Oggi vi dico la mia su Pluribus.
Se non guardate serie TV saltate pure a piè pari.
Ormai mi emoziono più con una bella serie che con un film, quasi sempre di merda, al cinema.
Non
mi fraintendete, Pluribus fino ad ora mi ha fatto i due consueti
coglioni così, quindi non posso dire di essere felice di averla vista,
però nutro speranza.
È anche vero che chi di speranza vive, di speranza muore, quindi nel frattempo ho aggredito il filone d'oro delle serie coreane.
Io,
cinematograficamente parlando, la Corea l'ho scoperta oltre venti anni
fa, quando per vedere un bel film horror dovevi andarlo a cercare
proprio lì, tra l'infida e omonima sorella nordica e la vastità del
mare.
In un'epoca in cui l'horror si era scolorito e aveva perso la sua carica e eversiva, i veri gioielli arrivavano dalla Corea del Sud.
Certo, bisognava arrivare fino in via Urbana, al glorioso e ormai chiuso Detour, ma poi era una festa!
All'epoca
YouTube era agli albori ed era un tempo in cui che se volevi vedere la sequenza psichedelica di 2001 Odissea nello spazio, montata con
Echoes dei Pink Floyd, potevi vederla solo al Detour.
Vabbè
ma come sono arrivata qui? Pensate un po' che volevo fare un paragone
tra Pluribus e Star Trek The next generation e invece mi sono
impantanata con la Corea. Comunque...
Pluribus nasce dalla mente di Vince Gilligan e quindi che fai? Non glieli perdoni sti nove episodi inconcludenti e ripetitivi?
E certo che si!
Io
però voglio sperare che la seconda stagione sia la follia!
Voglio un
cambio di registro come tra il primo e il secondo tempo di
Dal tramonto all'alba di Robert Rodriguez.
Voglio
che il mio sproloquiare su Pluribus venga annientato dal twist più
pazzesco della storia delle serie TV. Roba che mi deve far dimenticare
in una botta sola la morte di Eddard Stark, che ancora lo piango, e le nozze di sangue in Games
of thrones.
Voglio che nella seconda stagione
succeda qualcosa che stravolga la mie poche certezze.
Voglio vedere le
foto di Vince Gilligan che gode perché sa di essere al di sopra di ogni nostra fantasia, dando senso a tutte le cose.
Perché diciamo la
verità, non può continuare così.
Stiamo parlando del creatore di
Breaking bad e di Better call Saul, uno che scrive sceneggiature come se
Euripide e Shakespeare avessero deciso di collaborare alla Garinei e
Giovannini.
Ci sta quindi che, dopo il successo
universale di Breaking bad e il suo fortunato spin off, ci voglia un po'
coglionare e voglia costruire una storia su un'impalcatura di noia e
vuoto abissale per sorprenderci sul più bello.
La storia
Improvvisamente l'umanità viene "contagiata" da un imperativo biologico alieno che connette tutte le menti.
Se ciò accadesse veramente ne
conseguirebbe che le mie splendide qualità di chef
raffinatissima le avrebbe chiunque sulla faccia della terra, pure il cuoco
del ristorante Il Curvone, celebrato da Fantozzi.
La mia sagacia no, quella andrà persa, perché questa comunione di menti non sa che farsene.
La
comunità infatti è di per sé noiosa, dormono per terra nelle palestre come i terremotati, lasciano i musei
incustoditi, sembrano non avere velleità di alcun tipo, di certo non scopano, sono freddi come
il ghiaccio.
Believe me, so boring!
11
persone sono rimaste come prima, Carol è una di loro, nonché la nostra
protagonista che sopravvive tra impeti di resistenza, incertezze, dubbi,
debolezze e anche sterili isterismi.
Trattandosi
produzione 2025 Carol è lesbica, perché la legge ormai impone che in
ogni film o serie TV ci sia almeno un omosessuale, un trans, un non
binario e/o qualcun altro che non si capisce bene come voglia essere
etichettato.
I neri ormai non se l'inculano più manco di striscio, pensa te come cambiano i tempi!
Nell'ottica pluribusiana tutti sanno tutto e tutti percepiscono tutti.
È
la fine delle guerre, dell'avidità, del senso del possesso (che fu
prealessandrino), solo che magnano solo frutta caduta dagli alberi e
dato che non basta a sfamare tutti, se magnano pure una specie di
soylent green.
Hanno stimato che pure nutrendosi
di pregevole succo di cadaveri non riusciranno a sopravvivere per una cronica mancanza di cibo per l'intera umanità.
Sorge dunque spontanea la domanda: "Ma allora, ma che cazzo ce siete venuti a fa' qui? A rompere i cojoni?".
Bè quello è sicuro!
Bè quello è sicuro!
Anche perché a ben guardare rompere i cojoni è anche il fine ultimo di molta parte degli esseri umani.
La
comunione/comunità aliena è comunque saggia, servizievole e sempre a
disposizione!
Fino a che poi ti rendi conto che a questi manco gli importa più gnente di quelli che erano i loro cani e quindi non puoi fare a meno di pensare che siano dei grandissimi fiji de na mignotta.
Fino a che poi ti rendi conto che a questi manco gli importa più gnente di quelli che erano i loro cani e quindi non puoi fare a meno di pensare che siano dei grandissimi fiji de na mignotta.
Insomma questo un po' il succo.
Per coerenza torno sulle serie coreane... Ma quanto mi è piaciuta Bon appétit, Sua Maestà?
E See you in my 19th life? Ora sto guardando Alchemy of souls e ho intenzione di proseguire nell'Universo coreano in attesa della nuova stagione di Pluribus!
Buon 2026!
Vi abbino una serie Coreana che ho appena citato in questo post Bon appètit, Sua Maestà, storia di un viaggio nel tempo e di un libro di splendide ricette. Visivamente intrigante, diverso, con qualche ingenuità e forse risolto frettolosamente nel finale ma ad avercene di serie con una conclusione, così godibili! Se amate il cibo non potete perdervela!

