venerdì 27 gennaio 2012

E ora dove andiamo?

Domenica al Fiamma di Via Bissolati, per fortuna nella sala puzzopriva.


Sono contraria a queste operazioni stemperatorie di vicende drammatiche e sanguinose quindi la mia valutazione sicuramente risente di questa scarsa sintonia di base.
A parte questo però il film è troppo macchiettistico, ci sono dei momenti carini, le canzoni, gli sguardi, l'hashish.... Momenti perfetti per essere estrapolati e far bella mostra di sé su youtube.
Una cosa è una scena, una cosa è un film... qui la storia è veramente deboluccia.
"E ora dove andiamo?" che tra l'altro denuncia un finale totalmente irrisolto e da corto più che da opera finita ha il suo motivo di esistere nel fatto che la regista è una libanese dalla sensualità disarmante ma per il resto si assesta su una piattezza che rasenta la mediocrità.
I gusti so' gusti e non si discutono, ai miei amici è piaciuto. Meglio per loro, io in alcuni momenti ho anche chiuso gli occhi sperando di addormentarmi ma purtroppo non ci sono riuscita.

Abbinamento cinematografico forse poco attinente ma per me doveroso con Adam Resurrected, un film che dire è splendido è dire poco. Talmente sconvolgente da non riuscire a parlarne. Un pugno nello stomaco che tutti dovremmo subire. Altro che le cazzatine e i sorrisini....


lunedì 23 gennaio 2012

The Help




  • Anteprima all'UCI Cinema di Porta di Roma


Tra tanta originalità cinematografica The help si distingue per essere un film decisamente convenziale nel suo raccontare una storia e soprattutto un'epoca.
So' forti gli americani. Sterminano gli indiani, costruiscono la loro fortuna sul traffico di schiavi e poi con gran disivontura ci fanno film, decisamente gli sta bene che ogni tanto si risveglino forze oscure dai cimiteri e succedano cose come Poltergeist.
In the help comunque gli schiavi non ci sono più ma siamo ben lungi dall'integrazione che quella del resto non c'è nemmeno oggi. Si prendono in considerazione gli anni Sessanta, quelli di Happy Days per intenderci, in cui le donne di colore fanno le domestiche sottopagate e sono trattate come esseri inferiori, non degne nemmeno di usare lo stesso bagno dei "padroni".
Il film è tratto dal libro di Kathryn Stocket che non è una una vecchia ottantenne che ha messo per iscritto i suoi ricordi bensì una bella quarantenne che è stata anche accusata da una domestica di colore di aver sfruttato la sua immagine nel libro. Decisamente grottesco!
Il film comunque ha i suoi momenti apprezzabili soprattutto nella riscostruzione degli ambienti e i costumi colorati che fanno da filtro a personaggi da prenderli e sbatterli al muro.
L'apparente perfezione della famigliola americana è agghiacciante e nemmeno c'è la scusa della metropoli e dell'alienazione. Qui la follia impera a totale appalto dell'istituzione familiare.
Emma Stone continua a non piacermi, la figlia di Happy Days poi sarà anche brava ma forse lo è fin troppo e non riesco a non pensare che sia veramente insopportabile come i personaggi che interpreta.
Il film è godibile e ha anche qualche momento divertente. Consigliato in particolare a chi piacciono i libroni di almeno 600 pagine con storie corali al femminile.

Abbinamento con la Torrefazione Adriatica in Viale Adriatico 1/E tel 0687192734,  a parte l'ottimo caffè tutta una serie di ottimi tè tra i quali prediligo quello verde aromatizzato earl grey. Entrarci significa uscire sempre con qualche pacchetto goloso... e ormai da qualche tempo fanno anche un aperitivo niente male!

mercoledì 18 gennaio 2012

La talpa

Ed ora occupiamoci della talpa. Dopo averla tanto attesa si consuma la visione al cinema The Space Moderno di Piazza delle Repubblica alias Piazza Esedra. Un tempo rinomato cinema porno e area infrequentabile, oggi bonificata con tanto di champagneria dell'hotel Boscolo. Ancora mi chiedo perché da Warner Village è passato a the Space ma tutto sommato non è che la cosa ce ne freghi poi molto.
La curiosità talpesca per me nasceva soprattutto dall'interpretazione del redivivo Gary Oldman che, al pari di Richard Dreyfuss, è diventato vecchio tutto di un colpo e i suoi 54 anni se li porta da far schifo.
Tratto da un romanzo di John Le Carré (ma che per me poteva essere indifferentemente Graham Green o Ken Follet che mi sembrano tutti uguali), la storia lasciava prevedere ben altra tensione da quella effettiva.
Cura maniacale della ricostruzione di un'epoca racchiusa in una gamma di beige, marroni e verdi sottobosco con occasionali carminio e ceruleità oculari dei protagonisti.
Nonostante le lungaggini non si soffre la noia ma la delusione è in agguato per lo spreco dei tempi narrativi e dei (pochi) colpi di scena. A non convincere del tutto poi sono alcuni snodi che lasciano dei punti interrrogativi. L'esperto di John Le Carré che ci accompagnava per offrirci gentilmente la sua consulenza sulla riduzione cinematografica di un testo che aveva letto ben 13 o 14 volte è stata fondamentale per comprendere che il libro ha un punto di vista completamente differente nel'analizzare i personaggi e nel dare loro risalto ma soprattutto che alcuni snodi sono ugualmente oscuri.
Resta quindi sempre aperta la questione di come portare un libro sullo schermo. Io sono del parere che la riduzione cinematografica debba dire qualcosa in più, debba apportare un quid capace di fare la differenza che altrimenti non ne vale la pena.
Magistrale comunque l'interpretazione di Gary Oldman, blanda e incolore quella di Colin Firth, interessante quella di Mark Strong e interessantissima quella del mitico Sherlock Holmes televisivo Benedict Cumberbacht che si appresta ad essere il "cattivo" del prossimo Star Trek cinematografico.
In sintesi un film che nonostante molti pregi non è indimenticabile e che non inserirei in un'ipotetica rassegna sullo spionaggio insieme ad altri titoli, magari meno blasonati, ma decisamente più avvincenti...


Oggi generosamente nel suggerire l'abbinamento cinematografico a tutti i film dove Michael Cain ha interpretato la spia britannica, segnalo anche l'apertura di Bakery House, in Corso Trieste, 157 C tel. 0694377841. Da farsi venire l'acquolina in bocca per la quantità di preparazioni golosissime come i pan.cakes o il french toast e tutta una serie di panini e insalate veramente interessanti... Brunch il sabato e la domenica decisamente da provare!

martedì 17 gennaio 2012

Shame

  • Sabato 14 gennaio 2012 Cinema a Porta di Roma, spettacolo delle 19.50, sala quasi piena.
  • L'uomo nudo tira.

2012, un uomo nudo al cinema fa ancora scalpore, il sesso tra uomini ancora fa spalancare gli occhi e per un rapporto a tre si grida allo scandalo.
Discesa agli inferi, parabola della solitudine, amore e morte (cheppalle), si è detto di tutto su tutto questo film e le pippe mentali di pubblico e recensori seguono  pari pari quelle reali del protagonista.
Vado al cinema, guardo il film, leggo in giro e mi accorgo che nessuno ha centrato il nucleo della storia, forse perché  Fassbender, qui eccessivamente dimagrito, fa sognare le signore e costringe al confronto signori
Ma torno al film che eventualmente sul conturbante Michael mi ci dilungo più tardi...
Sessuomane inappagato dalla pratica continua e quasi estenuante vive le sue performancas in stato catatonico, sfuggendo relazioni umane finanche con la sorella più giovane, che irrompe improvvisamente nella sua vita e nella sua casa. Se inizialmente la difficile convivenza sembra solamente un'incompatibilità di due sbandati da poche frasi e situazioni appare evidente che i due hanno condiviso un'infanzia di abusi ovviamente sessuali che li hanno portati ad essere quello che sono oggi. La "vergogna" è quindi quella da manuale di psicologia spicciola, quella del bambino abusato che in qualche modo nei suoi pensieri infantili crede di essere parte in causa della violenza, di esserne responsabile.
Vergogna che spinge alla solitudine, l'isolamento e al rifiuto di relazioni affettive dalle quali, la storia personale insegna, si può solo ricevere dolore.
Vergogna e impossibilità di vivere una vita normale che spingono al suicidio (identica situazione vista in Festen) ma soprattutto per la coazione a ripetere che nasce dall'unica lezione che si è appresa, senza mai riuscire a spezzare la catena che tiene prigionieri al passato.
Quindi questa solitudine epocale di cui sembra essere intessuta la metropoli è in realtà relativa all'isolamento dei personaggi, nel loro essere diversi e incapaci di vivere "normalmente".
La sorella più propensa a chiedere aiuto, a vivere in un'incoffessabile complicità del passato, esige comprensione, protezione, supporto dall'unica persona  che può comprenderla. Il fratello invece non vuole essere messo di fronte ad un passato troppo doloroso.
Gli eventi precipitano con un nuovo tentativo di suicidio di lei e un rapporto omosessuale per lui, la cui necessità scaturisce dall'essere picchiato selvaggiamente dal fidanazato geloso di una ragazza che ha importunato.
Film molto anni 80 per fotografia e situazioni ma con il disincanto del nuovo millennio.
Un film sicuramente impreziosito dall'interpretazione di Fassbender dall'innata predisposizione all'essere conturbante ma lontanissimo dal capolavoro, dallo scandalo o anche dalla seppur minima novità. Discretamente noioso nelle ripetute riprese di spalle con una colonna sonora spesso invadente a sottolineare un pathos del tutto assente io direi che ci troviamo di fronte ad un'opera la cui percezione positiva o negativa è imprescindibilmente legata alla visione personale del sesso più che a fattori squisitamente cinematografici.
Nulla di nuovo sotto il sole e se solo avessi più tempo mi prenderei la briga di stilare una lista di film ben più significativi su questi argomenti.

Ecco sì... direi... andate a vedere Festen, quello sì un pugno nello stomaco e un film che non si dimentica.

mercoledì 11 gennaio 2012

Edgar J.


  • Qualche giorno fa (domenica), cinema King di Via Fogliano. Sul giornale c'è scritto alle 19.00 invece è alle 20.00
  • Cinema pieno, gente annoiata.


Edgar J.
Ricetta: ingredienti e procedimento.


Prendete il feticcio scorsesiano Di Caprio e sostituitelo con Tiziano Ferro dopo l'outing.
Costa di meno, è identico e nessuno noterà la differenza, tanto da credere che che in effetti sia Di Caprio con le lenti a contatto scure.





Prendete la vita di Edgar J. Hoover, uno dei più grossi bastardi della storia americana contemporanea, sorvolate sugli atti più allucinanti, minimizzate qua e là e riducetelo ad un ometto la cui unica colpa è quella di voler essere adorato e apprezzato dalla gente.

Toglietevi lo sfizio di far credere allo spettatore che la sua vita sessuale si limitasse a teneri sfioramenti della mano del suo assistente invece di cavalcarlo poderosamente.

Piazzate una Naomi Watts senza che la sua parte abbia il minimo guizzo e il seppur minimo perché.

Evitate qualsiasi approfondimento psicologico, cascasse il mondo.

Esagerate col trucco, possibilmente stile maschera Mission Impossible serie originale degli anni 60.

Non vi stranite più di tanto, che gli americani sono quelli che facevano i film con gli indiani cattivi...

Fatevi una ragione del fatto che pure Clint Eastwood ce lo semo giocato.

Ora che avete tutti gli ingredienti prendete una mazza da baseball e sbattetela senza pietà e poderosamente sui coglioni degli spettatori.

Continuate senza sosta per circa due ore e un quarto e avrete ottenuto Edgar J.

Abbino ad un film dello splendido binomio Eastwood/Siegel, sebbene sia uno dei meno conosciuti è uno dei miei preferiti, La notte brava del soldato Jonathan. Quelli sì erano tempi...

sabato 7 gennaio 2012

Midnight in Paris

Brainstorming tra Woody Allen (WA) e il suo staff creativo (Staff) sulla genesi di Midnight in Paris.






WA: direi di aspettare ancora un paio di film per il grande ritorno a New York...

staff: sarebbe meglio aspettarne una decina...

WA: una decina? decina di film? Decina di anni?

staff: è la stessa cosa Woody... fai un film l'anno... una decina di film è uguale ad una decina di anni...

WA: Anche Londra poi... ho scavato, ho scavato... ho estratto tutto il possibile...

staff: prosciugata...l'hai prosciugata. Londra...

WA: cosa viene dopo Londra?

staff: dopo Londra viene Parigi... del resto ti sei giocato pure la Spagna...

WA: Parigi... proprio non è nelle mie corde...

staff: ma quali corde? a chi interessano le corde...? Pensa invece che carina la Tour Eiffel che fa capolino... i localini pittoreschi... la usi per la prima volta. Non c'è nemmeno bisogno di trovare un punto di vista inedito... prendiamo gli stereotipi e li mettiamo direttamente sullo schermo.

WA: e il cast? solito film corale con un po' di star e qualcuno meno famoso che però gli faccio fare una particina carina?

staff: Woody possiamo essere sinceri? Hai rotto un po' il cazzo, solo un pochino ma l'hai rotto...

WA: Non potete chiedermi se potete essere sinceri e poi rispondere prima che io abbia detto: Nooo non potete essere sinceri! Mi sembra così ovvio!

lungo silenzio

No... no che on potete essere sinceri.. non vi pago per essere sinceri ma per creare un film alla Woody Allen..

Staff: Woody hai ragione... ma scusa... ma se hai bisogno di noi un motivi ci sarà? no? Un film alla Woody Allen non può essere sempre lo stesso film di Woody Allen...

WA: andiamo avanti... è disponibile Scarlett Johansenn

Staff: basta Johansenn, non può essere sempre lei... Proviamo una nuova....

WA: Ma Scarlett acchiappa....

Staff: Abbi pazienza Woody... qualcosa la dobbiamo cambiare...

WA: Ma abbiamo cambiato la città! Da Londra a Parigi...

Staff: Niente Johansenn Woody.

WA: lo sapete che ho il vezzo alla Hitchcock dell'interprete figa e bionda...

Staff: ecco... cambiamo per una volta... mettiamoci un biondo, un brutto che piace... Owen Wilson potrebbe andare... Ha il fascino del comico che recita in un film d'autore. Lo fece anche Fellini con Alvaro Vitali...

WA: OK vada per Fellini! Mi piace Fellini. L'anno prossimo potremmo girare a Via Veneto....

Staff: resta concentrato Woody... stai su Parigi!

WA: io però la figa nel film la voglio! Fosse anche solo un cameo ma la voglio!

Staff: ..sarebbe da prendere qualcuna del posto, una zoccola francese ("french bitch" NdT).... così ci aggiudichiamo il pubblico francese... Vediamo un po'... Cazzo... cazzo... Idea geniale!!! Chiediamo alla Carla Bruni, italiana, vive in Francia, ha sposato Monsieur le president.... perfetta!

WA: sì... figa è figa non c'è che dire... dite che accetta?

Staff: farebbe qualunque cosa per l'esposizione mediatica...

WA: ma cosa le facciamo fare? c'è una parte per lei?

Staff: a malapena le facciamo aprire bocca... però diamo subito notizia alla stampa del fatto che la vogliamo nel film...  ci creiamo tutto un trambusto intorno... accetta, non accetta, mistero... ci sarà, forse sì, forse no....

WA: OK mi sembra OK....  epoi mi piacerebbe qualcosa sull'arte.. qualcosa che abbia a che fare con l'arte...

Staff: la gente è ignorante... l'arte spaventa, nessuno la capisce.... in effetti potrebbe funzionare...

WA: Arte... no no non l'arte concettuale parlo del calendario coi girasoli di Van gogh, la ballerina di Degas.... le ninfee di Monet!

Staff: la gente è ignorante comunque!

WA: ho deciso voglio l'arte! Non ho mai fatto un film con l'arte protagonista...

Staff: Come vuoi tu... sarà necessario mettere i sottotitoli affinché sia un minimo comprensibile... bisognerà fare i siparietti come Tarantino...

WA: No i siparietti no... troppo visti!

Staff: Perché i tuoi film degli ultimi dieci anni invece....

WA: ma questa volta c'è arte... arte... che trovata! Svolteremo anche questa volta!

Staff: troppo colto bisogna trovare qualcosa che stemperi il concetto di arte! Vediamo un po'... cosa ne dici di introdurre l'elemento fantastico? Con Parigi ci sta bene... una cosa alla Renè Clair....

WA: elemento fantastico... io direi qualcosa tipo Signore degli anelli?

Staff: No... no... non ci sembra il caso... meglio qualcosa di meno elaborato... tipo un viaggio nel tempo, una dimensione parallela, pensa a Renè Clair.... qualcosa che potrebbe essere un sogno...

WA: questo lo so anche io... il sogno funziona sempre e poi dopo anni di psicanalisi... il sogno, i sogni... la dimensione del sogno... funziona!

Staff: si così ci mettiamo tutti gli artisti che contano! E li facciamo presentare uno per uno... così nessuno si sente ignorante anzi ha come l'impressione di essere quasi colto... insomma li aduliamo...

WA: adulare... ma allo stesso tempo li facciamo identificare con un protagonista irrisolto e insoddisfatto... funziona molto meglio quando ci si può identificare nel perdente che crede di poter dare una svolta alla propria vita...

Staff: lieto fine?

WA: ca va sans dire... Ok pensateci voi, ma fate in fretta perché il tempo è denaro e qui bisogna comnciare a lavorare al film su via Veneto...

Staff: consideralo già in sala! Ah.. e per il film italiano potremmo metterci pure quello che fece Down by law... è abbastanza folkloristico.

WA: sì può andare ma non dimenticate una figa bionda e un mandolino....

Abbinamento cinematografico con la cinematografia di Renè Clair. Nient'altro dire.

giovedì 5 gennaio 2012

Melancholia

  • Ripescando a casaccio film visti l'anno passato...



Il 2011 è stato l'anno dei registi seri che hanno dato la loro interpretazione del catastrofico in attesa di questo fatidico 2012. Lars Von Trier ha tirato fuori questo tremendo Melancholia con una Kirsten Dunst dallo sguardo sempre più liquido. Un primo tempo interminabile e privo di qualiasi interesse che si è visto esclusivamente nella speranza che fosse propedeutico ad un qualche senso. Aspetta e spera...  il senso non è mai arrivato. Conflietti familiari che lasciavano sperare un Festen si disperdono in un'inesorabile fine senza che ci sia alcuna via d'uscita.  Tutto molto autocelebrativo, con eccessi al quale il patron del Dogma ci ha da sempre abituato, con l'inutile partecipazione di Kiefer Sutherland e di un'isterica Charlotte Gainsbourg. Io ci avevo sperato che fosse un bel film, del resto Lars ha diretto capolavori non indifferenti e in passato ha avuto anche la capacità di confrontarsi mirabilmente con The Kingdoom, dimostrando di saper gestire egregiamente un materiale altro.... ma questa tremenda Melancholia non decolla, si disperde, non incide ma soprattutto non funziona questa versione apocalittico familiare fatta come sempre di non detti. Insomma si può tranquillamente evitare. Oltretutto io credevo che alla fine ci fosse la colonna sonora di Caparezza e speravo di sentire Good-bye Malinconia. Invece no... pare non si siano messi d'accordo sui diritti. Peccato.
Comunque Good-bye Malinconia, quello sì che è un capolavoro e poi rivedere Tony Hadley è un'emozione non da poco per una ragazza degli anni '80.
Dovendo scegliere tra Melanchonia e Malinconia io consiglio decisamente la seconda!

Viste le centinaia di richieste giunte per e-mail di scrivere il finale dei film riprendo la consuetudine interrotta per pigrizia:
Se volete sapere come finisce Melanchonia selezionate da qui:
Le due sorelle impotenti di fronte all'imminente catastrofe hanno reazioni diverse... una si dispera, l'altra glie fa un baffo. A un certo punto il pianeta si schianta e finisce tutto. fino a qui!

Abbinamento difficilissimo per questo polpettone inutilmente lungo e stiracchiato. Direi che potrei consigliare un bellissimo libro di fantascienza di Kurt Vonnegut: Le sirene di titano. Quale raffinata ironia. Quasi quasi me lo rileggo!