giovedì 15 ottobre 2009

mercoledì 14 ottobre 2009

Inglorius basterds

  • Martedì 13 ottobre ore 19.00 Cinema Empire di Viale Regina Margherita. Una decina di persone in sala.
“Ci stanno un americano, un inglese, un tedesco, un francese e un’italiano…”. È l’incipit di tutta una serie di barzellette… ma anche la trama del film di Tarantino.
Calma piatta per l’atteso re del pulp che invece di portare il fumetto al cinema, porta il cinema al fumetto mettendo in scena personaggi perfetti per essere trasferiti sulle tavole di un albo quindicinnale. I “basterdi” come li chiamerebbe anche Lino Banfi sembrano uscire da Freaks di Todd Browning… con improbabili tratti lombrosiani.
Di loro non è dato sapere nulla, né il perché né il per come e lo spettatore deve abbozzare perché si tratta di robba “made in tarantino”.
A Tarantino tutto è permesso…. E io dico… stocazzo!
Ci troviamo di fronte a un pilot che potrebbe avere tutta una serie di epigoni dove lasciar spaziare la fantasia di un autore che si svincola dalla realtà (purtroppo tragica) a cui regala un finale alternativo che senza stravolgere il destino del pianeta si prende la briga di far morire un Hitler butterato nell’incendio di un cinema piuttosto che nel famigerato bunker…. Si chiamano ucronie, quelle storie dove la Storia prende una piega diversa da quella che conosciamo e una delle più celebri è La svastica sul sole di Philip K. Dick in cui la seconda guerra mondiale ha avuto un epilogo vittorioso per Ro-ber-to…. Ma l’ucronia Tarantiniana non fa palpitare il cuore, si dipana totalmente priva della seppur minima tensione, con una messa in scena e dialoghi ai limiti del ridicolo e personaggi tra il freak e il cartoon. Empatia zero. Tutti a dire che Tarantino riscrive la storia al cinema, nel cinema…sai che novità… c’è una letteratura talmente vasta a riguardo… a iniziare da Fatherland. E poi diciamolo un film basato sull’ucronia va definito per quello che è ovvero fantascienza mentre gli ingloriosi bastardi vengono spacciati per un film di guerra.
Evito di ingorgarmi in questa diatriba sul genere… Tarantino può girare il film che vuole ma almeno dovrebbe evitare che sia noioso. Quello sì.
Il film si dilunga a dismisura e non per la quantità di materiale accumulato in fase di realizzazione ma per una dilatazione innaturale di molte scene annacquate e ripetitive. Assolutamente ininfluente e forse addirittura un cincinno forzata la suddivisione in capitoli…Stanche e telefonate le citazioni messe lì per eccitare sessualmente gruppi di segaioli incalliti che riescono a godere anche solo al suono del cognome “Fenech”….accontentati, poi, i feticisti di Enzo G. Castellari che si vorrebbero abbandonare a orge in sala ci si chiede cosa resti degli inglorius basterds….
Un Brad Pitt che sembra un cartoon, sopracciglia che sembrano un accento acuto e uno grave, mascella talmente quadrata da sembrare uno de “Gli incredibili”, tutti a dire che rifa Marlon Brando ne il Padrino. Bah….
C’è anche un pazzo con la mazza da baseball che ricorda Lou Ferrigno…
E poi sì… c’è l’attore tedesco tanto bravo che recita in non so quante lingue diverse… ma sono tutti personaggi abbandonati a sé stessi senza la minima introspezione… costretti a dialoghi del tipo “non mi toccare mangiacrauti!”…
Il dialogo da fumetto, quello che bisogna subire perché il fumetto è così. Bah… sarà per questo che non leggo fumetti da quando avevo 12 anni o giù di lì?
Qua e là tocchi di splatter che, ormai completamente sdoganato da “genere”, fa chic e non impegna… Violenza gratuita… Donne bionde e fredde che però non sarebbero piaciute a Hitchcock nemmeno più di tanto… E a proposito di Hithcock che aveva il vizio di apparire in ogni suo film… Tarantino invece se non ci mette la scena delle pistole triangolate per altro scippata a John Woo (oh pardon si dice citazione…) non è felice…. E per non ripetersi…. questa volta le pistole mirano ai testicoli invece che alla tempia….
Il buon Quentin mi sembra intrappolato in una parabola di verdoniana memoria… avendo esaurito brani di dialogo carpiti qua e là agli amichi del baretto sotto casa, che per altro hanno fatto la sua fortuna, tenta di replicare i celebratissimi dialoghi surreali ma stile e ironia sono completely missing.
Infine mettiamoci un paio di legnate ben assestate da dare a doppiatori/direzione del doppiaggi, responsabili per l’affossamento ulteriore di questo inglorius baraccone… terribile la dizione dell’italiano con l’accento tedesco alla sturmtruppen!
Insomma io a sto film senza infamia, senza lode ma soprattutto inglorius gli darei una piena insufficienza… di quelle che ti ci vuole un intero quadrimestre di bucio di culo se non vuoi la bocciatura a giugno… però francamente… provengo da un periodo un po’ faticoso col lavoro e se dovessi apporre l’infamante singola stelletta attirerei orde di lupi famelici convinti che un film debba per forza piacere a tutti nello stesso modo (e in particolare come è piaciuto a loro).
E vorrei evitare di attirarmi sta gente… quindi esteriormente gli do un sufficiente e internamente gli do pessimo. Poi vabbè… se hanno avuto la pazienza di leggere fino qui allora meritano pure di rientrare in un confronto, quindi venghino pure che sono sempre disponibile al dialogo…
Riassumo però i futili motivi che potrebbero portare chi legge ad avere un giramento di coglioni multiplo:
- l’aver dato del segaiolo incallito a chi si eccita anche solo col cognome della Fenech…
- L’aver dato la solita bastonata al fumetto e ai fumettari (che sono tra gli esseri più permalosi che esistano)…
- L’aver noiosamente buttato lì che Tarantino ha esaurito la sua vena creativa (o citazionista) quando tutto il mondo grida al capolavoro…
- L’aver toccato la casta dei doppiatori (altri essere ad alto tassino di rosicamento)
Ci tengo infine a ricordare che qualora sentiate nel profondo un senso di indignazione per quello che ho scritto e una profonda antipatia per me tutto ciò è generato dal vostro Ego irrisolto che non vi permette di accettare le opinione altrui come valide esattamente come le vostre.
Vi suggerisco un bel giro in una qualsiasi Feltrinelli della vostra città alla sezione “crescita personale e spirituale” vi consiglieranno dei libri interessanti per superare questo vostro limite. Uno molto valido è Il Tao della conversazione di Michael Kahn… cercatelo.. che male non vi farà…

Il Tao della converszione… di Michael Kahn lo potete trovare su Il Girdino dei libri, pregevole sito dedicato alla vendita di libri nel settore della crescita personale e spirituale. Fateci un bel giro e acquistate... non è mai tardi per cambiare…

lunedì 28 settembre 2009

I love you, man

Filmettino ino ino che ti strappa un paio di risate e si lascia vedere senza infamia e senza lode.
Paul Rudd si ritaglia un ruolo da ragazzo della porta accanto che tutto sommato non convince affatto e si fa rubare la scena dalla sua "spalla".
Visto l'antefatto quasi si sperava in un finale alla "In & Out", soprattutto visti i due o tre chili di omosessualità latente ed esplicità che fanno capolino qua e là...
E va bene... reprimiamo! Ma che almeno si renda conto che non può sposare la fidanzata che non gradisce fare pompini, che con lei non c'è futuro.... niente... nemmeno quello...
Continuiamo così... sposiamoci senza un perché....
Isomma ci si rassegna che il film resti nella più totale convenzione, dove gli uomini necessitano di un luogo virile dove poter suonare la batteria e ascoltare musica hard rock mentre donne starnazzanti si riuniscono tutte insieme a ciagolare.
Mi ricordo... Via col Vento: Rossella Hoara che irrompe nella sala dove gli uomini fumano il sigaro e parlano di politica abbandonando la stanza con sole donne che ricamano... solo entrando in quella stanza provoca scompiglio, rompe un tabù, prende in mano una situazione...
Via col Vento... 1939... I love you man 2009... 70 anni per tornare indietro e riproporre degli stereotipi agghiaccianti...
Ma lasciamo perdere l'analisi sociale che meriterebbe ben altri approfondimenti...
Paul Rudd e la sua scialba fidanzata sono insopportabili nella loro totale freddezza e nel non avere nemmeno un guizzo nel loro rapporto... rappresentano il simbolo del matrimonio per convenzione per eccellenza... e al di là di questa rappresentazione orrorifica, che può anche essere una scelta registica, sono banali a livello attoriale, di nessun interesse per la pellicola...
Ha un buon da fare Paul Rudd a scatenarsi in assoli di basso immaginari... resta sempre al palo.
Ma allora com'è che alla fine un paio di risate sto I love you, man te le fa fare?
Ecco.. passiamo all'unico motivo di interesse... Sidney alias Jason Segel... gigantesco, prorompente, tra il candido, malinconico e sprizzante, una spalla con una filosofia tutta sua, sempre in bilico tra angelo custode, genio della lampada e simpatica canaglia... Si teme possa essere un personaggio da "Cattive compagnie" invece poi esce fuori in tutta la sua sincerità e umanità. E' lui che salva il film e che lo fa giungere alla sufficienza... E' lui che illumina un Paul Rudd che brilla di luce riflessa.
Il personaggio di Sidney è fichissimo, non ai livelli di Rys Ifans in Notthing Hill ma ci si avvicina... il ragazzo è giovane e se non fa la fine di un John Candy potrebbe riservare delle belle sorprese...
Per il resto sicuramente un film per cui non vale la pena perdere una serata al cinema ma che se si è di bocca buona può andare bene per un DVD affittato al volo da blockbuster...

Abbinamento cinematografico a "Un biglietto in due" con Steve Martin e il compianto John Candy...

giovedì 24 settembre 2009

L'era glaciale 3

  • Visto al cinema Barberini nell'omonima piazza... non c'è la scansione del biglietto perché ultimamente mi perdo tutto e pure i biglietti... ci sarà un perché....

Non faccio parte di quella tipologia femminile che quando esce il cartone animato sbatte le ciglia e costringe il fidanzato a portarla al cinema, la Disney non mi ha mai eccitato più tanto e la grafica digitale non mi titilla la papilla.... Fatto sta che anche io vado soggetta a botte di rincoglionimento e non riesco a resistere al 3D... il 3D mi piace assai...
Presa quindi da un entusiasmo fanciullesco mi reco al Barberini a prendere i biglietti per tutti...
Chiamo il cinema e un disco informa che il cinema è aperto tutti i giorni dalle 10 del mattino... sono circa le 2 e sono proprio da quelle parti, penso "che culo!"... invece no il Barberini è chiuso sbarrato.
Ci torno la sera... col traffico del sabato sera... roba da far bestemmiare un santo ma come dio vuole finalmente arrivo:... 8 biglietti 80 euri sull'unghia.
C'è il sovrapprezzo per il noleggio degli occhialetti...
- Ah scusate... dovreste cambiare il messaggio che dice che siete aperti dalle 10...
- e vabbè tanto prima o poi dovremmo riaprire....
Finalmente giunge il momento agognato... Ci sediamo e il destino crudele si accanisce su di noi... un bimbo proprio di fronte a noi decide di allietarci la visione:
"Mamma dov'è andato? dov'è andato mamma?"
"Mamma chi è quello? chi èèèè?
"Mamma che successo?"
Dopo la ripetizione meccanica delle stesse domande (peraltro tutte rimaste senza risposta) per circa una mezz'ora, uno del nostro gruppo decide di informarsi:
"Signora..? ...non è che per caso riesce a farlo stare zitto?"
La donna con fare scocciato e arrogante risponde: "Ha 3 anni!".
"Ho capito.. ma io ho pagato un biglietto per vedere questo film.. non per sentire suo figlio!".
E che ci vogliamo fare... ce ne facciamo una ragione... se un bambino cià 3 anni bisogna sorbettarselo e zitti... Stupidi noi ad andare a vedere un cartone animato alle 9 di sera, credendo che quell'ora i bambini se ne stiano a nanna...
Sì abbiamo capito ma il film?
Non è che c'è da dire molto... Il film è caruccio, ti fai quelle risatine del caso, ti appassioni allo scoiattolo che insegue la ghianda (perché il mammut francamente è uno dei personaggi più insulsi che siano stati partoriti per deliziare la fantasia dei frugoletti).... però nessuna grande invenzione e il 3d non era nemmeno sto gran che.. non una zanna che ti arrivasse in faccia.
Direi deludente rispetto a Coraline.
Insomma si è visto, si è lasciato vedere ma dire che ce lo ricorderemo nei tempi dei tempi sarebbe una gran fregnaccia...
Eppure grande successo di pubblico, campione di incassi... non che io pretenda di trovarmi sempre di fornte alla rivelazioni o alla fantasia onirica di un Miyazaki... però insomma sti film ormai li fanno con lo stampino... fanno l'occhiolino ai genitori con le battutine argute e sedano la creatività con lo schema della ripetitività tanto caro agli infanti.
Ne faranno un quarto? Quasi sicuramente e altrettanto sicuramente io me lo risparmierò..

Sulla Disney che mi è sempre stata un po' antipatica vi lascio questo filmato...

Per quanto riguarda l'abbinamento suggerisco la visione de Il castello errante di Howl di Miyazaki... quello sì che è un bel film!

mercoledì 23 settembre 2009

District 9

  • Cosa non si fa per il cinema... nonostante raffreddore, mal di gola, ben 38 di febbre e pure un diluvio settembrino mi sono diretta a Parco Leonardo per l'anteprima di District 9 organizzata da Radio Rock...

Parco Leonardo...
bisognerebbe parlare di questo posto concettualmente simile a District 9 ma una volta tanto preferisco concentrarmi su un film che secondo me è da non perdere...uno dei film dell'anno...
Finalmente un film di idee, un fare cinema come raramente se ne vede in giro...
La fantascienza è un espediente... la ghettizzazione, il razzismo, il totale scollamente tra esseri viventi in realtà li vediamo tutti i giorni... ma che espediente di gran classe, ribaltarla nella sua iconografia di superfici liscie e riflettenti, di strumenti curvilinei, suoni celestiali e derive new-age... qui veniamo messi di fronte alla sporcizia, all'emergenza della sovrappopolazione, a creature che potremmo definire "brutte" e che vengono chiamate "gamberoni"...
L'altra faccia di un ipotetico epilogo di incontri ravvicinati del terzo tipo... dove l'ambientazione sudafricana, praticamente una discarica a cielo aperto, aggiunge una connotazione inquietante all'atmosfera di intolleranza nei confronti degli alieni...
Nel film c'è un po' di tutto dal runaway movie, alla guerra, alla metamorfosi cronenberghiana, tutto frullato ad arte e corredato da inganno, superficialità, disperazione, vigliaccheria, redenzione, speranza...
L'essere umano con il suo percorso evolutivo fatto di strombazzate conquiste socialie progresso è rappresentato come un essere ben lontano dalle vere conquiste per cui dovrebbe combattere... il nostro protagonista infatti forse riesce a cedere al suo malcelato egoismo solo quando il "contagio" alieno comincia ad essere preponderante.
District 9 è un bel film di azione che si lascia vedere non senza una certa angoscia e che ha il pregio di portarci la fantascienza in casa, elimando gli orpelli classici e mostrandoci una realtà quasi agghiacciante nella sua possibilità d'essere.
Difficilmente potrà deludere gli appassionati e anche gli avventori casuali ma attenzione agli stomaci deboli (abbiamo avuto una defezione a metà film..)... sebbene non si possa definire uno splatter nel senso stretto del termine, District 9 non lesina su braccia squartate e carne da macello... ma forse più di tutto indugia su un'umanità allo sbaraglio, priva di valori e di futuro e questo è l'aspetto più raccapricciante...
Non si tratta di un film perfetto, molti interrogativi restano senza risposta, ma finalmente ci troviamo in presenza di un prodotto talmente riuscito da far passare in secondo piano le domande e i misteri.
Mi chiedo infine come sarebbe potuto essere un film del genere se avessero deciso di rappresentare le creature aliene esattamente uguali a noi... sarebbe stato interessante... ma forse troppo troppo realistico....

Abbinamento con la Pasticceria siciliana Nobel che si è trasferita in Via Appia Nuova, 457. Adesso corredata anche da un banco bar e da una bella sfilza di tavolini a cui è possibile sedersi per fantastici aperitivi a base di frittini siciliani (deliziose le minibriochine con le panelle)...
Invariata la qualità e la goduriosità di dolce e salato con la novità del banco rosticceria! Andate... da non perdere... come il film!

giovedì 17 settembre 2009

Drag me to hell



Se si apprezza l'horror c'è anche qualche scena interessante ma la sceneggiatura è scarsa assai, il finale è da "corto" e i personaggi sono scialbi. Poco credibile la psicologia della protagonista che dopo una furiosa aggressione da parte della vecchia zingara nel parcheggio sembra non avere nessun tipo di problema. Un film freddo che non fa sobbalzare nemmeno per sbaglio e che presuppone, per essere apprezzato, la conoscenza di illustri precedenti. Drag me to hell sembra il compitino ben fatto di un alunno secchione ma privo di creatività... una compilazione accurata di tutto ciò che potrebbe servire ma che alla fine è superfluo... scontato nello svolgimento, prevedibile senza alcuna sorpresa...
Faccio bene io ad aver abbandonato il cinema horror che da qualche anno ormai mi ha veramente fatto due scatole immani... sempre le stesse cose, sempre la stessa maniacale ripetitività delle stesse situazioni. Del film non posso dire altro... è quello che è... manderà in visibilio che si eccita sessualmente con l'emissione di vomito verdastro e con bulbi oculari che schizzano fuori dalle orbite. Tutti gli altri possono tranquillamente astenersi.
I protagonisti: Alison Lohman con un'inespressività inconsueta... un personaggio che avrebbe potuto essere scavato nel torbido e che invece viene abbandonato e improntato solo sulla fisicità dei corpo a corpo col maligno.. Il suo fidanzato che ha la sfortuna di somigliare a Ross di Friends in maniera imbarazzante (e sembra altrettanto fesso).
Potrei dire che si salva la vecchia zingara che ha un gran da fare con la dentiera ma insomma... sarebbe una forzatura. Quindi di questo film non si salva nulla... se ne facciano una ragione gli adoratori di Sam Raimi... qui l'unico orrore sta nell'aver passato una serata a vedere sta stronzata...

Ovviamente un abbinamento cinematografico ad uno dei miei horror preferiti... Si tratta de "Gli invasati" (The Haunting - Gran Bretagna, 1963) di Robert Wise. Ne fecero un orrido remake con Katherine Zeta-Jones... Ebbene l'originale per me è un gran film, poco conosciuto e da rivedere. Oggi sono generosa e cito un altra chicca praticamente sconosciuta che ogni cultore dovrebbe conoscere: "Il demonio con la faccia d'angelo", (Full Circle - Francia/Canada, 1977) di Richard Loncraine, con una giovane ed inquietante Mia Farrow. Tanto per dire... ce ne sono di cose da vedere.. lasciate perdere Drag me to hell...


martedì 15 settembre 2009

Videocracy

  • N.B. Recensione senza aver visto il film...


Alcuni anni fa mi stavo facendo fare un bel panino integrale con le zucchine grigliate e la mozzarella dalla ragazza del panettiere sotto l'ufficio...
Visto che io sono una gran simpaticona e tutti quelli che incontro provano l'irresistibile voglia di conversare con me... la tizia mi disse: "Quant'è bbbono Costantino....".
Io... sempre pronta ad informarmi su un bel fico... le chiesi: "E chi è Costantino...?", sperando per lei che fosse il suo fidanzato...
Invece no, mi sbagliavo. Costantino, che Barbara mi mostrò su "Chi" di quella settimana, era l'essere più boro che avessi mai visto....
Ma il danno ormai era fatto... Ormai sapevo chi era Costantino... da quel momento ogni volta che sentivo pronunciare il suo nome potevo associarlo ad una faccia (da culo) e ad uno stile televisivo (defilippiano).
Che brutta cosa... invasiva, fastidiosa, non richiesta...
E come far capire a Barbara il danno che mi aveva fatto?
Lì per lì chiesi uno sconto sul panino alle zucchine... e da quel momento pretesi di pagare sempre una tariffa forfettaria per quel che mangiavo, eccheccazzo.
Ragazzi ma di che stiamo parlando?
Ah sì di Videocracy....
Bè... ma ce voleva un film per capire che la televisione non andrebbe mai accesa?
Che la scusa di coloro che "guardano il telegiornale" è vecchia come il cucco?
Che il teletubbies sono l'anticamera di bambini allucinati e allucinanti?
Che brutta cosa la televisione... che ti abitua a restare seduto a casa tua quando potresti uscire di casa...
Che non ti fa pensare a niente dopo una giornata di ufficio...
Che ti insegna a cucinare senza gustare i sapori...
Che ti convince che quello che vedi ti piace ed è molto fico...
Ma soprattutto che cosa oscena avere il salotto di casa costruito intorno al televisore, come se fosse un caminetto attorno al quale raccogliersi per un po' di tepore.
E poi... pensare che oggigiorno sia impossibile vivere senza il televisore, essere fieri di questa affermzione, esserne profondamente convinti tanto da non pensare mai nemmeno per un secondo di farne a meno.
La teledipendenza quando fa rinunciare alla vita, all'agire, quando ti fa interessare più ai cazzi di Mara Venier che a quelli di tuo figlio o di tuo marito è di uno squallore allucinante e molto più deleteria di qualsiasi droga per la quale ci si indigna al solo pensiero...
Detto ciò... abbiamo veramente bisogno di guardare questo videocracy, sapientemente lanciato da un trailer censurato?
Io dico che Videocracy lo vediamo tutti i giorni, che lo alimentiamo e sostentiamo con i nostri desideri appannati di velinaggio convulso, rispondendo al quiz prima ancora del concorrente di Canicattì che ha appena salutato la mamma, il cugino Astrubale e tutta la squadra di palla prigioniera della parrocchia del paese.
Videocracy siamo noi ogni volta che ci viene la curiosità di sapere gli affari di qualcuno che non conosciamo.
Sapete che c'è... io Videocracy non ci perdo tempo nemmeno a scaricarlo da Internet...
per quanto mi riguarda se ne può andare a fanculo... insieme a tanto altro "cinema" che non ha più nulla di questa nome...

Abbinamento a uno dei miei film cult Farenheit 451... Ray Bradbury incontra Truffaut e ne esce un capolavoro con la faccia dolente di Oscar Werner. Purtroppo è in arrivo un remake... ma voi... guardate l'originale....