sabato 30 novembre 2013

Vita di Pi

  • A casa, a notte fonda, più o meno una settimana fa o giù di lì.


Guardare un film dove per due ore c'è uno bloccato su una barca? con una tigre digitale?
Ma manco morta!

Questa fu la mia reazione quando sentii parlare di Vita di Pi.

Invece ieri sera, che la mezzanotte era già passata da un po', decido che quasi quasi una chance gliela concedo, che tuttalpiù lo inizio e poi lo finisco il giorno dopo, proposito che in genere si conclude con la repentina cancellazione del file senza vederne la fine.

E invece me lo sono visto tutto di un fiato, godendomi ogni singola immagine, col rimpianto di non averlo visto al cinema in 3D.

Nonostante l'ora tarda e la mia naturale inclinazione a dissacrare qualunque cosa,  pensando quindi ad Ang Lee come ad un rimaneggiane, che ha preso Castaway e al posto di un pallone da football ci ha messo una tigre, al posto di Tom Hanks ha scritturato un attore che gli è costato molto meno, la vita di Pi mi è piaciuto moltissimo.

Non nego che Pi sia furbetto nella sua panreligiosità che non scontenta nessuno ma come possiamo negargli tifo e supporto morale mentre seguiamo la sua avventura, comodamente sbracati su un divano?

Non mi sento proprio di dire che sia un film sulla forza della fede, proprio no, ma sulla forza dell'essere umano e sulla possibilità che ha di adattarsi, di sopravvivere, non solo ad un naufragio ma ad avvenimenti inaccettabili, quali la perdita di ogni punto di riferimento affettivo e della vita, così come la si intendeva fino un attimo prima.

Arbitrariamente quindi lo inserisco in una lista di film di quelli che ti mettono in connessione con l'universo, che danno ispirazione, forza e coraggio e inoltre ti spingono a dare uno sguardo sincero sul proprio sé. Sempre che ne si abbia voglia.

Abbinamento acquisti mangerecci in tema, con Selli International Food Store in via dello Statuto, 28/30 tel 064745777, vicino vicino a Piazza Vittorio.
Ci potrete trovare tutto quello che vi aggrada anche per la cucina di ogni parte del mondo e quindi pure per quella indiana, che dio la benedica. Io, so che siete interessati,  ci compro sempre la pasta phillo e quella kataifi ma anche la melassa di melograno.

venerdì 29 novembre 2013

TFF 2013: LFO


  • Giovedì 28 novembre 2013


Direttamente dalla patria di Ikea LFO si guadagna il passaggio al Festival di Torino 2013 e secondo me se lo merita pure.
LFO che immagino significhi Low Frequency Oscillator (thanks Google!) è un dispositivo che, opportunamente programmato dal bizzarro protagonista, emana una serie di impulsi capaci di azzerare la coscienza umana per riprogrammarla a proprio piacimento.
La storia che si svolge interamente all'interno di un appartamento, pur non avendo nessun tratto claustrofobico, si snoda e riannoda su due fulcri, l'uso/abuso del dispositivo che controlla la mente e il senso di colpa per l'omicidio della moglie e quello non voluto del figlio.
Molto interessante l'evoluzione dell'utilizzo del congegno che passa dall'uso personale a quello altruistico per poi svalvolare in un delirio di onnipotenza senza ritorno.
Sicuramente LFO pur non essendo un film perfetto ha il pregio, paradossalmente, di restare impresso nella memoria e di farci porre qualche domanda.
Cosa farei io avendo quel potere?
Prima cosa viaggerei gratis in aereo. Poi utilizzerei la sequenza sonora anche per soggiornare nei migliori alberghi. Insomma non avrei nessuna voglia di essere dio, mi basterebbe godermi la vita come piace a me, anche se tutto sommato potrei ottenere le stesse cose con la carta psichica del Doctor Who. Immagino però di avere poche speranze di avere sia l'uno che l'altra e quindi passo oltre e torno al film....
Ci sono parecchi tratti che potrebbero far pensare ad un instant remake americano, magari con un finale meno amaro. E anche se non c'entra proprio nulla mi ha ricordato Primer, altro esempio di cinema che, senza bisogno di grossi effetti speciali, ha la capacità di raccontare una storia sull'incapacità dell'essere umano di gestire problematiche che da sempre vorrebbe domicare.
Così come per Wrong Cops anche questo LFO richiamerà un pubblico che più d'essai non si può.
Io direi che è piuttosto interessante e gli va data una possibilità!

Abbinamento con pizzeria a taglio in Corso d'Italia, praticamente attigua al Cinema Europa, scoperta infatti prima della visione di Thor ma già riconosciutissima da una serie di adesivi dal Gambero Rosso è giù di lì. Le due signore all'interno poi sono davvero carine e simpatiche. La pizza è buona!
Pizzeria Italia, Corso d'Italia, 103 tel 0644249771



giovedì 28 novembre 2013

Thor - The dark world


  • Martedì 26 novembre 2013
  • Cinema Europa di Corso d'Italia, spettacolo delle 20.20 in sala siamo 5, eppure sta a incassa' i milioni.


Non è che io mi strappi i capelli per Thor, non mi ha mai fatto impazzire, nemmeno quando ero piccola e mio padre comprava gli albi. Prediligevo Superman e I fanatstici 4 ma Thor proprio mi era indifferente.
Però la visione di Thor coincideva con l'occasione di accompagnare un mio grande amico di soli 13 anni, grande amante del cinema e dei supereroi e quindi mi sono armata di entusiasmo e sono partita alla volta del cinema Europa.
Inforchiamo gli occhialetti, inizia il film e parte la solita considerazione: "sto 3D è la solita merda, che gran fregatura..".
I minuti passano ed è sempre peggio fino a che ci rendiamo conto che in realtà il film non è proprio in 3D. Mi giro rivolgendomi ai pochi figuri dietro di noi e, ad alta voce, come fossimo al mercato, dico: "ma non è in 3D" risposta "no".
Esco dalla sala e faccio presente la cosa in cassa, il tipo si risveglia immantinente dal torpore novembrino, scatta in piedi e corre in sala di proiezione  e neriesce scusandosi.
Ricomincia Thor, questa volta in 3D, e la situazione appare finalmente un po' diversa, almeno ora le immagini hanno almeno una profondità anche se non la resa sperata.
Loki continua a essere la controfigura di Scialpi, Thor continua ad avere le fisique du role di un camionista dedito al cul-turismo, la bambina di Lèon è sempre spaesata ma ci sono almeno un paio di attori che mi fa piacere rivedere.

Il primo è uno splendido Idris Elba, protagonista del notevole Luther, impossibile non affezionarcisi o semplicemente non sognare di passarci un week-end di passione.
 La seconda è Kate Denning divertentissima e dissacrante protagonista di 2 broke girls.
Ecco non è che c'è molto da dire su Thor sebbene ci siano belle sequenze di immagini nella convergenza di mondi e dimensioni che avrebbero merito ben più spessore a livello di sceneggiatura.
Il mondo oscuro è una baracconata piacevole e niente di più ma per me è stata una bella serata anche se avevo la congiuntivite e ho perso il cellulare ma poi l'ho ritrovato.

Abbinamento televisivo comegià detto, recuperare la serie Luther e se ci si vogliono fare quattro risate le two broke girls, rigorosamente in lingua originale che non oso pensare a traduzioni e doppiaggio italiano.






lunedì 25 novembre 2013

TFF 2013 - Wrong cops


Lunedì 25 novembre 2013



Molto velocemente, Wrong cops è un po' John Waters e un po' Troma senza la carica eversiva del primo né gli eccessi di entrambi.
Alcune situazioni sono divertenti senza essere disturbanti pur nel loro tentativo di essere parodistiche, fuori dalle righe e presentando dei soggetti decisamente raccapriccianti.
Si resta quindi in un territorio di frontiera da gag indecisa tra il surreale e il grottesco senza mordente.
Un colorito ritratto di una polizia corrotta, menefreghista e dedita alle più svariate occupazioni personali e completamente fuori di testa, chi si mette di traverso fa una brutta fine.
Qualche volto noto della TV e la possibilità di vedere in faccia Marylin Manson che senza il pesante trucco fa quasi tenerezza.

Difficilmente arriverà in sala ma potrebbe vedere la luce in qualche cineclub.
Il regista, Quentin Dupieux, un musicista francese anche autore delle musiche, si guadagna una sufficienza ma niente di più. Ma di questi tempi è già qualcosa!

Abbinamento doverosamente cinematografico: riscoprire la filmografia di John Waters soprattutto con Divine.




domenica 17 novembre 2013

Ender's game

  • Sabato 16 novembre ore 20.00
  • Cinema The Space - Moderno, PIazza della Repubblica, sotto ai portici
  • Acquistato il secchio di pop-corn più grande della storia
  • Avvistato Giggi Marzullo all'uscita, ma sembra non averci riconosciuto


Ultima occasione per vedere Ender's game in un sabato novembrino, perché Zalone reclama tutte le sale per sé.
Una bella e sana fantascienza come dovrebbe essercene di più e contemporaneamente un bel film di formazione, di crescita, vita, trasformazione e così via.
Ragazzo protagonista di una bravura quasi inquietante, già visto nel melenso e inutile Hugo Cabret, in costante crescita fisica e artistica che lascia presagire un grande futuro, nella speranza che non venga colpito dalla sindrome di Haley Jael Osment.
Asa Butterfield (i genitori dovevano essere degli appassionati di fotografia pre-digitale) sostiene il peso di tutta la storia e l'onere del prescelto che Neo al confronto è un cagasotto.
Comprimari divertenti, dal lombrosiano Bonzo al sempre carsimatico Ben Kingsley.
Menzione speciale, ma non in senso buono, per un Harrison Ford stanco, botulinato e con un naso rosso che nemmeno il trucco riesce a nascondere. Si sarebbe potuta dare la sua parte a chiunque altro e non se ne sarebbe sentita la mancanza. Peccato.
Da segnalare il simpatico cameo hitchcockiano del regista nei panni del gigante del video-game e un corto di una decina d'anni fa dell'autore del libro (e anche della sceneggiatura) Orson Scott Card.
Il corto si chiama Remind me again e presuppone che conosciate l'inglese visto che non ci sono sottotitoli. Lo trovate qui

Insomma soddisfatti dalla visione, sotto tutti i punti di vista, un film che difficilmente potrà deludere, anzi sicuramente aggiungerà qualcosa all'animo degli spettatori di tutte le età.

Abbinamento acquisti con DOM grande negozio di arredamento, design e gadget in quel di via dell'Ara Coeli, 6 tel 066991738 Da perdere il senno solo a guardar tutto quello che hanno come utensili per la cucina e la pasticceria in particolare.





venerdì 15 novembre 2013

Venere in Pelliccia

  • Giovedì 14 novembre 2013
  • Cinema King di Via Fogliano ore 20.25



Infrasettimanaltà, di corsa all'Auditorium con i biglietti per la serata del giorno dopo.
Non avere la macchina del tempo, consultare tramite smart-phone la possibilità di andare a vedere qualcos'altro che non fosse un film indiano del 1988 al MAXII.
Dirigersi  al Lux per vedere il film con Tom Hanks ma passare davanti al King e decidere al volo per la venere in pelliccia di Polanski.
Parcheggio, caffè da De Angelis d'ordinanza. Finalmente in sala.

Film ipercolto, costruito su nodi cari a Polanski, il ribaltamento dei ruoli, le dipendenze varie nel rapporto di coppia, il labile confine tra il lecito e la perversione come già esplicitamente portato in scena in Luna di Fiele.
La venere in pelliccia però qui si arricchisce di un gioco di specchi in cui si riflettono letteratura, teatro, cinema e profondità dell'animo in un caleidoscopico e continuo rimando che risucchia, ammalia e quasi stordisce per repentini mutamenti di registro.
Emmanuelle Seigner splendida musa, ispirata e ispiratrice, condivide il palco e lo schermo con Mathieu Almaric  in cui è difficile non scorgere un alter-ego del regista, anche a livello fisico.

I due, protagonisti assoluti, reggono storia, emozioni e sentimenti a livelli altissimi.
Film di parole, di testa, profondamente francese e fonte di sicuro godimento per chiunque senta la necessità, in quest'epoca di grande ignoranza, di sperare almeno che esista un po' di cultura, che lunghe dore di studio, come un flash su una parete nera, ogni tanto abbiano la capacità di squarciare, seppur in maniera fugace, l'oscurità di menti ottenebrate.
Godrà anche chi si interessa di psicanalisi o semplicemente chi non disdegna di osservare con curiosità le relazioni tra esseri umani.
L'ora e mezza abbondante scorre senza il minimo accenno di noia. Gli si perdona tutto anche qualche momento leggermente didascalico (l'epilogo in particolare) in favore di una regia grandiosa, interpretazioni stratosferiche e anche di un senso del ridicolo che serpeggia tutto il tempo a ricordarci la nostra condizione inferiore di fronte agli dei.
Da vedere.

Abbinamento mangereccio con il Gian Fornaio che ora è presente in parecchi punti a Roma e con una nuova apertura nei prossimi giorni in Via dei Gracchi. Per una pizza bianca eccezionale e molti altri prodotti da forno di qualità ma anche per un pausa pranzo gustosa. Vi lascio al sito per gli indirizzi!