martedì 8 settembre 2020

Sto pensando di finirla qui

Sabato 5 settembre 2020, mezzanotte circa

Sul divano di casa, in montagna, con 18 coperte


Aspettavo da mesi il film di Charlie Kaufman.

E' andata così, era circa mezzanotte e avevo già visto due episodi di Lucifer, che vi devo dire, la serie non è nulla di che ma lui è irresistibile e quindi me la vedo lo stesso.

Dicevo, è circa mezzanotte e io sono armata solo della mia caparbietà. 

Dopo circa mezz'ora però, il parlare continuo dei due protagonisti, in macchina, sortisce un effetto collaterale inevitabile, mi si cominciano a chiudere gli occhi.

Sono consapevole che se interrompo la visione ora non la riprenderò mai più...
Quindi chiudo l'occhio sinistro, cercando di tenere aperto quello destro. Dopo un po' si chiude anche il destro ma io prontamente apro il sinistro che nel frattempo si è riposato.
Mentre faccio questo giochetto oculare comincio a pensare che tutto ciò che vedo sia frutto di un mix di sonno, immaginazione e stanchezza. 

Comincia il delirio.
Oh ma che cazzo, il maglione di lei era di un dicolore diverso...
Oppure, ma il padre non era più giovane? Oddio ma è lei o è cambiata l'attrice?
La lotta tra stato di veglia e noia mortale diventa una guerra senza esclusione di colpi ma torna in campo la caparbietà e vince.


Il giorno dopo, al ristorante,  mio fratello: "Sai ieri abbiamo visto quel film, di quel regista... come si chiama..."

"Ah sì, pure io!"

"Mi sembra tipo ..."

"No, no... Era qualcosa tipo Vorrei finisse qui..."

 "No... qualcosa di simile..."

"Sto pensando di farla finita..."

"No, non era proprio così..."

Andiamo avanti così per un quarto d'ora senza arrivare a niente.
"Ma ti ricordi che lui era pure in Breaking bad?"

"Assolutamente no... Non lo ricordo assolutamente..."

"Ma come? Faceva quel personaggio..."

"No, proprio non me lo ricordo..."

"Comunque qualche giono fa stavo vedendo una serie spagnola di cui non ricordo il titolo..."

"Ma di che parlava..."

"In questo momento mi sfugge..."

Internet nel frattempo si ribella.
Digito Charlie Kaufman e esce una vecchia ricerca su "Piante resistenti al freddo e all'ombra", che purtroppo il giardino è esposto a cazzo, riprovo e esce il numero di telefono del ristorante, che avevo cercato per prenotare.
Insomma quando è così meglio lasciar perdere.
La situazione non è migliora dopo che troviamo il titolo giusto.
"Ma secondo te di che parla?"

"Secondo me è un film sulla morte"

"Pensa! Secondo me è un film sull'amore!"

Eh beh dico io... Ognuno proietta un po' di sé su ciò che vede!

Mentre i vicini di tavolo fanno scorta di storie da raccontare ai nipoti, noi proseguiamo in un non-sense degno dei Monty Python, in cui nessuno si ricorda nulla di nulla.
Più non ci ricordiamo e pià tentiamo di ricordarci altre cose che non ci ricordiamo.

Sembriamo i personaggi del film del giorno prima o forse ci hanno rapito gli alieni, ipotesi tutto sommato quasi auspicabile, rispetto ad un tale grado di rincoglionimento generale.
"Secondo me è colpa di tutte queste serie tv... Stai a casa, te le vedi in due giorni e poi non ti ricordi un cazzo..."

"Ma come in due giorni?"

"Eh bè sì quando sono episodi brevi di 30 minuti scarsi, che ci vuole..."

"Ah proposito l'hai visto Intelligence?"

"No..."

"Guardalo, è carino... E io guarderei anche DEVS e assolutamente Call my agent"

Ah... Ma di che parla Sto pensando di finirla qui?
Premesso che forse chi ha letto il libro ci capisce qualcosa di più, io insisto sul fatto che sia un film sulla morte, su come vengano viste le cose al momento del trapasso, insomma tutte mischiate e con poco senso logico.
Devo dire a malincuore che il film non è riuscitissimo e che i dialoghi spesso ti fanno le palle al pinzimonio, come diceva Franco Califano.

Ah... Ma di che parla Sto pensando di finirla qui?
Due fidanzati in macchina vanno a trovare i genitori di lui. Nel mentre lei pensa, senza un particoalre perché, che forse vuole mettere fine alla storia.
Arrivati a casa, i genitori prima sono adulti, poi più giovani, poi vecchissimi.
Il cane sembra strano e no, non è come hanno scritto in alcune recensioni, che lei mette in dubbio la realtà. Ma manco pe gnente. lei sta lì come se fosse tutto normale.
Ripartono sotto una tempesta di neve (perché lui ha le catene), si fermano a prendere un orrido gelato, cambiano strada perché lui vuole passare davanti al vecchio liceo.
Qui gli attori cambiano e diventano due leggiadri ballerini che danzano.
Io mi dico: "Seh vabbè, mo ci manca giusto il pezzo a cartoni animati...".
Nemmeno finisco di pensarlo che arrivano i cartoni animati.
Poi c'è l'inserviente vecchissimo che secondo me è morto nella macchina, sotto la coltre di neve.
Da vedere? Ecco tra Tenet e questo abbiamo due rappresentazioni di ciò che ci sta proponendo il cinema del 2020, ovvero l'inutilità con qualche tocco irritante.

Meglio una serie TV... Anche  spagnola!

Abbinamento con le serie già citate: DEVS, Call my agent e Intelligence, come al solito basta cercarle su IMDB per saperne di più!

giovedì 3 settembre 2020

Tenet

Mercoledì 2 settembre 2020, Cinema King di Via Fogliano

Christopher Nolan scrive un film sui viaggi nel tempo, ci aggiunge l’inutile orpello dell’inversione, nel mentre si fa le pippe e ci getta in pasto Tenet, costruito per minare l’autostima dello spettatore che non capisce una ceppa.

Sorge spontaneo chiedersi, c’è qualcosa che funziona in Tenet?

Secondo me no, no, no, no e sì che al contrario è no, quindi sempre no.

Come molti di voi sapranno sono una delle massime esperte di viaggi nel tempo in ambito letterario, cinematografico e televisivo in questo universo e probabilmente anche in infinite linee temporali parallele.

Oh… C’è chi si fa un vanto di pubblicare foto atteggiando la bocca a culo di gallina, a me concedete il vezzo di sapere tutto sui viaggi nel tempo.

A Christopher Nolan pareva brutto fare un qualcosa di Deja-vu (per altro con il Whashington originale) e quindi ci ha aggiunto l’inversione.

Mais que est-ce que c’est l’inversione?

Facile… Praticamente qundo ti “inverti” non è che cambi gusti sessuali, semplicemente tutto gira al contrario. Quindi la macchina va a marcia indietro, puoi respirare solo con una bomboletta, il fuoco ghiaccia e i proiettili invece di spararli, rientrano nella pistola, causando un fastidioso rinculo.

Che a pensarci bene sto rinculo coi gusti sessuali forse un po’ ha a che fare.

Per invertirsi bisogna passare in una porta girevole come quelle degli areoporti o degli alberghi ma pure del centro commerciale Porta di Roma, il che è tutto dire. 

Ma procediamo con ordine, oppure al contrario, che è lo stesso. 

TRELA RELIOPS ENOIZNETTA

Tutto ciò accade perché Kenneth Brannagh, abbandonati i palchi shakeaspeariani, vuole distruggere il mondo. Un cattivone tagliato con l’accetta, senza alcuna sfumatura, degno del Dottor Male di Austin Powers, che però è divertente. 

Kenneth è sposato con una copia ancora più slavata di Sansa Stark, alta un metro e novanta, rimastami impressa esclusivamente per il guardaroba avanzato da Inception e per un improponibile culo moscio.

Il figlio barbuto e tracagnotto di Denzel Washington si farà aiutare dalla donna e dall’ex vampiro sbrilluccicoso Robert Pattinson, per scongiurare l’Armageddon. 

Insomma attori presi alla catena Il mercatino dell’usato, vendita conto terzi, dove, se hai occhio, fai degli ottimi affari. 

Nel mentre il termine algortitmo, che definisce un procedimento sistematico di calcolo, viene oggettivizzato e diventa una sorta di cilindro composto da varie parti in metallo. 

Ad aggravare il pastrocchione c’è una colonna sonora continua, roboante e invadente. Brutta, non voglio dire altro, mi infastidisce anche il solo parlarne per quanto mi ha sfracellato i timpani prima ancora dei cojoni. 

Cioè dico solo che in acuni momenti parlano come quando metti i vinili dei Beatles sul piatto e lo fai girare al contrario per vedere se veramente inneggiano a satana. 

E praticamente non ho raccontato nulla… Per esempio dell’inutile presenza di Michael Caine…

Al dunque tutto accade perché stiamo distruggendo il pianeta e i nostri posteri ci vogliono sterminare per evitare che noi sterminiano loro.

Indiscutibilmente affascinanti le scene di azione ma ciò basta per vedere un film?

Sarebbe come dire che solo perché si possiede un televisore si è giustificati a guardare i reality.

Quindi no, non basta. 

Tenet doveva essere il film del grande ritorno al cinema dopo il lockdown, roba da mandare una bella targa in ottone al Covid per averne ritardato l’uscita in sala.

Ma beato a lui, no, ma proprio ciao, o oaic, insomma come te pare a te Christopher, che va bene così...

Abbinamento cinematografico Sui viaggi nel tempo recuperiamo Los Cronocrímenes, il divertente Frequently Asked Questions About Time Travel e il delicatissimo Safety not guaranteed, quest'ultimo da me spelendidamente recensito su questo blog. Non metto link confidando che va pure bene se non acete capito Tenet ma, Cristo Santo, Google lo saprete pure utilizzare no?

martedì 4 febbraio 2020

Hammamet

Domenica 2 febbraio 2020, Cinema King di via Fogliano, sala 3. Spettacolo delle 20.10 che però inizia parecchio dopo a causa della pubblicità.



Vi ricordate Tafazzi?



Era un personaggio interpretato da Giacomo del trio Aldo, Giovanni e Giacomo.
Usava una bottoglia di plastica vuota da un litro e mezzo per percuotersi i genitali, opportunamente protetti da una conchiglia come quella che usano i giocatori da rugby.

Ecco, ora che avete l'immagine ben presente, vi propongo un divertente esercizio di immedesimazione.
Immaginate la seguente situazione:
Uomini: identificatevi con Tafazzi.
Donne: immaginate di avere i testicoli e identificatevi con Tafazzi.
Per entrambi i sessi: La bottiglia invece di essere da un litro e mezzo, è da due litri.
Per entrambi i sessi: La bottiglia invece di essere vuota è piena
Per entrambi i sessi: Siete sprovvisti di conchiglia.

Ora che vi siete immedesimati avrete raggiunto l'11% del tasso di sfracellacemento di cojoni che si ottiene con la visione di Hammamet.

La situazione è evidente giè dopo la prima mezzora, a ragion veduta il mio accompagnatore mi sussurra all'orecchio: "Finora una discreta mattonata sui cojoni...".
La lentezza è esasperante ma come al solito non è tanto quella la responsabile del disagio quanto una storia piatta e scialba e degli attori incapaci o mal diretti, a voi la scelta.
Ovviamente escludo Favino che è bravo, non glie se può di' gnente.
L'operazione si regge tutta sul make-up department, praticamente, come a dire, che se fosse ancora vivo Alighiero Noschese gli avrebbero dato l'Oscartm.
Per questo motivo da ora in avanti Favino non lo chiamerò più Favino, bensì Noschese.
E Noschese è magistrale nella sua interpretazione.
Lo guardi e non puoi fare a meno di pensare: "Dio ma Noschese è veramente bravo ad imitare Lino Banfi...".
Nessuno prima di Noschese aveva imitato Lino Banfi in modo così sublime.

E in questa improvvisa realizzazione ho trovato il modo di resistere fino alla fine.
Da quando ho realizzato questa straordinaria interpretazione di Noschese featuring Banfi, ho proseguito la visione immaginando che ogni parola pronunciata fosse in barese e, porca puttegna, è stato tutto più sopportabile.

In sala alla nostra sinistra (ovviously) due craxiane nostalgiche, ben oltre la mezza età, cantano l'inno socialista sulla scena del congresso. Si godono ogni immagine sospirando, senza essere coscienti di essere innamorate di Lino Banfi.
Alla nostra destra una coppia giovane giovane, non sanno nemmeno chi sia Craxi e probabilmente manco chi sia Lino Banfi. Mandano per tutto il film messaggi su Whatsapp.
Le due nostalgiche si ricorderanno dei tempi andati, la coppietta dimenticherà senza colpo ferire.

Ma questo Hammamet alla fine, cosa ci racconta?
Un pastrocchione di verità (ma quando mai), arte e finzione (certo, come no) e pure un tocco di surreale (Lino Banfi salvaci tu), detto sinteticamente, un cazzo.
In definitiva un'operazione di cui proprio non si sentiva nessuna esigenza e che, spogliata dal lavoro di make-up, resta veramente poca cosa.

Menzione speciale per l'imperdonabile la bruttezza della villa di Hammamet, spero vivamente per Craxi & family che non fosse veramente così orrenda come appare nel film.
E Craxi se non ti stava sulle palle prima sicuramente ti ci sta ora, mentre Lino Banfi resterà indimenticato nel suo skecht "La vostra soddisfazione è il nostro miglior premio".

A ognuno il suo, a noi italiani entrambi.



In realtà in questo periodo ho visto parecchi film decisamente più interessanti Hammmet. Quindi vi consiglio Jojo Rabbit che è una delizia, Figli, che pur essendo italiano è piacevole, divertente e dolce amaro e pure Parasite che sebbene uscito ormai da un po' valeva parlarne bene, molto bene.




lunedì 28 ottobre 2019

The Joker

Domenica 27 ottobre 2019
Cinema King di via Fogliano, spettacolo delle 21.30 anzi no delle 20 e 10.

-->

Io non ci volevo andare a vedere the jocker, per i seguenti motivi:
1)    Mi sta sul cazzo Batman.
2)    Mi stanno sul cazzo (ma meno di Batman) gli spin-off.
3)    Mi è sempre stato sul cazzo (ma meno di Batman)  il Jocker.
4)    Mi stanno sul cazzo (quasi a pari merito con Batman) quei film che piacciono a tutti, dalla tredicenne neopunk a mi’ nonna in cariola.
5)    Però mi sa che il motivo principale è da ricondurre al fatto che mi sta sul cazzo Batman.

Ieri quando Gian Luca (alias ex Ballestrero) me lo ha proposto ho accettato di buon grado, per i seguenti motivi:
1)    L’ho portato innumerevoli volte a vedere delle mattonate sui cojoni e lui mi rivolge ancora la parola, non solo, mi porta anche dei barattoli di splendidi pomodori secchi sott’olio fatti da lui che sono una delizia.
2)    Poi mi ricordo, tra le tante, quella volta che mi dimenticai sotto casa di Tiberia le luci della macchina accese e mi si scaricò la batteria. C’era pure il diluvio universale e lui si materializzò con i cavetti, risolvendo la situazione.
3)    È il mio fornitore di burro austriaco, che si trova solo al supermercato del Vaticano.
E quindi devo anche a lui il fatto che i miei dolci siano divini (intendo a Gian Luca, non al Santo Padre).

Ma parliamo del jocker, un film che è una pippa madornale, dura uno sproposito e ogni scena te la fanno vedere al rallentatore come i rigori alla domenica sportiva.
La storia è la seguente Arthur, futuro jocker, vive con la madre invalida, vorrebbe fare il comico ed ha una “condition” neurologica per cui ride a cazzo.

Ora possiamo immaginare che ridere a cazzo non sia la cosa peggiore del mondo ma lui ha degli eccessi di sfiga e incontra sempre qualcuno che gli dice “ma che te ridi?” oppure “ma che cazzo te ridi?” e giù botte.

Fino a che arriviamo al paradigmatico basta, questo è troppo!
“Che cazzo te ridi?”
E io te sparo, vestito da clown.
Ne stramazza tre. Tre arroganti Jovanotti di Wall Street, perché pure a Gotham City ci sta questa strada.
Ne nasce un movimento di protesta contro i “ricchi”, tutti si mettono le maschere da clown e sfondano la città.

Arthur (la sto facendo breve) si libera della madre e pure di un amico (stronzi entranbi) ma salva un nano. Finisce che va in televisione ad uno show presentato da Robert De Niro e stramazza pure a lui, non prima di pronunciare un discorsetto tra i più didascalici e banali mai uditi su questo globo terracqueo.

Bordello finale, Gotham messa a ferro e a fuoco, la folla osanna il Jocker e lui ride, su sto cazzo ovviamente.
Interpretazione di Gioacchino Fenice eccelsa, meravigliosa, pazzesca forse ineguagliabile, non la discuto. Ma il film, per me, it’s a big no, un tributo alla violenza e un elogio della follia (non come Erasmo da Rotterdam) di un poraccio di cui non si sentiva l'esigenza di conoscere la genesi.

Che operazione contorta verniciare con la patina glitterata di Hollywood questo personaggio malato mentale, abbandonato dalle istituzioni, front-man di un'umanità allo sfacelo... Cosa vuole trasmettere allo spettatore chi celebra subdolamente la violenza generata dal disagio personale?
Ammarzulliamoci ogni tanto, faccioloci domande e diamoci risposte.

E poi perché l'essere umano si infervora così tanto per la buona, ottima interpretazione, di un attore? Quando egli stesso interpreta quotidianamente superbe prove attoriali? Forse per una sorta di identificazione perversa?
Gioacchino tra l'altro è stato pagato svariati milioni di dollari per questa parte, ci mancava pure che non fosse bravo.

Comunque... Yesterday non è un capolavoro ma è carino, Tarantino da mo' che se lo semo giocato però sto recuperando delle vecchie serie inglesi che sono in visibilio.

Disclaim
Sebbene sembrino molti di più, i cazzi citati in questo post sono solo 10.

Delle suddette serie Tv che ultimamente, diciamolo, sono meglio di tanto cinema, ho recuperato Black Books, una serie british che più british non si può che si svolge in un negozio di libri usati.
Ironica e divertentissima. Trovatela se ci riuscite!

lunedì 11 marzo 2019

Border - Creature di confine

  • Giovedì 7 marzo 2019
  • Anteprima c/o Anica
  • IMDB gli da 7,1 il Cinefilante di più.



Border esce il 28 marzo e se fossi in voi lo andrei a vedere, ci sono tante cose dentro, una bella storia fuori dall'ordinario, una regia ammaliante, interpreti eccezionali, ricchi premi e cotillons, in forma di soprese sconcertanti.

Dalla visione emerge immediatamente un'atmosfera che passa dal denso al rarefatto, dal disagio della diversità alla piena accettazione di sé, da ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Tra tutte queste cose ci sono i "confini", e si passa continuamente da una parte all'altra.
L'aspetto visivo gioca decisamente un ruolo importante per la grazia con cui vengono accarezzati i volti, per la connessione con la Natura, per la capacità di scendere nel profondo dell'animo dei personaggi.

Guardavo Tina e, fra me e me, non potevo fare a meno di pensare "Certo poveretta questa! La Natura è stata veramente spietata con lei! E poi... Chiederle di girare un film del genere, dove si mettono a nudo tutte le sue diversità, ma come si fa?".
E invece no, era il trucco.
Un trucco da Oscar, per il quale il film era stato giustamente candidato, vinto però da un film meno provocatorio. Un trucco che Carlo Rambaldi (R.I.P.) step back! Perché so' tutti bravi a fare il pupazzetto di E.T. ma concepire le "maschere"  di Tina e Vore, capaci di sfumature emotive sottilissime, va oltre ogni immaginazione.

Temevo fosse un horror e invece mi sono trovata di fronte a quasi due ore di quelle che trasportano in un mondo altro e sconosciuto, grazie ad una regia dal tocco lieve, laddove poteva essere essere di una pesantezza indigesta.
Bella la visione in lingua originale svedese, che restituisce questi suoni gutturali, quasi come ci fosse una fatica ad emettere la parola. Un caso più unico che raro in un panorama piatto, preconfezionato, che non rischia nulla.
E infatti non si può che condividere l'appassionata introduzione dei distributori italiani, ai quali, dopo averlo visto a Cannes, tutto il resto sembrava insipido.

Sì, direte voi, ma di che parla???
Il minimo riferimento sarebbe ad altissimo rischio spoiler, quindi rinnovo l'invito di andare a vederlo e poi, magari, ne parliamo...


Abbinamento mangereccio con un ristorante pizzeria in via Bergamo, 18 tel. 068414136 Proloco Pinciano. Devo dire tutto estremamente buono e curato, di soddisfazione. Premotare perché è sempre pieno!




martedì 12 febbraio 2019

Rex - Un cucciolo a palazzo

Lunedì 11 febbraio 201, ore 18.00
Anteprima Cinema Moderno The Space in Piazza Esedra

La fontana è spenta, senza acqua, non c'è più Eataly sotto ai portici e pure Boscolo è desaparecido.



Le avventure di Rex, il corgie preferito di queen Elizabeth, sono un'occasione per portare al cinema i bambini ma conquistano decisamente anche i grandi.
La storia è appassionante, ironica, condita di sfumature che divertiranno molto gli adulti.
Si resta conquistati dalle immagini e dalla definizione incredibile, soprattutto nel rendere la pellicciosità dei simpatici cagnolini.
Grande cura dei particolari e delle ambientazioni così come dei personaggi, umani e canini.
Divertente la trasposizione della coppia reale inglese e di quella presidenziale americana, irresistibile la caratterizzazione dei corgie di Buckingham Palace e il confronto con i randagi del canile.
Dopo tante avventure e il dispiego di valori etici, ci sarà il sospirato lieto fine che renderà tutti felici e contenti, tranne il cattivo di turno.
Si torna a casa contenti, soddisfatti e divertiti, grandi e piccini!
Bau!


 Ovviamente in questa occasione l'abbinamento mangereccio è dedicato ai cani e a questa nuova apertura a Roma, di una pasticceria artigianale tutta dedicata a loro!



sabato 12 gennaio 2019

Cold war


  • Sabato 12 gennaio 2019
  • Cinema Eden di Piazza Cola di Rienzo, che pensavo l'avessero chiuso, invece era un altro che era proprio accanto e si chiamava proprio Cola di Rienzo.
  • Spettacolo delle 18.50, prima, spesa da Castroni. In sala con una busta carica di cioccolata, anacardi, tisana anice, finocchio e liquirizia e ben quattro lattine di latte di cocco.



A me sono sempre state un po' sulle palle le persone che tu gli dici:
"Andiamo sabato al cinema a vedere Il gico delle coppie al Giulio Cesare?"
E loro ti rispondono "Certo! Volentieri" Però perché non andiamo a vedere Cold war alle 18 e 50 all'Eden?".

Ebbene oggi sono stata io a deviare su Cold war, perché Il gioco delle coppie, visto in anteprima, ha avuto la capacità di generarmi l'irrinunciabile missione di diffondere la Verità, instillando in chiunque, se non la consapevolezza, il dubbio almeno, che si tratti una sfracellatura di cojoni di proporzioni ultragalattiche.
Di Cold war so poco ma ne sento parlare bene praticamente all'unanimità.
Per chi si scoccia di leggere dico subito che non mi è dispiaciuto, però, insomma, qualcosa da dire ce l'ho.

Seguono SPOILER  come se piovesse.

Siamo nel 1949, in Polonia. All'epoca in quei luoghi la vita era in bianco e nero.
C'è questa ragazza slava e pure slavata che fa breccia nel cuore di un musicista.

Lui decide di scappare a Parigi, lei non se la sente di seguirlo.
Passano gli anni e lei per vie traverse lo ritrova.
Lui non l'ha mai dimenticata, lei è la donna della sua vita (dire "è la donna della mia vita" è una delle frasi che porta più sfiga sul globo terracqueo, molto meglio dire sempre cose del tipo "mah, è solo una botta e via...".

Comunque niente, nel giro di pochi giorni la slavata si tromba sei volte in una notte uno dei migliori amici del musicista, fa un po' di scenate da pesciarola e poi senza dire nulla se ne torna in Polonia, anche perché era rimasta un po' male che pure Parigi era in bianco e nero.

Il musicista decide di seguirla.
Lo arrestano, gli squartano una mano e gli rasano i capelli.
Lei lo va a trovare e abbracciandolo gli domanda: "Cosa abbiamo fatto?".

Ecco, qui si apre un mondo...
Cosa abbiamo fatto?
Ripeto: cosa abbiamo fatto?

Avete presente quelle filastrocche con le rime creative co' tu madre e tu sorella e via a trascinarsi tutti i santi e la Madonna?
Bene, in quel momento il musicista, con la mano squartata, i capelli rasati (unico emblema di un fascino altamente ipotetico) non ha neppure un sussulto ma con la sola forza del pensiero, o meglio con la sola forza delle bestemmie multiple e articolate,  si carica di un'energia infinita, che lo fa tornare indietro nel tempo a generare il big bang.
Non risponderà quindi alla domanda ma diventerà causa della nascita dell'Universo e della vita su questa Terra.
IO, per non sapere né leggere e né scrivere, a quel punto ci avrei messo la celebre sequenza psichedelica di 2001 Odissea nello spazio. A colori ovviamente.


A sugellare la follia del genere umano lei gli dice: Ti aspetterò.
Cioé a Parigi l'ha tradito e abbandonato e in Polonia, in prigione per quindici anni, lei lo aspetta.
Senza tener conto del fatto che "ti aspetterò" porta sfiga almeno quanto "è la donna della mia vita".
E  infatti, manco a farlo apposta, per tenere fede a quanto dichiarato, si sposa e fa anche un figlio con un altro.
Riesce comunque a far liberare prima il poveretto, e senza indugio o tentennamento alcuno lo porta presso il rudere di una chiesa per officiare un matrimonio. che decide di onorare con l'immediato suicidio di entrambi.

La scena finale li vedrà metaforicamente seduti su una panchina, nella speranza che dall'altra parte ci sia una vista migliore.

Ho volutamente evitato di accennare al tema delle musiche popolari che deprimono ulteriormente la situazione.
Però, dai, non se ne può dire male di Cold war, sono stata contenta di vederlo.
E di risparmiare ad altri la visione de Il gioco delle coppie.

Dietro al cinema c'è un posto carino dove fanno le pinse, ovvero delle pizze un po' più coriacee.
10% di sconto mostrando il biglietto. La Pinseria di Prati in via Lucrezio Caro, 58 tel 066832068
Comodo e piacevole!