abbandonati senza nessun tentativo di integrazione.. ne viene fuori un'accozzaglia di generi che mescola faticosamente l'intimismo, il grottesco, il comico becero, la più scontata calembour (che come dice il mio amico Iavacc è il gradino più terra terra della comicità), il momento tenero, l'infanzia, la terza età, gli extracomunitari e ovviamente anche le tette sebbene non eccessive e in poche inquadrature.
Perfino il bimbo protagonista resta scollato dall'insieme e non comunica nessuna simpatia o tenerezza. Manca il collante e manca la struttura, manca un po' troppo insomma...
Un'ennesima inutile produzione italiana che non può fare a meno di scatenare la mia curiosità su chi in questi progetti ci mette i soldi. Masochisti? Vittime di allucinazioni perverse? Quali sono i motivi che spingono l'essere umano a realizzare simili inutilità?
E la cosa incredibie è che qua e là spuntano anche nomi del gotha del teatro, come quello di Anna Proclemer...
Va bene, anche questa è andata... Ci siamo visti anche Salemme che fino ad ora avevamo accuratamente evitato... segno che qualche volta non è necessario vedere un film per sapere che non ci piacerà.

- Cinefilante e oggi l'abbinamento non ce lo fai?
Eh no ragazzi abbiate pietà... prima cosa ho avuto qualche giornata faticosa e poi sto cominciando a ricevere mail di protesta da coloro che segnalo in abbinamento a recensioni negative.... dicono che la gente non capisce, che vanno tutti di fretta e poi va a finire che sembra che pure l'abbinamento sia negativo. Vabbè... vorrà dire che quando farò abbinamenti a recensioni negative lo farò con luoghi invece che con esercizi commerciali.
Ecco.. mi viene anche in mente che un luogo da vedere è l'E.U.R. all'alba, piazzatevi di fronte al palazzo dei congressi o al palazzo della civiltà e del lavoro, quando ancora Roma non si è svegliata e vi sembrerà di essere in un quadro di De Chirico...
Per l'abbinamento mangereccio rimando al prossimo film decente che andrò a vedere... speriamo presto... perché ho scoperto un posto coi fiocchi!!!!

martedì 7 ottobre 2008

Mamma mia!

  • 6 ottobre 2008, Cinema Empire in Viale Regina Margherita
  • Entro senza aspettative ed esco senza sorprese...
Il cinema Holiday ha chiuso.. speriamo che la stessa sorte non tocchi all'Empire, magacinema monosala del quartiere Trieste Salario. E' sempre un piacere andarci e il parcheggio abbastanza agevole durante la settimana, ieri sera addirittura proprio di fronte all'ingresso...
Ma andiamo diretti al film... mi ha lasciato totalmente indifferente la visione di Mamma mia! Musical ispirato alle canzoni degli Abba.
Dopo la prima mezzora il film era ancora incentrato su gente che si salutava in maniera grottesca. Pare infatti che gli americani abbiano questa bizzarra abitudine di interpretare queste pantomine ogni volta che si incontrano, soprattutto se non si vedono da tanto tempo.. quindi non basta ciao ciao e un paio di bacini sulle guance, bensì vere e proprie coreografie composte perloppiù da piroette a sculettate a non finire.
Meryl Streep è piuttosto ingessata nei movimenti ma molto volenterosa nell'interpretare un personaggio di almeno 10 anni più giovane di lei.
Dopo un iniziale imbarazzo, in cui ci rendiamo conto che il film praticamente non esiste, decidiamo almeno di ammirare i paesaggi dell'isola greca... il mare turchese, il verde, gli scorci pittoreschi...... sì.. bello bello... però se devo andare al cinema per ammirare i paesaggi me ne resto a casa a guardare il canale di Sky che fa i documentari...
E a proposito di Sky.... questo è anche il nome del promesso sposo della giovane Sophie. Entrambi sono provvisti di boccona carnosa, che un loro ipotetico figlio già si sa che assomiglierebbe a Mick Jagger.
Lei con una vaga somiglianza ad una giovane MIchelle Pfeiffer (quando ancora non era anoressica ma soprattutto una decina di operazioni di chirurgia estetica fa), lui con una faccia da scemo che rivaleggia con il Principe di Caspian.
L giovane Sophie è figlia di padre ignoto, fino al momento in cui trova il diario segreto della madre e scopre che all'epoca in cui era stata concepita se la faceva con ben tre tipi diversi.
E non potete nemmeno immaginare quanto sia felice di questa scoperta!
I presenti in sala sussurravano a mezza bocca "Ammazza che troia!" oppure "Sai che felicità sapere che tua madre è un tale troione...". A mezza bocca ma si sentivano proprio bene sti commenti... soprattutto perché due dei commentatori ce li avevo accanto...
Insomma Sophie decide di invitare i tre potenziali padri al suo matrimonio e questi dopo ben vent'anni che non vedono e non sentono Meryl Streep si presentano come niente anfusse.
La cosa più irritante è che alla fine non si saprà nemmeno chi è dei tre ma comunque volemose bene e facciamo finire tutto a tarallucci e vino. L'unica novità di queto film è che la ragazza rinsavisce e decide di non sposarsi più proprio mentre è sull'altare.
Brava Sophie! Sposarsi a vent'anni è una follia, prendi esempio dalla mamma e divertiti un po'!
Ma diciamo la verità... Questo film non esiste al di fuori delle canzoni degli Abba.
E chiunque come me si aggiri nei dintorni dei fatidici 40 anni non può rimanere indifferente ascoltanto la spensierata colonna sonora della propria infanzia.
Ricordo ancora la copertina del 45 giri "S.O.S" che si regalava alle feste dei compagni delle elementari... e come si fa a non intenerirsi riascoltandola?
Dunque impossibile non canticchiare ma anche impossibile non notare che i comprimari sono per lo più imbalsamati e poco funzionali... e che ci sono solo un paio di momenti divertenti e nulla più.
Con questi presupposti non c'è da stupirsi che abbia sbancato i botteghini di mezzo mondo...
Un'occasione veramente sprecata per un musical da dimenticare perché paradossalmente questo film è sbagliato proprio nel suo volersi proporre come tale.
Il cinema ci ha regalato film stupendi e indimenticabili come Jesus Christ Superstar, Hair, il Rocky Horror fino a Chorus Line... Grease perfino... e mamma mia, lì veramente il musical prende vita nella sua essenza di arte che imita la vita diventando la vita stessa e non facendoti dubitare nemmeno per un attimo che la musica sia una matrice universale che si unisce alla danza in una rappresentazione perfetta. In questo film invece tutto è freddo, ineccepibile, perfino le crepe nel pavimento sanno di posticcio. I costumi poi... non ci siamo proprio.
Viva gli Abba e abbasso questo tentativo fallito di trasferire Mamma mia dal palco allo schermo, che ha il suo epilogo nella parata di tutti i protagonisti che ballano e cntano vestiti in stile Elvis giacca con le frange.
Un operazione molto simile ad Hairspray, altra bidonata da evitare con cura.
Se ci andate, provate a separare l'emozione per la musica da quella del film.. scoprirete che non c'è nulla da separare.. perchè c'è solo quella per la musica, il film ne è totalmente privo.
Se poi volete riconciliarvi con gli Abba e il cinema vi ricordo due altri film di ben altro spessore ispirati alle loro musiche: Priscilla, la regina del deserto e Le nozze di Muriel, con una grandiosa Toni Collette.
Due film che mi sono piaciuti entrambi moltissimo e che hanno una loro identità molto forte indipendentemente dal gruppo svedese.
Vabbè.. non sono molto soddisfatta di questa recensione ma tant'è...

Abbinamento in onore alla Grecia.. con Kalapà in Via Ascoli Piceno 17, tel. 0683081997, al Pigneto, quartiere sempre pronto a sorprendere con nuovi locali interessanti. Qui potrete provare un po' di cucina greca in un ambiente smpatico e giovane. E non credo se ne avranno a male se deciderete di canticchiare qualcosa degli Abba. Per il mare invece tocca aspettare la prossima estate...

venerdì 3 ottobre 2008

Burn after reading

  • 2 ottobre 2008, Cinema Savoy di Via Bergamo, 17 (un tempo si chiamava Savoia).
  • Di fronte Il Fassino, dove si può prendere un caffè con "sottofondo" di pianoforte...


Uno dei film più inutili degli ultimi cinque anni.
Eppure osannato dalla critica e da tante persone che l'hanno definito "capolavoro".
Altro che saggio antropologico... qui ci vorrebbe direttamente l'elettroshock!
Burn after reading che nel nostro ridente paese è stato distribuito con l'ameno "A prova di spia" in realtà aveva come sottotitolo "Intelligence is relative".
Ebbene su questo non ci piove.
Allora.... siamo al Savoy in Sala 1... cinema semivuoto, saremmo stati al massimo una trentina di persone ma fidiamoci sulla parola che questo film è primo al botteghino, come se ormai i Coen fossero dei novelli Vanzina col cinepanettone natalizio.. praticamente un richiamo irresistibile al quale anche chi non mette piede in sala da dieci anni non può resistere vabbè.
I Coen... vabbè.
Prima del film un supplizio inaccettabile.... il trailer del nuovo film di Vincenzo Salemme. Credetemi poche volte nella vita mi è capitato di assistere a uno spettacolo così imbarazzante. In confronto i già citati figli degeneri di Steno sono rispettivamente incarnazioni di Bergman e Truffaut.
Del cast fanno parte anche Panariello e Sergio Rubini, con un parruccone di capelli fonati, che si prestano all'ignobile pantomima. Raffinata comicità del tipo che uno dice "Signor Calazzo..." e il maggiordomo extracomunitario ripete "Signor Cacacazzo". E ugualmente Sergio Rubini, costretto ad una parte in cui tutto ciò che dice è storpiato ad hoc per poter arrivare alla parolaccia. Una tristezza infinita... imbarazzo... Un film urlato, ripetuto (perfino il trailer è ripetitivo), volgare, di bassa lega, uno schifo insomma. Si chiama No problem. Se lo dice Salemme....
Insomma inizia il film e dopo circa 40 minuti le scenette tutte molto slegate non hanno ancora trovato il modo di farci entarre nel vivo. Commento: bah?!
Io nonostante i fratelli Coen siano abilissimi nell'avere successo con sceneggiature peggio di uno scolapasta mi faccio forza e coraggio e penso che magari qualcosa accadrà e che il film possa riprenderesi. Niente... appare chiaro come la mia speranza sia vana.
Torno al sottotitolo originale... l'intelligenza è relativa... questo è un film su dei deficenti. Deficiente Brad Pitt, di cui vi mostro una delle espressioni più gettonate..Deficiente George Clooney che fa la parodia di se stesso nel Nespresso, tutto tic e mossettine. Deficiente John Malcovich e deficiente Frances Mc Dormand che per pagarsi gli nterventi di chirurgia plastica da il "LA" a tutto il casino. E dire che, ironia della sorte, in effetti non è che non ne avrebbe bisogno di quegli interventi.
Insomma l'intelligenza è relativa, va bene ma qui troviamo riuniti dei campioni di imbecillità che nemmeno nei film dei fratelli Marx ce ne erano così tanti.
Capolavoro? Perché c'è di mezzo la CIA e il Dipartimento di Stato e ci fanno vedere che sono deficienti pure loro? Un modo di mettere alla berlina il potere occulto che tanto la fa da padrone nelle vicende americane? Un po' come per dire "E te credo che hanno buttato giù le torri gemelle se alla CIA sono così cretini...".
E la sapete la cosa più bella? Dopo aver detto peste e corna sulla comicità greve di Salemme?
La Frances Mc Dormand storpia il nome del russo che si chiama Kulpof (o qualcosa di simile) e lo chiama per tutto il tempo "culof". Che ridere............ e che analogia con Salemme.
Non so... verrebbe da cimentarsi in un nuovo capitolo delle "Vite parallele" di Plutarco...
Vabbè lasciamo perdere... mi soffermo invece sul fatto che stilisticamente questo film è un vero e proprio collage dei Coen precedenti. Abbiamo il tema del divorzio e della misera condizione della coppia che recita sprizzando cuoricini e meditando la pugnalata alle spalle come in "Prima ti sposo e poi ti rovino", abbiamo scenografie con le finestre tonde e inquadrature molto simili a "Mr. Hula-hop", abbiamo i dialoghi che non portano da nessuna parte come ne "Il grande Lebowsky" ma soprattutto abbiamo un'inconcludenza che troviamo nel 70% della produzione dei due fratelli. E pensare che un po' me la sono cercata perché l'alternativa era "Il matrimonio di Lorna" dei fratelli Dardenne...
C - chi? Quelli di Rosetta?
F - Sì..
C - Per carità di dio... una tristezza... con quei colori sbiaditi.. quei cieli grigi...
F - Eh.. ma girano in Belgio... è chiaro che il cielo lì può essere solo grigio
C - No no allora preferisco i Coen.. almeno magari un sorriso me lo strappano anche se poi alla fine il film farà schifo...
F - Ma io ne ho sentito critiche entusiastiche...
E con questo chiudo il cerchio... torno all'elettroshock!

Meno male che prima del cinema ero andata a mangiare una bella pizza al Carroccio.. una pizza talmente buona e delle crocchette di patate superlative che mi hanno permesso di affrontare la doppia visione del trailer salemmiano e della fregnaccia coheniana. Il Carroccio si trova in Via del Carroccio 9 tel 06 44237018 e fanno pizza napoletana, su richiesta anche in versine "bassa", comunque ottima. Il lunedì (purtroppo) è chiuso ma i restanti giorni della settimana vi delizierà anche con una bella selezione di dolci. Megli o andarci presto ma soprattutto prenotare se non c'è la baraonda!

giovedì 2 ottobre 2008

Planet Terror

  • Visto un paio di settimane fa su Sky, facendo una grossa fatica per non addormentarmi...

A volte anche io, che ho sempre qualcosa da dire, resto senza parole...
Ma il gusto di sproloquiare non lo perdo mai quindi eccomi a dire la mia sulla visione su Sky di questo film....
Lasciamo perdere la genesi del progetto "Tarantino & Rodriguez" che a noi quello che ci interessa è il risultato. Ebbene il risultato è due palle. Due palle condite da zombie, che in genere avvicinano il numero delle palle a infinito.
Planet Terror non ci risparmia nemmeno lo splatter, con grossi bubboni gorgoglianti, schizzi di sangue come quando apri la pompa al massimo e ci premi il dito sopra per innfaffiare la siepe e ovviamente anche budella in quantità. Io che mi divertivo come una matta con Peter Jackson, non ancora rincoglionitosi appresso al signore degli anelli, e il suo "Splatter, gli schizzacervelli" credo di non riuscire più ad apprezzare in maniera esaustiva l'efferata messa in scena di interiora... non mi diverte più. Credo di aver visto tutto lo scibile del settore zombie & co. e francamente ora basta...
Bisogna prendere atto che con il passare del tempo i gusti cambiano e ciò che ci aveva divertito ieri oggi lo si guarda enigmaticamente con un misto di noia e infinite palle.
A me piace come gira Rodriguez, gli riconosco un bel talento scenico e una bella ironia ma, tanto per cambiare, qui manca la storia. E poi gli zombie hanno veramente scocciato.
Io lo so che esistono persone che adorano gli zombie e vorrebbero dare l'oscar a George Romero ma, l'avrete capito, io non sono tra queste.
Lo zombofilo in genere è un personaggio privo di senso critico che gode esclusivamente (sì, anche sessualmente) nel vedere morti viventi sullo schermo, occhi che penzolano dall'orbita, il colorito verde e arti che si staccano con grande facilità.
Gli zombofili a mio avviso andrebbero tenuti ad una certa distanza perché sotto sotto (e a volte anche sopra sopra) non so' tanto normali.
Tenete sempre a mente questo prezioso consiglio e non mi ringrazierete mai abbastanza.
Ma torno al Planet Terror dove anche Bruce Willies fa una piccola particina assolutamente priva di qualsiasi spessore e utilità... il resto del cast proviene quasi tutto dalle televisione.. Rose MacGowan arriva da "Streghe" ma soprattutto è la protagonista perché all'epoca offriva le sue grazie a Rodriguez. Poi abbiamo Sayid (Naveen Andrews) di Lost... che mentre in Lost è quello che ha più sex-appeal (vince di svariate lunghezze il confronto col dottore e con Sawyer), qui sembra un demente e non lo toccheresti nemmeno con uno stecco.
Sempre da Lost abbiamo Jeff Faehy che però aveva esordito in uno dei primi film dedicati alla realtà virtuale ovvero "Il tagliaerbe".
.... Ammazza come è invecchiato! giusto io potevo riconoscerlo.. (talento sprecato n°16).
Vabbè con le divagazione potrei anche farci un paio di volumi di un'enciclopedia ma seriamente su Planet Terror c'è proprio poco da dire. Agli uomini piace un po' di più perché all'inizio ci stanno le ballerine di lap dance e perché Rose McGowan è per tutto il film in hot pants.. e su questo non discuto. Del resto io ho un fratello che giudica un film in base alla quantità di tette esibite.. basta che ci sia una tetta e il film raggiunge la sufficienza... quindi ecco... non da me partirà una critica agli uomini che si fanno piacere planet terror per via dello stacco di coscia della McGowan, però il film è proprio un'occasione sprecata. Solo che ora, a quanto pare, va di moda così... Detto ciò lo considero migliore del suo fratellino tarantiniamo e con questo dovrei aver detto tutto.... Ovvero che sono dimenticabili entrambi! C'est dommage...

Devo dire che mi dispiace sempre fare degli abbinamenti a film inutili ma la consuetudine mi impone di abbinare comunque qualcosa pure a sta monnezza... quindi diciamo che per riprenderci dalla visione di questo film greve e rozzo consiglio di fare una minipasseggiata al quartiere Coppedè tra Via Tagliamento, Corso Trieste e Piazza Quadrata. Cavolo vi rifarete gli occhi e ringrazierete il cielo di non vivere nella città di Planet Terror. Al Coppedè sarebbero sopportabili pure gli zombi.... e ci siamo andati vicino visto che Dario Argento non ha disdegnato di uutilizzare la splendida Piazza Mincio per alcuni esterni di Inferno.

mercoledì 1 ottobre 2008

Pranzo di ferragosto


20 settembre 2008
Cinema Mignon, Via Viterbo, 11

  • Pubblico radical-chic
Una decina di giorni fa, mentre ero in autostrada col mio inseparabile bluetooth, il Ballestrero mi leggeva la lista dei film in programmazione, per decidere cosa andare a vedere...
B - "Hancock?..."
C -"Quasi bocciato... ma in ultima analisi..."
B - "Decameron Pie?"
C - "Ma manco se mi pagano!"
B - "X-files..."
C - "Abbiamo già dato..."
B - "Gomorra...."
C - "Guarda l'ho evitato per tutta la stagione non lo vado di certo a vedere adesso..."
Insomma alla fine ci siamo accordati per il pranzo di ferragosto che la trama ci è subito piaciuta.
Scartiamo il Lux, che non ha ancora riparato l'aria condizionata da agosto e che quindi ho depennato dalla lista dei cinema papabili.
Il Mignon invece ha sempre quel fascino della programmazione d'essai che attira quel certo pubblico... tipo coppie brizzolate, lei scarpa bassa tipo camper, con calza coprente viola e un gioiello etnico, lui con velleità politico/intellettuali, giubbino tecnico e nike come il Dottor House. Con la differenza che al Dottor House lo paga la Nike per indossarle mentre l'ipercinquantenne paga di tasca sua.
La sala è piena, segno che il passaparola è sempre un'ottima promozione se ispirato dall'entusiasmo e suffragato dalla sostanza.
Che si dessero pace i politici del cinema... non è che i cinefili schifino il cinema italiano per partito preso... è solo che ormai lo sanno un po' tutti che si tratta di tempo e denaro buttati nel cesso.
Non c'entra niente lo strapotere delle pellicole americane e altre frescacce, i problemi risiedono altrove... nella mancanza di idee prima di tutto.
Ma grazie al cielo non è il caso del pranzo di ferragosto che invece si dipana senza intoppi, frizzante e accattivante in un raro esempio di cinema lieve e consistente al tempo stesso.
Adorabili i dialoghi che sembrano origliati prima ancora che scritti per essere recitati... e fantastici i protagonisti nella loro freschezza. Tutti attori non professionisti ma diretti con classe e maestria da un regista che lungi dal calcare sull'aspetto naive ci restituisce dei personaggi che entrano subito in sintonia con lo spettatore.
Abbiamo un nucleo familiare composto dall'anziana madre e dall'attempato figlio Gianni, che trascina la sua esistenza tra la dedizione alla madre, la spesa e la cucina, i conti da pagare e il vino a garganella.
La storia è esile ma ben costruita, non ci si aspettino colpi di scena, risate sconquassanti o tagliente ironia ma un ritratto di una certa romanità che una volta tanto non è quella cafona "de limortacci tua e di chi nun te lo dice con la mano arzata" che tanto la fa da padrona nel nostro cinema "regionale".
Va detto però che quel pubblico radical/chic, con "Il manifesto" sotto braccio, sempre pronto a guardare dall'alto in basso chi si diverte con Christian de Sica che dice "Sto fijo de 'na mignotta...!", non ha esitato a scompisciarsi dalle risate quando il Vichingo dice a Gianni: "ah gli hai comprato pure la torta a tu' madre? mecojoni!".
Trovo interessantissima questa ipocrisia della volgarità.... da scriverci un saggio antropologico...
E comunque bisogna ammettere che come dice "fijo de 'na mignotta" Christian de Sica non lo dice nessun altro... diamo a Cesare quel che è di Cesare! Io gli darei l'Oscar!
E ammettiamo anche che "mecojoni" conserva intatta tutta una sua potenza evocativa di sorpresa mista a consenso altrimenti difficile da sintetizzare.
Insopportabili tutti coloro che, quando Gianni parte in motorino col Vichingo alla ricerca di un po' di pesce per il pranzo, hanno dovuto esclamare ad alta voce: "molto morettiana questa scena!". Eccheccazzo! e mica Nanni Moretti ci ha messo il copyright sull'andare in motorino a Roma quando non c'è traffico!
Di contro io che evidentemente sono un po' più terra terra nelle mie citazioni ho pensato a quel Mimmo di Verdoniana memoria che dovrebbe raggiungere la madre a Ladispoli e invece resta invischiato con l'ispanica Marisol. Il nostro Gianni invece si troverà invischiato con un terzetto di arzille vecchiette difficili da gestire.
Devo dire che io non amo i film di attori non professionisti ma del resto il nostro cinema italiano ci ha talmente abituato alla non professionalità che quelli di pranzo di ferragosto sembrano usciti dall'Accademia d'Arte Drammatica. Attori consumati che si offrono al loro pubblico con candore e verità. Mecojoni! Scusate se è poco....

Abbinamento col pranzo di ferragosto necessariamente mangereccio... ecco dunque se dovete comprare una bella torta io vi suggerisco di andare da Mondi in Via Flaminia Vecchia 468/A tel 063336466 (chiuso il lunedì)... Troverete una vasta scelta di dolci tutti golosissimi oppure potrete perdervi tra una serie di mignon eccezionali tra cui la minitazzina di cioccolata ripiena di tiramisù e il minicestino di croccante con crema e frutti di bosco. Da perderci la testa....