martedì 30 dicembre 2008

The millionaire

  • 30 dicembre 2008, Cinema Admiral di Piazza Verbano (un tempo si chiamava Cinema Verbano) uno dei pochi monosala rimasti in zona.

  • Attenzione che svelo il finale... oppure no? Boh non si sa...
Questa sera a cena mio fratello ha cominciato a raccontarci The millionare, sapendo che io e Fulvio stavamo per andare a vederlo.
"Non è niente di che... che ci andate a fare..."
Noi facciamo finta di non sentire e continuiamo a mangiare la splendida pasta e ceci di cinefilantiana fattura. Una pasta e ceci gentile, delicata, dalla cremosità vellutata, gli aromi armoniosi eppure di sostanza, che da conforto e scalda il cuore in una fredda serata di fine anno.
Continua... "E poi il finale... ti lascia senza parole... che dici ma non è possibile... non c'entra niente il finale... insomma tutto il film non è male.. ma poi alla fine di botto, che proprio non te lo aspetti.. a lui lo ammazzano e pure alla ragazza..."
"ma sei uno stronzo... - dico io - non ci puoi dire come va a finire...."
Niente.. continua imperterrito e racconta altri particolari...
Alle dieci meno un quarto siamo ancora a casa tentennanti... io dico "Andiamo?" e Fulvio un po' stizzito risponde ".. a dire il vero tuo fratello mi ha fatto pasare un po' la voglia..."
"Ma lo sai che mio fratello racconta sempre un mare di cazzate...."
Insomma come dio vuole andiamo e ci troviamo nel bel mezzo dell'uscita dello spettacolo di prima serata... una cifra di gente. Prevalentemente mezza età... loden verdi, capelli brizzolatissimi, scarpe di camoscio, signore con le meches e classici maglioncini gialli di un giallo che può essere solo di cachemire. Vedo facce tutto sommato soddisfatte.. incontro anche due amiche della piscina chemi dicono "è carino il film!".
Inizia il film e si riconosce la mano di Danny Boyle col suo talento nel puntare la macchina con un gusto dell'inquadratura fotografica. Ogni scena è un vortice, contiene una spirale, una visione sghemba e il tutto si interseca con colori, facce, suoni e movimento. Uno stile videoclipparo ma di una certa classe.
Tutto molto studiato, pensato e realizzato alla perfezione.... registicamente ineccepibile. Ed è forse questo il imite del milionario.. è perfetto pure lo squallore e la povertà dell'India, pure le atrocità più inaccettabili sono abbinate a colori suggestivi...
Il labirinto di una festida baraccopoli diventa il pretesto per una ripresa dall'alto che trasforma lamiere e cartoni in un artistico puzzle... Tutto assume un'aria sterilizzata ad arte.
La storia, seppur forzata e pretestuosa, è avvincente e il film non conosce momenti di noia o cedimenti, il ritmo non si discute! Trovo un po' triste che qualcuno abbia scritto un libro e che qualcun altro ne abbia tratto un film partendo da un programma televisivo, ovvero da "Chi vuole essere milionario".
A vedere il film si comprende che un'intera nazione (e l'India è grande) si rincoglionisce quotidianamente a guardare l'edizione indiana del programma, qui da noi presentato da Gerry Scotti. Effetti della globalizzazione che come molti sapranno non è solo questione di McDonald's...
Insomma tutto gira intorno a sto programma... le persone ma soprattutto i soldi. Appare infatti evidente che la bella e desiderata Latika non ha nessuna intenzione di vivere d'amore ma che non ha dubbi a scappare col novello milionario, vincitore del gioco.
Peccato che poi alla fine muoiano tutti e due...
Ma su... se avete letto la recensione di "Piacere Dave" saprete anche che mio fratello è solito inventarsi un sacco di cazzate sui film che ha visto... e quindi i due protagonisti non muoiono.. bensì vivono per sempre felici e contenti e pure con venti milioni di rupie che, se non mi sono rincoglionita del tutto, fanno poco meno di 300mila euri. Voglio dire... ma milionario de che?
Che ce fai co trecentomila euri? in zona mia a malapena un bicamere....
Insomma Danny Boyle volendo poteva fare scempio della nostra sfera emotiva invece è tutto un po' leccatino (e nessuno poi ci spiega come è arrivato il ragazzetto a partecipare al gioco televisivo) e nella nostra testa tende a rimanere più impresso lo studio televisivo che tristemente ben conosciamo piuttosto che l'orda di bambini mutilati costretti a chiedere l'elemosina. Cosa dire di questo film? Ipocrita o solo volutamente superficiale? Di pugni nello stomaco nemmeno un accenno, lo schermo è tale.. scherma.. si dice "vince ma non convince"...
Avrei potuto usare una chiave di lettura diversa.. parlare del destino, del senso della vita... ma in questo momento io e il destino ci siamo un po' accapigliati quindi salto a piè pari tutte le implicazioni sugli eventi e sul loro significato...
e ora la domanda di rigore: ma tu cinefilante.. lo consiglieresti questo film?
Cosa rispondere.. in tutta sincerità direi... non è male ma non ti aspettare nulla di eccezionale.
La accendiamo?
Mah.. boh.. non so... mi viene un dubbio... che a poco a poco dievnta certezza... io preferisco il treno per darjeeling!

Abbinamento obbligatoriamente mangereccio con il fast food indiano in Via Mamiani,11 tel. 06 4460792. Sarà come varcare un piccolo stargate che, dal caos di piazza vittorio, vi trasporterà in un secondo in un localino indiano. Poca scelta e piatti semplicissimi... prezzi politici ma atmosfera impagabile...

Piacere Dave!

  • Scritto il 23 dicembre u.s. ma rimasto in bozza fino ad oggi.. nel frattempo quasi scomparso il raffreddore....
  • Preso da Blockbuster come alternativa al nulla cinematografico in onda su Sky...

Sì lo so... sono un Cinefilante un po' latitante... ma ho raffreddore che potrei tranquillamente fare gli effetti speciali dell'Esorcista a costo zero e autoprodotti...
Al cinema di certo non ci posso andare... Nei prossimi giorni poi le feste canoniche mi avrebbero comunque tenuta lontana dalle sale e quindi ripiego su un noleggio da blockbuster.
Dato che in famiglia siamo ottimizzatori, io e mio fratello abbiniamo la capatina da blockba con la passeggiatina serale con Nice, la nostra lupetta bionda...
Il problema è che da Blockba non la fanno entrare e quindi entriamo a turno, che Nice da sola fuori non ci vuole stare.
Entro, do uno sguardo veloce.... Hancock non l'ho visto... nemmeno Grace is gone e ci sono pure I racconti di Stoccolma.
Memorizzo tutto, mi affaccio e comunico le mie scelte...
Mio fratello non è convinto...
cambio della guardia...
io resto fuori con Nice e lui entra...
e poco dopo riesce sentenziando: Hancock l'ho visto...
poi, sconsolato, aggiunge... Grace is gone mi sembra molto triste... bah... se vuoi prendi quello dei racconti di Stoccolma...
Dato che mio fratello è solito inventarsi un sacco di cazzate lo interrogo su Hancock...
- Giuro l'ho visto! Con Roberto e Michele.. ci siamo andati a scatola chiusa... non sapevamo che si trattasse di un supereroe... e quando a un certo punto lui fa un salto e schizza a cento metri... ci siamo guardati e abbiamo detto: "ma che è sta cazzata???"
Vabbè.. gli credo.. niente Hancock.. entro e mi rassegno a prendere I racconti di Stoccolma ma nemmeno io sono troppo convinta. Avrei voglia di qualcosa di leggero leggero, inconsistente...
Il mio sguardo cade su Piacere Dave... Mi riaffaccio e lancio la proposta.
Accetta perché sembra non esserci di meglio... Un quarto d'ora per arrivare alla scelta finale!
Vado a pagare e dico al commesso: "Certo che co' sta storia che non ci fate entrare il cane ci fate perdere le ore..."
- "eh ma non è colpa nostra... se ci becca la finanza ci fa un mazzo così..! perché abbiamo i prodotti alimentari ad altezza muso di cane...".
Dentro di me ho pensato: "Ma come... quel delizioso musetto di cagnolina... che fastidio può dare...".
Insomma ci iniziamo a vedere sto film... Inizio stupidissimo... con lui che fa le sue solite smorfie... e dovrebbe far ridere.. argh!
Mio fratello vista la mala parata mi fa: ma da quand'è che ti piace Eddie Murphy???
- Non è che mi piace lui... è l'argomento del film... lui in realtà è un'astronave aliena!
Ah bè allora è tutta un'altra storia... a poco poco la storia prende piede.. non si può dire che decolli ma comunque ha la sua struttura, le sue battutine, la sua morale ecc. ecc.
Un film adatto alle famiglie, con una blanda comicità di cui ci si può accontentare (soprattutto al pensiero di quelli che sarebbero potuti essere I racconti di Stoccolma).
Tutto sommato in un'ideale parabola che parte dall'Ultimatum alla terra 1951 B/N, che ha l'apice nel suo milionario remake new age... Piacere Dave (che ha un plot quasi sovrapponibile all'ultimatum) si colloca in discesa un gradino prima delle varie parodie stile Shriek o Disaster movie...
Insomma.. che questi alieni prima poi ce li troveremo di fronte ultimamente sembra essere un argomento piuttosto sfruttato se non abusato, a livello sia di cinematografico che telefilmesco...
E io mi sento preparata sufficientemente...

Abbinamento con un luogo a me caro.. Villa Ada... ogni tanto ci porto fuori la lupetta bionda che ama tuffarsi nel ruscello a riprendere le pigne e i rami che le lanciamo. Purtroppo di crop circle nemmeno l'ombra...

domenica 28 dicembre 2008

The Spirit

  • Domenica 28 dicembre 2008, cinema Savoy in sala 3
  • Dopo spaghetti del Cavaliere Cocco con aglio e olio e peperoncino

Se si riesce a resistere per il primo quarto d'ora è probabile che The Spirit si lascerà vedere e che potrà anche piacere ma indubbiamente l'incipit è spiazzante... dialoghi stupidi e una estremizzazione dell'aspetto grafico che alla lunga diventa un po' fine a se stessa.
La maggior parte delle immagini sembra trarre ispirazione dalle macchie del test di Rorschach... Alcuni momenti sono visivamente e graficamente affascinanti ma molto freddi.
La fotografia è giocata tutta su accesi contrasti di luci e di ombre caravaggeschi, i colori primari, il trucco all'inchiostro di china spersonalizza i volti... Scarlett Johnson è banalizzata, con un volto cancellato e ridipinto come quello di una geisha.
Eva Mendes invece, come la metti la metti, è strepitosa!
Una Raquel Welch del nuovo millennio con un fondoschiena irresistibile che, con un colpo di scena del mio immaginario, scalza Jennifer Lopez dal podio di modello da raggiungere.
Da ora in poi il mio obiettivo sarà Eva Mendes!
Se avessi un personal trainer gli comanderei di concentrarsi solo lì... lascia perdere le braccia, le gambe.. gli addominali... che ogni energia sia dedicata a forgiarmi un culo come Eva Mendes!
Gli interpreti maschili un po' sottotono e poco inclini a generare icone indimenticabili... Samuel L. Jackson ormai è un impiegato statale del cinema e di certo non può competere col terzetto di gnocche focose di cui fa parte anche una Paz Vega in versione ballerina di danza del ventre.
Orsù il film si guarda.. si dice anche "carino!", uscendo dalla sala... ma non vibra, non tocca nel profondo, non porta alla luce niente di niente. E poi francamente la storia /tanto per cambiare) è esile esile. Tutto il dibattito lo possiamo incentrare tra i fumettari attempati che sicuramente sono impazziti e hanno raggiunto picchi di godimento mai provati prima prima... e tutti coloro che si sono recati al cinema solo per vedere un film.
Se questo fosse un blog "sociale" potrei pubblicare una rassegna sulle tipologie maschili e dedicare un'approfondita monografia sulla categoria che, superati i 16 anni di età anzi superati abbondantemente i 30 (e a volte pure i 40) continua a godere in maniera misteriosa coi fumetti.
Ma questo è solo un blog in cui il cinefilante sproloquia sui film che ha visto... quindi vi risparmierò le mie teorie... eppure ce ne sarebbe da dire su questa categoria...
Insomma non ho molto da dire su The Spirit... visivamente affascinante ma molto ripetitivo, storia inesistente, qualche accenno di divertente ironia, tre attrici conturbanti.
Sì... i fumettari impazziranno... ma per me resta solo "carino"...

Se anche voi siete sopravvisuti a queste feste che hanno tentato peggio di un super eroe cattivo di stroncare ogni vostra energia, ogni vostra forma fisica e soprattutto se avete esagerato con i torroni e i panettoni.. procuratevi una radice di zenzero (che ormai si trova ovunque, pure al supermercato sotto casa..) e dopo i pasti principale fatevi un bel tè leggero (possibilmente verde) e grattateci un bel pezzetto di radice. Lasciate in infusione per qualche minuto e bevete la pregiata bevanda. Vi sentirete meglio e il vostro stomaco ve ne sarà grato!

giovedì 25 dicembre 2008

1408

  • Visto su Sky alcuni giorni fa...

Sì lo so.. dico sempre "basta con l'horror" e poi ci ricado sempre... una coazione a ripetere a dir poco fastidiosa... ma in questo caso si tratta di un libro di Stephen King che, sebbene da anni scriva delle immani cazzate, va rispettato e onorato per alcuni grandi libri che sono diventati grandi film... Shining prima di tutto!
Insomma una chance a 1408 non potevo non concedergliela e poi John Cusack mi piace, anche se non è mai riuscito a ripetere il colpaccio di un film come "Rischiose abitudini".
E poi dio santo... diamolo un senso a questo abbonamento di Sky!
Mi piacciono i film che virano all'horror senza l'abuso di atmosfere buie, notturne, sudate e colaticce... apprezzo quindi immediatamente la fotografia pulita molto upper class...
Pochi personaggi non necessariamente delineati, forse solo accennati ma funzionali.
La storia è presto detta... Cinico scrittore di manuali sugli hotel e le case infestate vuole smascherare l'ennesima bufala attira clienti con manie del paranormale... Mal gliene incoglierà!
La stanza incriminata si rivelerà un crogiuolo del maligno che, pur senza prendere la forma di inquietanti pagliacci, si farà strada nella mente del povero scrittore.
I fatti accaduti nel passato della stanza 1408 si intersecano con le segrete dell'inconscio amplificando paure inconfessabili e dolori strazianti.
A poco a poco le influenze presenti nel luogo lasciano spazio a quelle che avvelenano quotidianamente la vita dello scrittore, in un crescendo debordante di orrore e autodistruzione.
La storia è solo un presupposto per dare vita alle paure inconscie più nascoste e risente nel finale del classico espediente "à la King", ovvero il coup de theatre che risolve tutto con una rivelazione che farebbe la sua porca figura in un corto di 4 minuti ma che banalizza invece un film di un paio d'ore.
Niente male l'idea di confinare tutto in quattro pareti, fossero anche quelle del proprio cervello e a questo proposito Cusack deve avere una qualche predilezione per le storie che sono tutte nella testa... prima in quella di John Malcovich e poi in Identità...
Sebbene mi piaccia non posso non notare che John Cusack si muove all'interno dello star business e delle sue scelte professionali in maniera ambigua, passando dalla commedia romantica alla Serendipity a quella brillante dei Perfetti Innamorati, saltellando qua e là nello pseudo horror, senza riuscire mai a trovare una vera e propria dimensione, anzi restando sempre un po' fuori posto ovunque.
Il film comunque in definitiva si può vedere e raggiunge diversi picchi di tensione e che potrà essere visto anche da chi detesta l'horror propriamente detto.
Comunque sia starei pensando di disdire l'abbonamento d Sky.. fanno veramente delle gran porcate.. sempre gli stessi film e un gran riciclo di fondi di magazzino inguardabili... se non fosse per i canali generici (quelli dal 110 in poi per intenderci) ci sarebbe da chiedergli un risarcimento per truffa aggravata ai danni dei cinefili e soprattutto a danno del cinefilante.
Non male l'ultima miniserie trasmessa da Fox "Lost Room" che ha avuto il pregio, oltre che di durare solo 6 episodi, di proporre una storia veramente originale, enigmatica e che pur non preoccupandosi di svelare i pracchi punti oscuri non delude nella sua inconcludenza...

Abbinamento con un luogo di relax.... adatto se vi dovesse capitare un'avventura stile 1408 ma in special modo per riprendersi dalla maratona di pranzi e cene natalizi... un bagno turco è capace di rimettere al mondo! Hamman , La culla del benessere in Via della Maratona, 87 0636298573

martedì 16 dicembre 2008

Ultimatum alla terra

  • Sempre Gaumont Opera ma in sala 1, grande e di forma circolare con un particolare soffitto scolpito.


Non credo che a Roma sarei andata a vedere Ultimatum alla terra ma a Parigi non c'era molto da vedere ad una walking distance dall'albergo e quindi non abbiamo resistito alla prima di questo remake.
I remake mi fanno tristezza, denotano mancanza di idee, creatività inesistente e poco coraggio. Eppure non è che in giro manchino talenti capaci di tenerti inchiodata di fronte ad uno schermo... basti pensare a Lost, tanto per dirne uno.
L'originale lo vidi a casa, durante la fiera di Roma facevano i film la mattina, che facevo le scuole elementari... ha animato per anni i miei incubi con robot e alieni che venivano a rapire mio fratello durante la notte.
Insomma Ultimatum alla terra e Il pianeta proibito (con i suoi mostri dell'Id) hanno segnato la mia infanzia gli prendesse un colpo a tutti e due.
Rivisti in età adulta sono totalmente neutri ma evidentemente a 8 anni qualche impressione te la fanno.
Qui abbiamo Keanu Reeves sempre più asessuato e sempre più incapace di articolare un espressione diversa da quella dello straniamento.
Un caso particolare quello di Keanu... molto simile a quello di Schwarzeneger. Entrambi hanno interpretato alcuni film cult degli ultimi vent'anni, decretandone il successo e senza servirsi dell'espressione facciale, restando al di fuori dei personaggi.
Come dire che all'Actor's Studio hanno sbagliato tutto...
Hanno fatto scelte ragionate... un terminator privo di sentimenti per esempio oppure un Neo matrixiano che per tutto il film sembra chiedersi "sogno o son desto?".
Anche qui Keanu viene sbozzolato da una placenta gelatinosa, come clone di un essere umano visto che l'entità klatu si è evoluta oltre il corpo. Al posto dell'ingenuo disco volante di matrice edwoodiana abbiamo le più attuali ed esoteriche sfere di luce (che da anni sono avvistate un po' ovunque nel mondo e che hanno dato vita ad una vasta letteratura suull'argomento).
Di fronte a questa attualizzazione della simbologia aliena stona il robottone gigante antropomorfo che però poi si trasforma in uno sciame assassino e devastatore.
La bella di turno è l'anoressica Jennifer Connelly e poi abbiamo anche l'immancabile bambino, un adorabile cucciolo di colore tutto ricci e mossette. A dire la verità un po' stronzetto e guastafeste ma alla fine si redime pure lui del resto è il figlio di Will Smith!
Alla fine si redimono tutti... la terra non viene distrutta e l'ultimatum è stato un falso allarme.. un po' come il Tevere che doveva inondare la capitale.
Il film se ne vola via tra scene di azione e conversazioni tagliate con l'accetta, in cui la mancanza di sfumature rende tutto un po' noioso.
Abbiamo una Cathy Bates, capace in genere di dare vita a personaggi arguti, saggi, dolenti ma sempre e comunque indimenticabili che invece viene sprecata come un'ottusa segretaria alla difesa. Ma poi si redime anche lei.
Voi direte.. ma si redimono tutti?
E certo perché se non si redimevano il film avrebbe avuto un finale diverso...
Cosa posso dire... operazione del tutto inutile alla quale avrebbe giovato una storia ben più corposa ma tutto sommato con un minimo di interesse pèer chi non conoscesse già la vicenda.
Interessante il cambiamento del presupposto... nella versione del 1951 il robottone doveva insegnarci ad essere pacifici.... nel 2008 ad essere ecologisti.
Cambiano i pericoli ma non la minaccia della distruzione a causa dell'imbecillità dell'essere umano...
Un paio di momenti carini: il primo quando Klatu/Keanu incontra un alieno che da anni vive sulla terra sotto forma di cinese... è bello pensare che acconato a noi vivano esseri di altri mondi... e a ben guardare a volte guardi una persona e ti sembra proprio che sia di un altro pianeta...
Il secondo nel momento dell'incontro tra Klatu e il mitico professore vincitore del premio Nobel per la fisica, interpretato da Sir "Monthy Python" John Cleese... in cui due menti superiori quasi non hanno bisogno di parole perché è sufficiente la percezione...
Alla fine c'è un messaggio, c'è la speranza, ci sono tanti momenti di suspance... poteva essere il masterpiece del decennio invece si dimenticherà in fretta e nella memoria rimarrà quello del 1951. Klatu barada niktu...

Abbinamento sempre mangereccio con una panetteria sempre nel 2nd arrondissement "Au bon pain d'autrefois" in piazza Notre Dame des Victoires (alla quale va dato sicuramente uno sguardo)... a mio avviso veramente notevole la produzione di pani e croissant maè anche una questione esterica visto che la bottega mantiene intatta la sua decorazione settecentesca di mattonelle dipinte... Allez y se siete in quella zona!

domenica 14 dicembre 2008

Quantum of solace

  • Visto al Gaumont Opera di Parigi, 38, Boulevard des Italiens Tel. +33 8 92 69 66 96 in sala 6, piccola ma confortevole, posti non numerati, bagni pulitissimi che nemmeno a casa propria…
  • Biglietto alla scandalosa cifra di 9 euri e 30 centesimi.


Roba da matti! mi è toccato arrivare fino a Parigi per poter godermi l’ultimo 007.
In lingua originale con sottotitoli in francese, due lingue che conosco piuttosto bene ma qualcoa deve essermi sfuggito lo stesso visto che ancora non ho capito cosa significhi “Quantum of solace”.
Seguito di Casino Royale che avevo apprezzato senza indugio nonostante i miei pregiudizi per questo James Bond biondino che proprio non mi andava giù… che dire… le idee si cambiano, ci si evolve… evviva i biondi soprattutto se sono fichi come Daniel Craig!


Io mi sono convertita ma Daniel è destinato a non piacere a tutte… come la mia amica Emanuela che si è rifiutata di venire a vederlo a Roma perché non le piace proprio quella faccia da “manovale romeno”. Domani credo che le chiederò: “Sentì un po’… ma dov’è che stanno sti manovali romeni di cui parli?”.
Questo per dire che il film si regge tutto sul fascino di Daniel, col suo fisico ingannevole… sembra mingherlino invece è un bronzo di Riace e sulla personalità bondiana che gli hanno adattato su misura da duro con sprazzi misuratissimi di tenerezza.
Glaciale come un Diabolik prima maniera ma capace di sentimenti che per lo più si vive in solitudine e di cui possiamo solo fantasticare.
Vabbè si è capito che mi piace… e lo dico dopo che, quando annunciarono la scelta del dopo Pierce Brosnam, avevo quasi intenzione di scrivere una lettera di protesta alla famiglia Broccoli!
Quantum of solace si differenzia per alcuni versi dai precedenti della serie… Qui non troviamo un nemico “unico”, un personaggio che incarni il male come Goldfinger bensì una miriade di piccoli cattivi che però tutti insieme danno non poco da fare con il loro progetto Quantum, tentacolare organizzazione di controllo economico mondiale.
Il loro portavoce è Dominic Green, alias Mathieu Almeric, francese, già visto nello spielberghiano Munich e che io avevo talentscoutato con il fatidico “ne sentiremo riparlere a breve..”.
Ha una faccia sufficientemente ambigua ma non è abbastanza “cattivo”. Mi ha ricordato da subito un giovane Polansky e poi vengo a scoprire che è oltre ad essere polacco anche lui è nato proprio nella stessa cittadina di Roman… che coincidenza!
La trama del film è ininfluente anche se meno strutturata di Casino Royal… Quantum of solace non ti da il tempo di pensare o ragionare su quello che sta succedendo ma è una vorticosa girandola di scene d’azione, inseguimenti, sparatorie che ti lasciano senza fiato. Certo non avrebbe guastato un minimo in più di intreccio e devo dire che dalla sceneggiatura di Paul Haggis, premio oscar per Crash, mi aspettavo qualcosa di più sofisticato. Sulla regia invece non posso che applaudire a braccia larghe… Marc Foster responsabile di uno dei film più interessanti degli ultimi anni (Vero come la finzione) ha saputo orchestrare in maniera magistrale il materiale a disposizione.
Non mi ha fatto impazzire invece la Bond girl di turno, bella ma poco caratterizzata e anche leggermente mascolina, si poteva fare di meglio anche se dopo Eva Green ogni confronto sarebbe inutile.
Mancano del tutto (e questa sì è una novità) tutti quei giochini e quegli armamentari che un James Bond che si rispetti non si è mai fatto mancare… niente macchina invisibile o volante, nessuna traccia di smoking antiproiettile.. insomma.. niente di niente… questo James Bond qui combatte a mani nude, rude e poderoso come solo un manovale romeno può essere…
Insomma che dire.. un bel filmone di azione che si lascia vedere senza troppi perché sebbene sia un’occasione mancata per affrancare la serie da stereotipi che sebbene ne abbiano decretato il successo sono contemporaneamente dei limiti che impediscono la valutazione come opera a sé.
Comunque sì dai.. a volte un po’ di svago totale senza pensieri ci sta veramente a ciccio e come dico sempre “non si vive di solo Bergman” (fantastico… ormai mi cito virgolettata!).

Va de sé che avendo visto il film a Parigi segnalo qualcosa di parigino e quindi nella più consueta delle segnalazioni, ovvero quella mangereccia, vi segnalo l’Exki sempre in Boulevard Italiens, al numero 9. Un posticino tutto bio dove mangiare piuttosto bene cose gustose e salutari.

mercoledì 26 novembre 2008

Gli amori Astrea e Celadon

  • Visto su Sky

  • Dio santo non finiva mai.. una tortura...

Sono passati parecchi giorni dalla visione su Sky di questo film, speravo che dormendoci sopra, facendo passare del tempo qualcosa sarebbe cambiato…. No, niente da fare, oggi come una settimana fa questo film non è niente di diverso di una stronzata galattica.
Mi ci ero avvicinata con tutta la buona volontà pensando di trovare echi di uno dei miei film culto che però a quanto pare conosco solo io, ovvero “L’amore e il diavolo” di Marcel Carnè.
Vidi l’amore e il diavolo che ero proprio piccola, una delle prime volte che i miei genitori ci lasciarono a casa da soli senza l’ausilio di una nonna o di un altro occhio vigile. Era un venerdì sera e avevamo solo la televisione in bianco e nero, di sicuro andavo alle elementari.
Rimasi conquistata, affascinata, completamente sedotta da questa storia fantastica, romantica di un amore eterno destinato a sconfiggere il male… per anni e anni ho consultato i palinsesti di ogni rivista ma nulla… credo che da quella volta non l’abbiano mai più rifatto.
Qualche anno fa ebbi un’illuminazione e misi un annuncio sul mercatino di FilmTV “cerco “L’amore e il diavolo” di M. Carnè. Poche settimane dopo fui contattata da un collezionista che per una ventina di mila lire me ne mandò una copia in videocassetta.
Che emozione! Non so spiegare cosa significava per me finalmente vedere quel film che da quasi trent’anni cercavo di rividere senza successo. Non ne ricordavo praticamente più nulla a parte la mia emozione ed l’immagine fugace di una donna, tramutata in statua.
Ero piena di dubbi… il film mi avrebbe stregato ancora una volta oppure la vita passata tra le due visioni non mi avrebbe permesso di abbandonarmi di nuovo al sogno di una storia così bella?
Decisi di vederlo in solitudine, senza che nessuno potesse rovinarmi il momento o anche, in un futuro, il ricordo del riappropriarsi di un qualcosa che credevo perduto.
Mi ritrovai a guardare Les visititeurs du soir con gli occhi di adesso e con quelli di quando ero piccola ritrovando le stesse emozioni. Un film bellissimo, tra l’altro scritto da Jacques Prévert, che conservo con cura e che spero prima o poi un’anima pia mi trasferisca su DVD (vero Roberto?).
Insomma speravo che i rhomeriani amori di Astrea e Celadon potessero anche solo evocare tale bellezza e invece… una stronzata megagalattica ad iniziare dai costumi orribili, dalle scenografie che non sono altro che un bosco… per non parlare dei dialoghi che tratti da una novella cinquecentesca avrebbero meritato una riscrittura meno ridicola. Ma al d là di tutto ciò è la storia che è un po’ stupida.. con questo pastorello che ha un fraintendimento con la pastorella e quindi non trova niente di meglio che travestirsi da donna per poterle stare vicino. Finirà tutto bene… ma cavolo due ore di daloghi scemi e di false derive lesbo (visto che in definitiva non si tratta di due donne ma di una donna e di un travestito un po’ scemo).
Posso affermare con una certa sicurezza che Celadon, che come potete vedere ha una somiglianza inquietante con Hilary Swank, è uno dei personaggi più irritanti della letteratura e della cinematografia francese. Rhomer dal canto suo evidentemente accusa una botta di rincoglionimento oppure forse potrei essere io che passo una fase della mia vita in cui non sono in linea col messaggio del film… Ma non lo so eh?!..
Perché datemi Les visiteurs du soir e l’effetto è completamente diverso….

Oggi inauguro un altro tipo di abbinamento... quello letterario. Una volta ogni tanto invece del prosaico abbinamento mangereccio il nutrimento riguarderà l'anima...
Se avete avuto la sfortunata sorte di imbattervi in quei due deficienti d Astrea e Celadon cercate di porre rimedio leggendo "le confessioni di Max Tivoli" di Andrew Sean Greer edito dall'Adelphi al costo di 18 euri. Una storia struggente e bellissima dalla quale qualcuno magari, prima o poi, tirerà fuori un gran film...

domenica 23 novembre 2008

Grand Hotel

  • Sabato 22 novembre 2008

  • Serata Cineclub con il Ballestrero, recensita con estremo ritardo!


Il sabato sera non si fa un soldo di danno a starsene a casa e dopo una lunga assenza torna a grande richiesta il cineclub!
Questa volta tocca a "Grand Hotel" grande classico della MGM (prestigioso acquisto del raffinatissimo Ballestrero) assolutamente imperdibile per un cinefilo degno di questo nome.
Parliamo di un film del 1932 che, per la prima volta nella storia del cinema, mette insieme un cast di all star dando il via a quella che diventerà una consuetudine da La ronde di Max Ophüls fino ai nostri cinepanettoni natalizi... come dire.. la cacca e la cioccolata (in ordine inverso ovviamente)...
Un film corale dove le storie si sfiorano, si intrecciano, scontrano in un epilogo che racchiude tra una morte e una nascita tanta inutilità dell'esistenza terrena... "Grand Hotel... gente che viene, gente che va... non accade mai nulla...".
Un dramma che con nonchalance indossa l'abito della commedia senza mai scadere nel grottesco, che con classe mette alla berlina egoismi e debolezze del genere umano.
Il Grand Hotel infatti è palcoscenico per una girandola di personaggi alle prese con il dramma della condizione umana, incapace di svincolarsi dai ruoli assegnati nel gioco della vita.
Tutto si svolge all'interno di un albergo di gran lusso a Berlino, totalmente ricostruito in studio nella grande tradizione di un cinema artigiano che sapeva reinventare luoghi e paesi, senza l'ausilio della computer graphic.
La macchina è perfetta, le centinaia di comparse si muovono in un meccanismo fluido e ben oliato, la machina da presa si ferma pochi secondi sui personaggi, adeguandosi al ritmo di un frenetico e impersonale via vai, dove il dio denaro èimpietoso protagonista al pari dei personaggi in carne e ossa...
Il colpaccio poi è riunire due attrici del calibro di Greta Garbo e Joan Crawoford, entrambe classe 1905 e col carattere da diva.
La Garbo già celeberrima, reduce dal successo mondiale di Mata Hari e la Crawoford in piena ascesa ma non ancora icona struggente di opere quali Volto di donna o Il Romanzo di Mildred, e poi i fratelli Barrymore (prozii della bella Drew, bimba di ET e scalmanata Charlie's Angel) e il cinghialesco Wallace Beery... Un cast coi controcoglioni e una regia che scandisce il movimento come un orologio svizzero.
Grand Hotel, oltre che a vincere l'oscar come miglior film, fu uno dei primi grandi eventi cinematografici dell'epoca con un lancio pubblicitario precursore dell'odierno marketing (molto spesso tristemente fine a se stesso) che creò un interesse pazzesco nel pubblico dell'epoca.
Insomma va visto, possibilmente con tutti i contenuti extra del DVD che contribuiscono a riportarci indietro nel tempo e far rivivere quello che fu un fenonemeno di un'epoca per noi veramente lontana.

Abbinamento con un anteprima romana! Sta per aprire in Via Andrea Doria una nuova pasticceria sicula! Al momento la vendita de "I cannoli di Salvatore" avviene su ordinazione (Via P.M. Paciaudi, 24 tel. 3383419432) così come quella di vero pistacchio di Bronte in tutte le sue declinazioni!

mercoledì 19 novembre 2008

Si può fare

  • Martedì 19 novembre 2008, Cinema King in Via Fogliano, 37
Ieri sera eccezionalmente allo spettacolo delle otto e dieci, al cinema King (uno dei miei preferiti) a vedere “Si può fare”…
Ci ho provato a proporre Quantum of Solace ma anche questa volta mi è andata male… Ma tu, James, aspettami che prima o poi arrivo!
Prima del film, durante i trailers, ci becchiamo la presentazione di “Solo un padre”… dio santissimo è proprio lui.. Luca Argentero uno dei partecipanti de Il grande fratello…
Insomma come dire ormai che partecipare ad un reality ti vale come stage all’Actor’s Studio…
Il trailer è lento, smielato, un fotoromanzetto da sue soldi studiato ad hoc sulla scia delle brutture che da un po’ di anni a questa parte infestano le sale, tipo Roul Bova che glie piace la ragazzina o le varie cazzatine di Moccia.
Il mio vicino sussurra sconsolato“Deve essere proprio una cazzata madornale..”.
“Magari!” penso io… la cazzata madornale in definitiva non ti tradisce mai, non promette niente di diverso da quello che è... Se vai a vedere Boldi ti aspetti di trovarci Christian non Vittorio..
Ma andiamo al film... Devo dire ne avevo letto bene, di quel bene che capisci che parte da uno slancio e non dalla solita marchetta o dalla necessità di osannare per partito preso il nostro vituperato cinema nazionale…
Giulio Manfredonia è il regista… colui che qualche anno fa ha avuto l’ardire di fare un remake di “Ricomincio da capo”, uno dei miei film cult che, oltre a non aver nessun bisogno di essere rieditato, non meritava la sostituzione di Bill Murray con Albanese.
Come fin troppo spesso faccio notare la mia diffidenza per il cinema italiano ormai è cronica ma ogni tanto faccio delle eccezioni e ancora più raramente rimango contenta. “Si può fare” è uno di questi casi più unici che rari in cui sono completamente soddisfatta e felice della visione.
Finalmente un bel film che diverte, commuove e fa riflettere ma soprattutto che restituisce l’immagine di una condizione, senza dubbio pesante, senza indugiare sul dramma ma cogliendone gli aspetti più lievi.
Ecco… una volta tanto un film italiano che mi sento di consigliare senza se e senza ma per tutta una serie di motivi.
"Si può fare" senza troppi preamboli entra nel vivo raccontando una storia di malati mente alla riscossa che, tra mille difficoltà, cercano di vivere con barlumi di “normalità”. A capitanare il tutto un Claudio Bisio, ispirato e bene in parte, che costituisce il “legante” della variopinta brigata. La totale assenza di volgarità, una regia dalla mano delicata ma ferma e decisa, una storia che pesca ciò di cui ha bisogno in una realtà con cui bisogna fare i conti con le conseguenze della legge Basaglia (anche “La meglio gioventù” ne affrontava le drammatiche problematiche).
Insomma ero un po’ perplessa al pensiero di dover passare la serata ne “Il corridoio della paura” o peggio ancora ne “La fossa dei serpenti” invece tra un sorriso, una lacrima e un brivido al primo de “L’isola che non c’è” di Bennato, che mi ha riportato indietro di quasi trent’anni, “Si può fare” si è dipanato senza intoppi, come si vorrebbe sempre vederne di film così…
Mi sento di consigliarlo senza indugio, difficilmente potrà non piacere e ognuno trovarci quello che desidera, la commedia, il dramma, il divertimento, la malinconia o qualsiasi altra cosa abbia dentro in quel momento…

Tornando a casa mi rendo conto che è prestissimo... e sono giusto in tempo per vedere "Gli amori di Astrea e Celadon" che fanno su Sky... appena trovo le parole imbastisco la prossima recensione... sperando che Rohmer non mi citi per danni...

Abbinamento doveroso con quello che considero il foyer del Cinema King ovvero la Gelateria dei Fratelli De Angelis in Via di Priscilla, 18/20, tel. 0686200724 (chiuso il martedì), che a mio non modesto avviso fa il miglior cremolato di frutta della città con una panna che è ancora montata con le fruste invece che col montapanna elettrico. Eccezionali i gusti alla fragola e al melone (solo d’estate) ma anche fico, lampone oltre che il classico caffè e limone. Una garanzia!

lunedì 17 novembre 2008

Changeling

  • Sabato 15 novembre 2008, Cinema Barberini nell'omonima piazza
Sabato io e il Ballestrero decidiamo di recarci all’Odeon, nostro cinema di riferimento, per vedere l’ultimo film di Clint Eastwood “Changeling”.
Arrivati al cinema ci dicono: “Fate un po voi…la sala è priva di riscaldamento…”.
Mi pongo il problema visto che sono vestita come se fosse settembre… indaghiamo e scopriamo con orrore, grazie a chi era entrato prima di noi, che non solo fa freddo ma c’è anche la puzza di muffa.
La puzza di muffa no….
Memore della serata Tropic Thunder grazie ad un veloce consulto con l’89 24 24 delle pagine gialle decidiamo di correre al Barberini per non rinunciare alla visione.
Arrivati a Via Veneto.. il panico.. casino per la strada, mignotte a destra e a manca, macchinoni in doppia fila… “Che è sta caciara?” si interroga il Ballestrero…
- Ma è sabato dico io… cerca di capire… tutti gli imbecilli sentono l’esigenza di venire in centro…
- - Considera che siamo qui anche noi…
- Sì… ma noi avevamo pianificato di stare lontani dal centro… poi a mali estremi estremi rimedi…
Come dio vuole troviamo anche il parcheggio e abbiamo anche il tempo per un caffè.
La sala 1 è praticamente piena e stranamente non è presa d’assalto dai soliti pischelli “aho’, namo, famo, dimo” in libera uscita.
Inizia il film e già le prime scene riconducono a quel rigore eastwodiano al quale siamo abituati. Una perfezione stilistica fatta di sintesi, di sostanza… niente voli pindarici che si avviatno su se stessi, niente colpi di scena ruffiani, nessuna necessità di indugiare su particolari cruenti o scabrosi.
What a man! Mi ricordo tanti anni fa a spasso per Carmel (di cui per qualche anno fu sindaco) passavo e ripassavo davanti al suo ristorante The Hog Breath e pensavo: “ma pensa che ficata se lo incontro…”. Purtroppo non lo incontrai ma mi mostrarono da lontano la sua casa con tantissime vetrate a strapiombo sul mare.
Clint in questo film prende Angelina Jolie, una delle fiche più pazzesche che abbia mai calcato il suolo di questa terra, e finalmente la sdogana dagli inutili ruoli precedenti.
Le da la possibilità di essere un’attrice e non solo una bocca (nonostante la bocca ci sia e anche eccessivamente appesantita da un rossetto rosso cupo).
Devo dire che Angelina l’avevo talentscoutata all’epoca di Hacker, uno dei suoi primi film… dissi: “Ma questa è veramente stupenda… di certo farà strada…”. Poi scomparve nel nulla fino a che non rividi il suo nome sui cartelloni de “Il collezionista di ossa”.
Mi ricordai immediatamente di lei e mi compiacqui per la mia lungimiranza! Son soddisfazioni eh?!
Ma torno al film che, al di là dell’esplicita presa di coscienza sugli ingranaggi e i meccanismi di una società corrotta e becera, è un impietoso scandaglio nei meandri dell’essere umano ed è per questo che l’unico attimo di “luce” è quando veniamo a sapere dell’atto di coraggio del bambino che aiuta il suo compagno di prigionia. In quel gesto c’è tutta l’anima che manca a tutti coloro che sono invischiatio nella storia… Personaggi che agiscono ognuno in nome di un tornaconto personale.. dalla sete di denuncia di un John Malcovich dal capello frisè a quella di potere del tentacolare ”organismo polizia”, per arrivare all’egoismo di un bambino impostore che vuole salire sul cavallo di Tom Mix.
La fotografia della vicenda (sapere che si tratta di una storia vera rende ancora più agghiacciante ogni singola scena) è lucida, ci mostra un paese che già nel 1928 è afflitto da aberrazioni sociali e calpestamento dei diritti umani oltre che da un efferato serial killer ante litteram che agisce indisturbato e che quasi si sente leggittimato ad agire visto che nessuno lo cerca. E poi c’è la pena di morte… che lungi dall’essere consolatoria sembra essere solo l’espediente finale di una società incapace di affrontare la realtà di individui che per i motivi più disparati scelgono di fare del male agli altri. Gli stessi individui che mette al mondo, alleva e rende tali.
Insomma si esce dalla sala soddisfatti, abbiamo visto un “filmone”.. Clint ancora una volta non si smentisce! Again… What a man!


Abbinamento mangereccio e disimpegnato, per bialnciare una serata cinematograficamente impegnativa, con il Bistrot/Bottiglieria "il Tiepolo" in Via Giovanni Battista Tiepolo, 3/5 tel 063227449 (consiglio sempre di prenotare perché è sempre pieno di gente).
Colori caldi, servizio informale ma sempre attento, piatti sempre gustosi (vari dolci niente male oltre alle celebri jacked potatoes) ne fanno un posto dove si torna sempre volentieri.

mercoledì 12 novembre 2008

Once

  • Affittato da Blockbuster
  • In sintesi... 5 euri buttati
Com'è che diceva Sandra Mondaini?
Che noia... che barba... che noia!
Io che non sono Sandra Mondaini dico cheppalle!
Effettuato il solito giro da Blockba (come lo chiamo affettuosamente) ne esco con questo Once... perché? Direte voi...
Eh... perché... avevo letto tante recensioni positive "film delizioso", "tanta musica, una storia tenera..." e così via. Vai a fidarti...
Un film di una noia mortale, inframezzato da tristi musiche da frequentatore di parrocchia con velleità artistiche. Personaggi tristi, umiliati e offesi da loro stessi. Vite senza speranza che si trascinano senza un barlume di coscienza e di luce.
Ci si poteva anche stare che il film potesse essere inguardabile ma il dramma sono state le canzoncine ripetute ossessivamente.
Quando ho visto la mala parata mi sono detta che forse era meglio mettersi a lavorare che seguire quest'obrobrio e quindi ho lasciato la tele in sottofondo e ho cominciato a fare dell'altro. Ogni tanto buttavo uno sguardo e tendevo un orecchio... niente.. solo e sempre loro due, vestiti tristamente e le orrende musichette.
Insomma alla fine il film è finito e mi è pure sfuggito come. Avrei potuto rimandare indietro di una scena il DVD se non altro per dare un senso a questo post...
Avrei potuto ma non l'ho fatto e mi sono andata a fare un bel té Earl Grey (che è il mio preferito... ho gli stessi gusti del Capitano Jean-Luc Picard) da gustare con una bella fetta di torta al cioccolato che fa tanto inizio autunno.
Il dialogo con mio fratello si è svolto più o meno così:
FdC (ovvero Fratello del Cinefilante) - Com'era il film?
C - Orrendo, non si poteva guardare...
FdC - Ma perché l'hai preso?
C - Ne avevo letto bene...
FdC - Ma ancora credi a quello che leggi? Cioè tutta sta gente che dice "carino.. bello... fantastico.." Tutti sti amichetti tuoi di filmTV che stanno lì a scrivere cazzate?
C - Bè.. ma anche la critica...
FdC - Ah ma perché tu ancora credi alla "critica"... ancora ti fai fregare così...?
No lo giuro... io non mi baso sulla critica istituzionale e pure tra i miei amichetti ci sono quelli con cui non concordo.... però una cosa è vera.. evidentemente ancora mi faccio fregare...
Questo non vuol dire che riusciranno a trascinarmi a vedere Lezione 21 o The Mist però sì.. Che diamine, spesso rimango fregata.
A questo filmettino imputo oltre la noia e le orride canzoni anche la colpa di essere misero, di portare sullo schermo una situazione al limite dell'inutilità. Cavolo ma dov'è finito quel cinema fragoroso, che ti fa indignare oppure godere ma che almeno prova a tirarti fuori sensazioni che nella vita quotidiana nemmeno lontanamente riesci a provare?
Non si sopportano più questi film tristosi, minimali, grigi che invece di ispirare un guizzo mettono in condizione la massa di sentirsi quasi fortunata perché ha appena cambiato il telefonino o pagato l'ultima rata dell'utilitaria superaccessoriata.
Non si sopportano più questi film che ti fanno due palle talmente grosse da giustificare il fatto che si guardi "l'isola dei famosi" quotidianamente...
Però no.. in effetti non esiste giustificazione all'isola dei famosi...
Ne parlavo col Ballestrero, che da sempre ispira conversazioni argute e intelligenti...
Ci chiedevamo come sia possibile che esista gente che guardi l'isola...
Lui diceva: "Il problema è l'isola la mandano in onda a questa cazzo di ora tra le 7 e le 8...!
Sì.. l'ho interrotto io.... quella cazzo di ora in cui la gente, dopo una giornata in ufficio, ha solo due alternative da prendere... o ammazzare il coniuge o guardare l'isola... e alla fine decidono per l'isola..."
Insomma... Cazzo.. certi film andrebbero vietati in nome dell'amor proprio che ogni essere umano dovrebbe provare per sé stesso.
Insomma risparmiatevi Once e dedicatevi a qualcosaltro... non all'isola per favore...

Abbinamento ad un luogo, tanto per rifarsi un po' gli occhi... Lo so che tutti voi che leggete siete colti e raffinati e questa cosa la sapete già... però magari è un buono spunto per farsi una passeggiata in centro, recarvi a Largo Toniolo, visitare la chiesa di San Luigi de' Francesi e godervi uno dei pochi Caravaggio esistenti... e non è poca cosa eh?!...







domenica 9 novembre 2008

Jenifer

  • Visto su Sky
  • Brutto ma veramente brutto...
Premetto che io non sono un fan di Dario Argento.. lo fui alla tenera età di 9 anni, quando uscì Profondo Rosso… ancora ricordo l’inquietudine che provavo ascoltando i Goblin in una stanza completamente al buio, pensando a questo film che si preannunciava come una delle cose più paurose mai viste sullo schermo…. E poi mi piacevano i titoli di Dario Argento… L’uccello dalle piume di cristallo, Quattro mosche di velluto grigio… I film in definitiva oggi come oggi li trovo molto datati e non provo quell’eccitazione tutta tarantiniana nel riguardare occasionalmente una di queste pellicole. Già da allora riscontravo quello che per me era un grande difetto in questi film… ovvero la mancanza di una storia solida, di una sceneggiatura concreta. Col passare degli anni il successo di Dario Argento è cresciuto in maniera inversamente proporzionale alla qualità della sua produzione, arrivando a toccare il fondo con i film in cui, core de papà, ha fatto recitare (se così possiamo dire) la figlia Asia.
Non avete idea di quante persone ho conosciuto che considerano Dario Argento un Maestro per eccellenza, che lo divinano, che tengono esposti i suoi DVD come se fosse un Degas originale ereditato dai nonni, che conoscono a memoria ogni inquadratura ma soprattutto che godono ad ogni sgozzamento e fiotto di sangue…
Questo mi fa ricordare che qualche tempo fa trovai su un giornale l’annuncio di una conferenza il cui argomento era qualcosa del tipo “la psicologia delle persone che amano l’horror”. Peccato non esserci andata, chissà quante cose avrei scoperto su tutta sta gente e un po’ anche su me stessa… In definitiva con l’horror ci ho pasteggiato per anni, probabilmente iniziata da una rassegna che fecero a fine anni 70 su RAI2 in cui mandarono in onda “L’occhio che uccide” di Powell, L’abominevole Dottor Phibes (Vincent Price divenne un mio idolo), L’esperimento del Dottor K (che tra l’altro va in onda questa sera su Canal Jimmy) eccetera eccetera.
Questi film erano introdotti dalla sigla “My Sharona” degli Knack. Da allora penso di essermi vista tutto il vedibile… da “Spider Baby” a “the Society” di Brian Yuzna, da “Splatter” dell’allora misconosciuto Peter Jackson fino al “Codice da Vinci”…
Il codice da vinci… e che c’entra?
Era per fare una battuta e dire che più che un horror è un vero orrore…
Vabbè… ad un certo punto della mia vita…stop… l’horror ha cominciato a non divertirmi più e nemmeno a generare sensazioni di inquietudine o paura bensì solo ad annoiarmmi mortalmente.
Mi guardo dunque Jennifer scettica fino all’osso e posso dire che ne avevo ben donde.
Una cazzata madornale che conferma la totale inutilità di un Dario Argento regista (come autore si era già capito da tempo immemorabile).
Ma dovrei parlare di Jennifer...
Il presupposto è debolissimo e soprattutto prevedibilissimo.
Il plot è presto detto: donna mostruosa e cannibale ma sessualmente irresistibile continua a farla franca.
Meno male che dura solo un’ora almeno il tempo perduto è limitato.
Ecco ne ho parlato... nemmeno la necessità di infierire sulla stupidità dei dialoghi, sulla inattendibilità delle situazioni.. nulla...
Ora… io devo dire che oltre al cinema horror mi sono letta parallelamente, nel corso degli anni, tutta una serie di racconti che veramente scavavano nell’orrore dell’essere umano e devo dire che se la mia mente deve pensare a cose raccapriccianti si ricorda più alcuni passi letterari che queste frescacciate splatter con budella e sangue che schizzano da tutte le parti.
Dunque Dario Argento… ma perché non peschi in qualche raccontino, chessò, di Clive Barker… oppure perché non tenti l’impresa impossibile di rendere visibile l’invisibile lovercraftiano?
Hai una tale schiera di fans invasati che potresti fare qualunque cosa.. perché non ti impegni un po’ e non cerchi di fare qualcosa di decente?
Basta con le giugulari recise e gli squartamenti.. possibile che l’evoluzione a livello artistico e creativo non faccia parte di te in alcun modo?
Credo che piuttosto di affrontare la visione de “La terza madre” preferirei vedere “Cemento armato”, che pare sia uno dei film più brutti dell’ultimo ventennio… ho detto tutto…

Compito ingrato quello di abbinare qualcosa a questo episodio di “Master of horror”…
Allora… se avete avuto la malaugurata idea di vedervi questo orrore televisivo vi suggerisco di riallineare le vostre energie con un esercizio veramente valido. Vi linko questo video dando per scontato che sappiate l’inglese. Se non lo sapete.. fate un corso! Nel 2008 non è lecito non sapere l’inglese… Comunque sia.. provate a ripetere i movimenti così come li vedete compiere alla protagonista… Fatelo tutti i giorni e avrete dei risultati talmente notevoli a livello energetico da rimanere sbalorditi…

martedì 4 novembre 2008

Die Hard 4 e Piano, solo


  • In programmazione in questi giorni su Sky
  • A grande richiesta parlo di qualcosa che passa in TV su Sky... In realtà Die Hard 4 si può vedere.. Piano, solo... NOOO!
Ieri sera come al solito accendo la tele senza audio per controllare sulla guida di sky cosa fanno sui canali dal 300 in poi.Scopro così che mentre io vivevo tranquillamente (si fa per dire..) la mia vita.. nel 2007 hanno fatto il quarto episodio di Die Hard.
Mmmh.. mi sa che non l’ho visto…
-E certo che non l’hai visto…!– tuona mio fratello, come per lasciar intendere che io non vado al cinema a vedere certe cazzate…
A dire il vero ne vado a vedere di ben peggio ma effettivamente Die Hard 4 l’ho saltato a piè pari.
Controllo il cast… e vedo che una volta tanto a far da spalla al mitico Bruce non c’è né Samuel L. Jackson né Morgan Freeman. Mi dico.. vabbè… dai… tutto sommato non c’è nient’altro e sono pure reduce da “Piano, solo” di ieri sera, che mi ha ammorbato non poco.
Agguanto il plaid in mohair e mi raggomitolo tutta... e sia!
Le prime considerazioni sono tutte per Bruce… invecchiato una cifra, parecchie rughe, gli anni sono passati pure per lui, però siamo onesti.. non ci sarebbero motivi validi per dirgli di no.
Il film inizia maluccio, con lui che fa il geloso col fidanzatino della figlia un po’ ribelle… solite battute scritte male, solito schema del non prendersi troppo sul serio (perché ormai gli amerrecani hanno capito che è più fico fare dell’ironia… solo che bisogna saperla fare l’ironia…), solita introduzione, dopo qualche scena, del personaggio che farà da spalla al Bruce giustiziere.
Questa volta si tratta di un hacker un po’ nerd, giovane quel tanto che basta per attirare al cinema un pubblico al di sotto dei 30 anni.
Vabbè insomma dai… vediamoci un po’ sto film… tralasciando che il peronaggio di John McClane è più resistente di Arnold Shwarzeneger in Terminator, devo dire che ci scappa qualche momento in cui fai “ooohhhh!” oppure qualche sorriso per i dialoghi botta e risposta in cui si insultano in maniera veramente articolata e creativa.
Il regista Len Wiseman, marito di Kate Beckinsale (insieme si sono fatti i vari Underwold..), è un talentuoso delle scene d’azione e ce ne sono alcune così improbabili da creare un effetto straordinariamente divertente.. tipo Bruce che abbatte un elicottero con una macchina.
Ad un certo punto mio fratello fa: “ma quello lì è l’attore di Clerks…”..
Allora io in tutta la mia saccenza dico: “Veramente l’attore che dici tu è anche il regista… è Kevin Smith.. comunque non è lui… questo peserà 50 chili in più…”.
Alla fine invece leggo nei titoli di coda che è proprio Kevin Smith… ingrassato di almeno 50 chili.
Poco dopo sempre mio fratello fa: “Ma quello è quell’attore che fa le soap opera italiane…”
E io “ma boh… non so come si chiama.. ah sì Edoardo Costa… no ma figurati se è lui..”
Poi nei titoli di coda.. la conferma! È proprio Edoardo Costa… pompato da paura, con dei muscoli che sembrano applicati! Chissà come c’è arrivato a Die Hard 4…
Tra un’esplosione e una mazzata in facccia comunque il film si volge verso la fine… perfetto per una serata sul divano avvolta nel plaid di mohair!
A seguire Nip/Tuck che sempre di più vira nel porno andante… molto divertente comunque.
Ieri invece sorbettamento di "Piano, solo" un film da evitare come la peste per le pretese e la presunzione. Lento come un’agonia, inconcludente come solo certi uomini sanno essere, inutile e fastidioso come la zanzara tigre al mattino quando vuoi dormire ancora un po’. E poi…. Ma dio santo… sti attori italiani la dizione proprio non sanno dove sta di casa… ora io non dico che bisogna fargli l’esame degli scioglilingua come ad Alberto Sordi in “Guglielmo il dentone”…
ma è veramente indecente che non riescano a scandire le parole e ad essere comprensibili.
Se a questo aggiungiamo:
- una sceneggiatura totalmente inesistente in cui ogni approfondimento psicologico sembra evitato accuratamente
- attori fuori parte e poco credibili
- totale estraniamento dalla vicenda
Bè… sì.. potrete anche dire di aver visto “piano, solo” ma anche di esservi fatti due palle così.
Dovrei verificare se il libro di Veltroni da cui è tratto faccia altrettanto schifo ma francamente non desidero immergermi nella lettura di questo autore.
Mi bastarono anni e anni fa le sue recensioni di cinema sul Venerdì di Repubblica (mi pare), che firmava W V… e io mi chiedevo “Ma chi è sto W V????? Mai vista una persona che ci capisce meno di cinema….”.
Insomma il motivo per cui guardando “Piano, solo” non cambi canale dopo mezz’ora è solo per le musiche e perché Kim Rossi Stuart, sebbene affossato dalla regia infelice, è sempre bravo oltre che un bel vedere. Anche Jasmine Trinca è carina ma per carità.. il corso di dizione…

domenica 2 novembre 2008

Tropic Thunder

  • Venerdì 31 ottobre, Cinema Odeon di Piazza Jacini
  • Prendere nota: mai più in sala 4!

In un venerdì sera piovigginoso io e il Ballestreo ci rechiamo a quello che che è il nostro cinema di metà strada per vedere Tropic Thunder.
Io sono in sollucchero vista la mia passione per il trittico di attori protagonisti… Ben Stiller, Jack Black e colui che considero uno degli uomini più attraenti del cinema (con buona pace di George Clooney) ovvero Mister Robert Downey Jr.
Ben Stiller lo seguo dai tempi del suo esordio come regista e interprete di “Giovani, carini e disoccupati”, stupidissimo titolo italiano per “Reality Bites”.
Ben Stiller… colui che ha ideato, diretto e interpretato Zoolander uno de film più perfetti (sì.. lo so che "più perfetto" non si dice… ma a me mi piace tanto… sì lo so che "a me mi" non si dice ma…. Vabbè basta..) della storia del cinema.
Tipo... Zoolander come 2001 Odissea nello spazio (questa invece è una delle mie esagerazioni… lo so che non si possono paragonare… ma quanto adoro l’eccesso verbale!).
A dire il vero comunque un collegamento tra 2001 e Zoolander c’è…
Dicevo degli eccessi verbali… mi piacciono anche quelli fisici… come non adorare Jack Black? Prorompente, strasbordante, invadente, in una parola FANTASTICO.
Assolutamente da non perdere il suo "Tenacious D e il destino del rock"!
Di Robert Downey già accennai in Iron Man, cosa posso aggiungere?
Vabbè… ci sta bene il consueto gossip cinefilantiano…
Quando all’epoca del suo grattare il fondo del barile nessuno più lo voleva, le assicurazioni non lo assicuravano più e quindi non lo facevano lavorare, entrava e usciva dalla galera, donne, uomini, droghe di tutti i generi eccetera eccetera… sapete chi fu a dargli fiducia e ispirargli nuovo vigore? Sir Elton John che gli affidò l’interpretazione del video del suo pezzo “I want love” (tra l'altro un video con dei notevoli pregi prettamente cinematografici).

Qui Robert, leggermente smagrito, con semplicemente un paio di pantaloni e una maglietta grigia (anche un po’ gualcitina) si aggira per una grande casa vuota cantando in play back le parole di Elton. Notevole…
Sì ma Tropic Thunder?
Tropic Thunder… Inizio dalla sala 4 del cinema Odeon da mettere sulla lista nera...
Bisogna scendere 4 rampe di scale, che alla seconda ti cominci a chiedere se non ti sei sbagliata e non stai per finire nell’antro di un serial killer. Macchie di muffa sui muri e conseguente olezzo appestante. Umidità che trasuda ovunque, in sala un freddo bestiale che ti dovrebbero dare la copertina come nei viaggi intercontinentali in aereo.
Inizia il film e il primo quarto d’ora è di vero e proprio godimento… finti trailer sui protagonisti lasciano sperare che la consueta ironia di Ben Stiller sia la vera protagonista. Andando avanti però l’atmosfera si ammoscia e si fa un po’ ripetitiva. Mettiamoci poi che io, anche se qui si tratta di una prese per il culo, amo i film di guerra almeno quanto i western e cioè per NIENTE!
Verso la fine del primo tempo scatta anche un quarto d’ora circa di sonno che non testimonia a favore. Certo ci sono tante piccole chicche sparse qua e là, che però ho l’impressione funzionino più come gag singole che nell'economia del film nella sua interezza. Indubbiamente imperdibile la parte di Tom Cruise (che chissà perché tutti si ostinano a definire “Cameo” quando invece è una vera e propria parte… “Cameo” tuttalpiù è quello di Toby MacGuire…).
Ben Stiller e Tom Cruise nella vita sono amiconi... e a chiunque non l’abbia visto consiglio gli extra del DVD di “Mission Impossible 2” in cui c’è una vera e propria delizia interpretata dai due insieme a John Woo.
Sì ma Tropic Thunder?
Bè ecco.. sicuramente pregevole il tentativo di mettere alla berlina le fissazioni e le superficialità di Hollywood e della sua capacità di tirare fuori un film di successo dal nulla.
Indubbiamente le interpretazioni sono tutte fantastiche ma manca qualcosa… sia chiaro siamo oltre la sufficienza ma siamo dalle parti del classico “è bravo ma si deve impegnare di più”...

Oggi è domenica e fatta questa recensione me ne vado al mercatino di Piazza Conca d’oro a trovare qualche occasione di quelle che solo il Cinefilante a scovare. Un’intera area è dedicata alla gastronomia.. in questa stagione cominciano le arance dalla sicilia, i tartufi da norcia più tutta una serie di banchi di formaggi pazzeschi, olive prelibate e dolci paesani. Si trova proprio all’angolo tra Via Conca d’oro e il ponte delle Valli. Vado!

martedì 28 ottobre 2008

Aguirre, furore di Dio

  • Martedì 28 ottobre 2008
  • In DVD, costretta dalla pressante richiesta di restituzione da parte del proprietario....

Qualche sera fa, in fretta e furia, mi sono costretta a guardare Aguirre Furore di Dio, primo film della premiata collaborazione tra Klaus Kinsky e Werner Herzog che metto al secondo posto tra le mie lacune sul cinema tedesco (la prima è Fassbinder).
Che ci posso fare? Devo aver vissuto una qualche vita precedente non troppo felice in quel paese là… perché tendo con una certa facilità ad aggirare tutto ciò che vi ha che fare.
Ma avevo una scadenza da rispettare visto che il film me l’aveva prestato Roberto, noto accumulatore di DVD (ne ha circa 6.000) e già da qualche giorno aveva cominciato l’inquisitoria…

- L’hai visto?
- No.. non l’ho visto…

Qulache giorno dopo:
- Bè…. E Aguirre?
- Oddio.. non l’ho ancora visto…

Qualche giorno dopo ancora:
- Insomma Herzog?
- È in lista d’attesa….

E così via… Insomma alla fine mi sono decisa ad affrontare questo blocco.
Ammetto che Aguirre ce l’avevo a casa da quasi 3 settimane ma niente… mi sono vista a raffica episosi di Sex and the City, Nip/Tuck e ho pure fatto un serio tentativo di rivedere la prima stagione di Heroes. Tutto fuorché Aguirre. Sapevo però che Roberto sarebbe venuto a casa mia per una delle nostre serate giocoliere quindi ho fatto sto sforzo immane e me lo sono visto.
Provo a cercare qualche informazione sul film per sembrare più colta di quello che sono in realtà… ecco le solite storie sulle liti tra primo attore e regista. Bla bla bla… Herzog minaccia Kinsky con un fucile perché vuole abbandonare la produzione a metà delle riprese….
E te credo! Deve essere stato massacrante con tutto quel fango e quell’umidità… e alla fine pur le scimmie (una cercò di staccare un’orecchio a Klaus..)
Set improvvisati in situazioni di fortuna che fanno impallidire il Don Quichotte di Terry Gilliam e difficoltà immani di lavorazione oltretutto senza seguire nessuna sceneggiatura ma solo l’impeto del momento…
La grandezza di Aguirre non è in una rappresentazione à la “Mission”, nonostante vi siano scene di grande impatto cinematografico e soluzioni da fuoriclasse per essere un film del 1972, bensì nello sguardo che getta sulle follie in cui si gongola l’essere umano alle prese con il gruppo, una sterile sete di potere e le giustificazioni aberranti in nome della religione cattolica che, da che mondo è mondo, “deve stare dalla parte del più forte”.
Questo mi fa venire in mente una cosa… ci ricordano sempre cosa è stato il nazismo, ci dicono che non dobbiamo dimenticare. Ci dicono pure, con le dovute cautele, che non dobbiamo dimenticare lo sterminio degli indiani d’America… più tante altre cose… le stragi di stato, le lotte per la libertà eccetera eccetera… Non dimenticare…
Chissà perché nessuno fa mai riferimento al fatto che non dobbiamo dimenticare l’inquisizione, i conquistadores aguirriani, la caccia alle streghe e tutti i crimini che sono stati commessi in nome di un Dio che non si può nemmeno rivoltare nella tomba solo perché la sua condizione di immortale non glielo permette. Vabbè.. era solo una curiosità mica pretendo risposte.
Torno ad Aguirre che indubbiamente mi ha affascinato a livello empatico.
È una cosa mia.. tendo ad immedesimarmi in ciò che vedo e a percepire le sensazioni, quindi mi sono vissuta questo senso di angoscia, distruzione, paura, sofferenza e, cosa più triste di cupa desolazione.
Alla ricerca dell’Eldorado Aguirre, subentrato come capospedizione nella giungla amazzonica, dopo atti efferati si comporta come un qualsiasi cafone in vacanza per la prima volta in un club All Inclusive.
Diventa sempre più assatanato fino a portare alla distruzione totale (inclusa la figlia che però se la voleva sposare) tutti i partecipanti.
Nella sua follia resta da solo su una zattera alla deriva in attesa della finaccia che merita.
Devo ammettere che nel mio immaginario l’Eldorado resta, prima ancora della mitica città d’oro, la marca di gelati che all’epoca faceva il Cucciolone.
Due strati di biscotto con un ripieno a trittico di zabaione, fior di latte e cioccolato. Ci sono cresciuta coi cuccioloni!
L’Eldorado che cercava Aguirre invece è solo un mito.
Il film comunque ti entra dentro nonostante alcune inevitabili lentezze anche se non posso dire di aver visto la luce, di aver avuto rivelazioni ma soprattutto non è che da ora Herzog diventa il mio regista preferito.
Comunque mi vedrò gli altri film della collaborazione tra regista e attore, sempre che Roberto me li presti.
Nel frattempo mi dedico a Klaus Kinski per una cosa gustosa… parecchi anni fa fu sposato con Debora Caprioglio… una cosa un po’ inquietante vista la somiglianza della stessa con la figlia più famosa dell’attore (di cui metto un’immagine inquietante quasi più di quella del suo Nosferatu) ovvero Nastassia Kinsky, che a sua volta, giovanissima, direi bambina se la faceva con Roman Polansky, noto amante di giovani donzelle. Dunque Kinsky tendenzialmente come Aguirre... Che storie!
Va bene.. del film ho detto… di divagazioni ce ne sono a bizzeffe.. posso concludere con il solito abbinamento…

Visto che oggi ho abbondato con le frescacce vi do un suggerimento consistente per pareggiare un po’ conti…. La Libreria dello Spettacolo “Il Leuto” in di Via di Monte Brianzo 86 (a Roma ovviously) Tel 066869269 è aperta dal lunedì al venerdì dalla 10 alle 13 e dalle 16 alle19. Non fate come me che me ne scordo sempre e ci vado il sabato che è chiusa…
Comunque se siete interessati a cinema, teatro o danza qui potrete trovare veramente un po’ di tutto….

lunedì 20 ottobre 2008

Zohan

  • Sabato8 ottobre 2008, Cinema Adriano a Piazza Cavour
  • Parcheggiato a Piazza dei Quiriti, discreta passeggiatina notturna...
  • Scoperto che il rinomato Pellacchia in Via Cola di Rienzo non esiste più, al suo posto c'è una gioielleria... vabbè ma tutto sommato non era un granché, solo che sapete com'è... le tradizioni....
Sabato sera dopo attenta analisi delle sale abbiamo scelto l’Adriano per vedere Zohan, un film che aspettavo da tempo, come sempre quando c’è di mezzo Adam Sandler. Mi piace tanto…
Abbiamo prenotato on-line e questo ci è costato 50 centesimi in più a capoccia, vai a capire il perché… Comunque sia andare all’Adriano di sabato e essere sicuri di trovare il posto effettivamente non ha prezzo… quindi en fin ci può anche stare il sovrapprezzo.
Dopo pochi minuti dall’inizio sussurro al Ballestrero: “ma mica sarà doppiato tutto così?”
Doppiato come?
Doppiato in maniera insopportabile… tutti parlano con un’erre moscia fintissima e forzata e con una cadenza che dovrebbe sembrare mediorientale invece è solo da scemi. Fastidioso all’inverosimile e inoltre infarcito di storpiature che sicuramente nella versione originale avevano un qualche senso ma che nella traduzione risultano veramente di troppo.
La storia è parecchio stupida e fa da presupposto ad una serie di gag anche piuttosto pecorecce, oserei dire alvarovitalesche.
Adam Sandler è un ex combattente israeliano che ha inscenato una finta morte per fuggire negli USA a fare il parrucchiere. Questo sarebbe nulla se non fosse che è iperdotato (e pure iperattivo) tanto che ogni donna che gli capita a tiro non può fare a meno di soddisfarla. Pensate un po’ che una di loro è la Signora Garret, al secolo Charlotte Rae, la governante di Arnold e di suo fratello Willies. E insomma fa un po’ impressione vederla mugugnare in preda a deliri erotici…
Che tipa sta Signora Garret.. mi ricordo che già tanti fa notavo queste comparsate e la beccai tra gli invitati del pranzo di Hair, dove Treat Williams (indimenticabile Berger) balla sulla tavola scandalizzando e terrorizzando tutti i presenti. Che bel film Hair.. ogni volta che ci penso mi viene voglia di rivederlo o almeno di mettere su il cd con la colonna sonora.
Acquarius resta un mito!
E ve la ricordate la ragazza bene che fa perdere la testa sia a John Savage che a Treat Williams? Si chiama(va) Beverly D’Angelo e da parecchi anni è la compagna di Al Pacino. Ora in questo non c’è nulla di strano.. ma cavolo hanno avuto due gemelli nel 2001 che lei aveva già 50 anni…
Oddio.. e ora come ci ritorno a Zohan? Ma sì… come se niente fosse…
Insomma Zohan passa i ¾ del film a cavalcare babbione corpulente e vogliose (tra cui la madre del mio grasso grosso matrimonio greco) fino a che non capisce di aver trovato il vero amore nella sua datrice di lavoro palestinese. Che guaio? Ma no.. negli States tutto è possibile, le due comunità, almeno lì fanno pace e vivono tutti felici e contenti senza contrasti. Questo film è stato per un settennio nel cassetto a causa delle torri gemelle, sembrava brutto parlare in maniera così leggera di medioriente e di terrorismo dopo quello che era successo. Invece ora a quanto pare se ne può parlare senza rischiare marce di protesta e boicottaggi.
Insomma il film è una cazzatina però indubbiamente ti strappa qualche risata e nel totale non è proprio da buttare via. Certo ci sono delle cose che pure io che sguazzo nella volgarità non ho apprezzato, come quando Adam fa arrivare dritto in tavola un pesce che teneva ben serrato tra le chiappe… ma va bene, non ci stiamo troppo a formalizzare…
In compenso ci siamo beccati il trailer di “Tropic Thunder” con un trittico di attori irresistibili: Ben Stiller, Jack Black e Robert Downey Jr. più un cameo di Tom Cruise. Spero ardentemente sia il prossimo film che andrò a vedere sempre che non mi riescano a trascinare a vedere quello della Bigelow…

Come abbinamento.. non è ancora arrivato il momento del posticino misterioso eh eh eh.. e quindi abbinerò semplicemente (si fa per dire) con un negozio che frequento da sempre soprattutto in questo periodo dell’anno. Si tratta del pregevole Marron Glacès in Via S.Maria Goretti, 24 tel. 06 86218622, una parallela di Viale Libia. Qui potrete trovare i migliori marron glacès di Roma e anche dei bei pacchi di “pezzi” che vengono assemblati in incarti da ½ chilo, in cui affondare le dita libidinosamente oppure da utilizzare in estemporanee ricette. Io oltre ad affondarci le dita per esempio li uso per fare degli splendidi semifreddi mont-blanc, con pezzetti di meringa o sbriciolati per decorare languide coppe di gelato… Voi fate un po’ come vi pare ma non perdeteveli….

martedì 14 ottobre 2008

No problem

  • 10 ottobre 2008, Cinema Andromeda, Via Mattia Battistini, 195
  • In questo cinema il biglietto costa "solo" 6 euri e 50...
Qualche post fa ho stroncato senza indugio il trailer del film di Salemme e una karma istantaneo mi ha condotto venerdì sera alla prima del suddetto film.
A dire la verità sapevo che mi sarebbe toccata la visione perché un certo bambino faceva un'apparizione di una battuta ed io che sono una sua fan sfegatata non potevo perdermi il suo debutto cinematografico.
Ci rechiamo quindi a questo cinema di perfiferia nella speranza che non ci sia troppa confusione e siamo accontentati... in sala siamo 4 gatti.
Io pronta ad immolarmi per affetto comincio a fare una sorta di meditazione autoguidata, cercando di convincermi che forse il film possa essere decente... e devo dire che un po' la cosa ha funzionato...
Dico subito che non si tratta di un film che lo consigli agli amici ma che almeno esci dal cinema senza maledire il regista e la sua progenie.
Passo ora a fargli le pulci e ad eviscerarne i pro e i contro...
Salemme si cimenta in un film che potrebbe aspirare al dignitoso "genere" di commedia italiana ma sembra non avere la sicurezza di puntare su uno stile o anche solo su una liaison che leghi storia e personaggi. Si avverte la volontà un po' ruffiana di non voler scontentare nessuno già nella scelta delle due "spalle", l'inutile Panariello toscano e l'irritante Rubini pugliese... accaparrandosi il pubblico campanilista di sud e centro nord...
Si aggiunga una spruzzata di satiretta sociale che ridicolizza di striscio il dilagante interesse per il buon vino, la banalità delle attuali produzioni televisive, la gente scema, quella disonesta e quella sola più qualche altro spunto buttato là tanto per arrivare ad una durata standard, si shackeri con nemmeno troppo vigore e uscirà fuori "No problem".
Cosa dire.. alcune situazioni e battute mi hanno strappato un sorriso e qualche abbozzo di risata incerta ma resta un film di cui si poteva onestamente fare a meno.
Al di là di una sceneggiatura che ha il suo punto culmine di insopportabilità nella parte di Sergio Rubini, ripetitiva, didascalica, sopra le righe ma più di ogni altra cosa fastidiosa, il "problem" di "no problem" è una regia incerta, incapace di costruire un'unità stilistica al progetto. Troppi personaggi relegati allo schema della macchietta e abbandonati senza nessun tentativo di integrazione.. ne viene fuori un'accozzaglia di generi che mescola faticosamente l'intimismo, il grottesco, il comico becero, la più scontata calembour (che come dice il mio amico Iavacc è il gradino più terra terra della comicità), il momento tenero, l'infanzia, la terza età, gli extracomunitari e ovviamente anche le tette sebbene non eccessive e in poche inquadrature.
Perfino il bimbo protagonista resta scollato dall'insieme e non comunica nessuna simpatia o tenerezza. Manca il collante e manca la struttura, manca un po' troppo insomma...
Un'ennesima inutile produzione italiana che non può fare a meno di scatenare la mia curiosità su chi in questi progetti ci mette i soldi. Masochisti? Vittime di allucinazioni perverse? Quali sono i motivi che spingono l'essere umano a realizzare simili inutilità?
E la cosa incredibie è che qua e là spuntano anche nomi del gotha del teatro, come quello di Anna Proclemer...
Va bene, anche questa è andata... Ci siamo visti anche Salemme che fino ad ora avevamo accuratamente evitato... segno che qualche volta non è necessario vedere un film per sapere che non ci piacerà.

- Cinefilante e oggi l'abbinamento non ce lo fai?
Eh no ragazzi abbiate pietà... prima cosa ho avuto qualche giornata faticosa e poi sto cominciando a ricevere mail di protesta da coloro che segnalo in abbinamento a recensioni negative.... dicono che la gente non capisce, che vanno tutti di fretta e poi va a finire che sembra che pure l'abbinamento sia negativo. Vabbè... vorrà dire che quando farò abbinamenti a recensioni negative lo farò con luoghi invece che con esercizi commerciali.
Ecco.. mi viene anche in mente che un luogo da vedere è l'E.U.R. all'alba, piazzatevi di fronte al palazzo dei congressi o al palazzo della civiltà e del lavoro, quando ancora Roma non si è svegliata e vi sembrerà di essere in un quadro di De Chirico...
Per l'abbinamento mangereccio rimando al prossimo film decente che andrò a vedere... speriamo presto... perché ho scoperto un posto coi fiocchi!!!!