lunedì 10 giugno 2013

Divagatia magna: Varie ed eventuali





Poi ci si chiede perché non aggiorno più così spesso il blog.

Ne vogliamo parlare?

Stoker: una cagata estetizzante da evitare

Tutti pazzi per Rose: carino ma insipido e ai limiti della sopportabilità.

Gli aristogatti/Il libro della giungla: li avrei già visti, anni or sono.

L'esorcista: ancora? Visto pure lui. Non so, dico, fate anche riuscire Blade Runner dato che ci siamo.

Sorrentino: è come una pizzeria dove sai che la pizza ti tornerà su tutta la notte. Lo conosco, lo evito.
Ma la colpa è mia, del mio stomaco delicato.

Paulette: l'erba di Grace versione francese. "è più cattivo però eh!".
Oserei: esticazzi? A me manco l'erba di Grace m'era piaciuto.

L'uomo d'acciaio: cioè, veramente, basta.

Poi ci sono gli horroretti da quattro soldi che escono a ripetizione, non li calcolo proprio.

Cinema italiano che rifà l'horroretto da quattro soldi: peggio me sento.

Resto in attesa, magari non mi deluderà Quando meno te lo aspetti, staremo a vedere.



venerdì 26 aprile 2013

Effetti collaterali


  • Martedì 16 aprile 2013, Anteprima Cinema Barberini nell'omonima piazza
La sopravvalutazione di Steve Soderbergh  ebbe inizio con Sesso, bugie e videotape un filmetto da quattro soldi che incoraggiò non poco la pratica del porno amatoriale.
Più intuitivo come produttore che come regista, il nostro Steve questa volta si cimenta in un film decisamente convenzionale, un thriller che si dipana tra psicofarmaci, case farmaceutiche, omicidio, accuse e difese, verità e menzogna, ricatti eccetera eccetera, insomma un bel cocktail di ingredienti ben distribuiti e abbondantemente conditi con tensione e vari colpi di scena.
La vicenda è per lo più costruita sull protagonista  Rooney Mara, giovane attrice  capace di alternare con una naturalezza sorprendente, nello stesso personaggio,  momenti da donna fatale ed altri da fragile creatura. Gli altri personaggi restano molto in secondo piano compresi l'opaco Jude Law e la stanca Catherine Zeta-Jones.
A qualche giorno di distanza dalla visione poi Channing Tatum è bello che dimenticato, come se non ci fosse mai stato.
La storia si lascia seguire con un bell'andirivieni di dubbi e ribaltamenti, ampio respiro delle scene sebbene quasi tutte in interni. Se si vuole passare una serata di intrattenimento oserei dire raffinato il film si può anche guardare senza la minima riflessione sul pericolo degli psicofrmaci e sul loro dilagare negli Stati Uniti. Se invece ci si vuole soffermare si può anche prendere atto di come la nostra società stia inesorabilmente scivolando in un abisso senza fondo.
Ed ora qualche considerazione sparsa, che nulla toglie e nulla aggiungono alla visione:
  • La moglie di Jud Law nel film è una stronza micidiale. Io l'avrei cacciata a calci. Altroché.
  • Se Catherine Zeta Jones sta invecchiando così male secondo me la colpa è di Michael Douglas, che deve essere difficile vivere con lui.
  • Channing Tatum cià la faccia da scemo ma chi (uomo o donna) gli negherebbe una notte?


All'approssimarsi del mese di maggio vi suggerisco una visita presso La Tacita per la visita di uno dei roseti più belli che ci siano...









mercoledì 10 aprile 2013

Oblivion

  • Martedì 9 aprile 2013, ore 20.30 Anteprima romana al cinema Barberini dell'omonima piazza, Sala 1, la migliore: sedili molto comodi e audio notevole.


Oblivion finalmente...
Mi avvio in centro con fiducia, consapevole che Tom Cruise si è sempre saputo scegliere parti interessanti, dal remake di Vanilla Sky al dickiano Minority Report, lasciando trasparire una predilezione per quelle storie in cui la realtà non è mai quello che sembra.
Non fa eccezione questa megaproduzione il cui spunto parte da un soggetto dello stesso regista, questo Joseph Kosinski che alle spalle ha solo il sequel di Tron.
Io il nuovo Tron non l'ho visto ma mi punge vaghezza che forse varrebbe la pena recuperarlo perché il punto di vista di  Kosinski ha quel certo je ne sais quoi che fa ben sperare.
Il ragazzo ci sa fare, riesce a mantenere salda la presa sulla storia pur disseminando, con classe misurata,  una serie di concessioni al mainstreaming e confeziona un prodotto notevole.
Un bel filmone di fantascienza che non deluderà gli appassionati ma che eventualmente potrà anche far riflettere sulle nostre origini e addirittura le nostre credenze.
La storia comunque si evolve in maniera interessante e tiene sulla corda per tutte le due ore e mezza di durata senza cali di tensione. Le immagini suggestive, le panoramiche del pianeta devastato ma sempre bellissimo meritano la visione sul grande schermo.
Bella cura delle ambientazioni nelle quali si muovono pochissimi personaggi, un Tom Cruise sul quale cominciano a vedersi i segni dell'età ma tutto sommato è anche meglio, l'immancabile cammeo di Morgan Freeman, Melissa Leo che si vede solo attraverso un monitor, la statuaria ex Bond girl Olga Kurylenko, la camaleontica Andrea Risebourough e, me lo sono tenuto per ultimo, Nicolaj Coster-Waldau che sembra arrivato direttamente dal set di Games of Thrones, dove interpreta il mitico Jaime Lannister, anche qui bello e antipatico.
Oblivion nel complesso è un bel film!
Dicevo... Oblivion finalmente, aspettative confermate, da vedere!

Abbinamento mangereccio con la Pasticceria Perle di Via Appia 1220 (Capannelle) tel 06.45421748. Andate con fiducia che è veramente superlativa, i prezzi sono ottimi e la goduria del palato ai massimi livelli!

lunedì 1 aprile 2013

Dans la maison




Dans la maison è l'opera compiuta, il raggiungimento della maturità, il fiore all'occhiello di Francois Ozon, un autore che fino ad ora aveva costellato il suo percorso di film notevoli ma anche di altri leggeri come una piuma, carucci ma non da restare scolpiti nelle tavole di pietra.
La pièce teatrale di Juan Mayorga Il ragazzo dell'ultimo banco,  fornisce ad Ozon un ricco tessuto su cui lavorare e il binomio dei due enfant-prodige, spagnolo e francese, restituisce allo spettatore uno di quei momenti di perfezione che solo raramente si manifestano, come benedizioni divine su sconfortanti panorami di desolazione hollywoddiana.
A volerne parlare si potrebbero passare giorni, anche solo per lo spessore dei personaggi con più strati di un millefoglie, e poi c'è la struttura caledoscopica, che rende vibrante ogni sfaccettatura e cambia secondo lo sguardo.
Il perno attorno al quale ruota la vicenda è la composizione scritta di uno studente e i cui effetti avranno conseguenze inaspettate. Il gioco al massacro è sempre sul filo del rasoio, i ruoli continuamente sovvertiti e la messa in scena ammaliante si muove sulle punte.
I protagonisti sono perfetti, e se su Fabrice Luchine non si può dire nulla che il resto del mondo non abbia già detto, perfetto e magnificente la sua maschera di uomo comune,  almeno sul ragazzo Ernst Umhauer si può osare predire un grande futuro di attore. Notevoli anche le interpretazioni femminili, imprescindibili sebbene relegate a ruoli minori, della francesizzata Kristin Scott-Thomas e della signora Polansky, Emmanuelle Seigner.
Decisamente da vedere.

Apertura della pasticceria Nobel in Via di Valle Vermiglio, 23 tel 068106335 in zona Montesacro. Per chi non la conoscesse stiamo parlando di una delle migliori pasticcerie siciliane a Roma, con delle tortine setteveli da svenire e arancini fritti sul momento, tanto per citare due delle specialità! 

domenica 31 marzo 2013

Chosen




In questo giorno di Pasqua mentre tutti se stanno a magna' l'agnello io mi prendo un momento per parlare di Chosen, miniserie web televisiva, qualsiasi cosa voglia dire, prodotta per la Crackle, canale di intrattenimento della Sony.
Premesso che la Sony a me sta un po' sulle palle per come trattarono George Michael, Chosen me lo sono guardato lo stesso perché, voglio dire, non vado tanto per il sottile.
6 episodi da poco più di 20 minuti, roba da sit com e invece Chosen te lo vedi tutto di un fiato soprattutto per Milo Ventimiglia, giovane e gran pezzo di ragazzo che io avevo notato agli albori del suo esordio come fidanzatino problematico di Rory Gilmour, la figlia di "Una mamma per amica".
Una mamma per amica è stato un curioso caso, irritante anzi che no per i dialoghi concitati e spesso senza senso, dava però una curiosa dipendenza.
Sempre giovane e belloce lo ritroviamo qualche tempo dopo tra i protagonisti dello splendido ma interruptus Heroes e successivamente in vari film di serie B.
Io trovo che passando gli anni stia acquistando il fascino della maturità che lo potrebbe portare, in circa una decina d'anni, a diventare uno dei meglio fichi sulla piazza di Hollywood con buona pace di George Clooney che all'epoca sarà bello che invecchiatello.
Bisogna che ve ne facciate una ragione, Ryan Goslyn non è un gran che e, come ho già avuto occasione di dire, piace più agli auomini delle donne, inoltre  ha due spallette all'ingiù nonostante 20 ore di body building al giorno.
Ma torno al Milo attore, con un'interessante la caratterizzazione del suo personaggio che in un paio d'ore cresce, cambia e si sviluppa a tutto tondo, dimostrando che la stoffa del protagonista ce l'ha...
Veramente niente male. E ci sarà, ovviamente, una seconda stagione!

Abbinamento nel giorno di PAsqua alla fabbrica di cioccolato Reale, a Roma dal 1973 ma io l'ho coperta solo poco tempo fa! In Via Pollenza, 58 tel 064100556. IO in particolare ci vado per gocce di cioccolato al 71% con cui preparo i dolci. E aanno anche le rarissime gocce di cioccolato bianco!
Per Pasqua inoltre vi confezionano l'uovo on la vostra sorpresa. E questo mi fa venire in mente che si potrebbero organizzare degli scherzi divertentissimi.... :-D

venerdì 22 marzo 2013

Oblivion


  • In attesa di Oblivion...


L’uscita di un grande film di fantascienza è sempre fonte di grande entusiasmo per me.
Se poi c’è di mezzo Tom Cruise allora sono anche ancora più contenta, perché nonostante i suoi inizi top-gunneschi ha dimostrato di saper scegliere sempre delle belle storie, da Nato il 4 luglio a Minority Report (tratto dal mio adorato Philip K. Dick).
Se poi ci mettiamo pure che ha saputo dimostrare una certa ironia in parti come quella di Les Grossman in Tropic Thunder oltre che di sé stesso nei contenuti speciali di Mission Impossible 2, si fa strada la convinzione che pure Oblivion potrebbe essere quel sorso d’acqua rigenerante per le gole assetate di Sciente Fiction.

Io aspetto Oblivion da mesi e mesi. Nella mia vita è sempre stato così, anche quando non c’era Internet ma per motivi traversi venivo a sapere che sarebbe uscito un filmone di fantascienza mi mettevo in trepida attesa e aspettavo fino a che finalmente potevo andare al cinema a godermi lo spettacolo..
E’ stato così per Total Recall (quello del 1990), per Matrix e per qualunque seguito (anche se non sempre all’altezza) di Terminator.

Via via che l’11 aprile si avvicina non posso fare a meno di chiedermi come sarà Oblivion, se al di là degli effetti speciali ci sarà quella sostanza che lo renderà un grande film da restare negli annali ma soprattutto se riuscirà ad evocare quella meravigliosa sensazione di aver aggiunto un piccolo tassello al sentiero che conduce al grande mistero dell’esistenza su questo pianeta...

Il regista Joseph Kosinski è un ragazzo che viene dalla pubblicità ma sempre con un occhio aperto sul futuro, già regista di Tron, the legacy, che per altro io non ho visto, e mi sa che in attesa di Oblivion me lo andrò andrò a recuperare.

A giudicare dal trailer comunque le premesse ci sono tutte e io resto in speranzosa attesa…



E se nel frattempo penso a cosa mettere nella mia personale capsula del tempo, su cosa vorrei non si perdesse nei meandri del passato, ci metto dentro la musica:
The dark side of the moon (Pink Floyd), che forse un alieno trovandolo potrebbe avere l’impressione di come un po’ di civiltà sia passata anche da queste parti...


lunedì 18 marzo 2013

Fish Heads

A esattamente due mesi di assenza dal suo prestigioso e imprescindibile blog torna il Cinefilante ad allietarvi con alcune novità!



Inizio con Fish heads, ambizioso corto made in Italy di Salvatore Castellana, di cui potete vedere il trailer qui.
Tra dialoghi surreali e un bianco e nero aggressivo ma al contempo raffinato, che sottolinea gli accenni grotteschi, prende corpo una storia raccontata con mano salda e supportata da un'ottima prova di attori con le facce giuste.
Il corto (qualcosa più di 20 minuti) racconta progetto, messa in atto e conseguenze impreviste di una rapina e per quel che mi riguarda ha il grandissimo pregio di raccontare una storia in modo originale pur mantenendo una spina dorsale oserei direi classica.
Io, che mi rompo le palle a guardare un cinema solo di immagini, che vagano alla ricerca di non si sa bene cosa, ho apprezzato particolarmente questa struttura solida che regala all'opera un respiro da lungo più che da corto.
C'è da giurare che Fish heads prossimamente si girerà un po' di festival e dopo lo potremo vedere on-line. Di sicuro ne sentiremo parlare...

A cosa abbinare un corto?
Direi un brunch da The perfect bun, Largo del Teatro Valle, 4   Tel 06-4547633, in pieno centro, perfetto per ritrovare un'atmosfera culinaria americana così distante dalla nostra ma che ogni tanto è un bel lasciarsi andare a un dolce e salato veramente gustoso. Non fosse altro che per i pan-cakes....