mercoledì 10 ottobre 2018

Ricchi di fantasia

Sabato 8 ottobre, 2018, spettacolo delle 19.20 ma che impunemente inizia intorno alle 20.00

Uci Cinema di Porta di Roma, la sala è talmente piena che ci dobbiamo accontentare di posti separati.



Come molti di voi sanno il Cinefilante ha un rapporto controverso con il cinema nostrano, quindi, quando Gian Luca mi ha proposto "Ricchi di fantasia", gli ho detto "Aspetta che almeno mi vado a vedere il trailer...".

Vado su Youtube, in pochi secondi mi faccio almeno un paio di belle risate.
Dai, si può fare, andiamo!

Appuntamento al cinema di Porta di Roma, di sabato sera.
Coraggio? Follia? Chissà, forse entrambe le cose.

Ricchi di fantasia parte senza troppi preamboli, pochi minuti e il nodo della vicenda è presto svelato.
Un geometra squattrinato, declassato a carpentiere dall'impiego precario, a causa di uno scherzo crede di aver vinto 3 milioni di euro ma in realtà no, non è vero.

Lo spunto è gustoso, gli stratagemmi e i malintesi condiscono un copione che si regge su un manipolo di personaggi tanto simpatici quanto disperati. Alcune battute, nella loro romanità un po' greve, si fanno portatrici di grande saggezza oltre che di risate.

La coppia Castellitto/Ferilli funziona a dovere, poi ci sono la nonna, i bambini, colleghi operai, in un viaggio on the road da Roma alla Puglia (è lunga la Puglia!), dove, l'incontro con i vicini di casa snob, ripropone una situazione à la "Ferie di agosto".
Si passa il consueto paio d'ore in spensieratezza, con il sorriso sulle labbra e con gli occhi pieni di colori vivaci.

Un film per tutti dove sembra rivivere una realtà da dopo guerra, in cui la sopravvivenza è legata a sogni e speranze spesso impossibili. Ma per fortuna almeno al cinema trionfano i buoni sentimentii!


Abbinamento alla pasticceria di Tarquinia "Bella Helene". Un angolo di Parigi incastonato nel tufo della Tuscia viterbese. Colazioni magnifiche e monoporzioni da perdere la testa.
In via Giuseppe Garibaldi 12 tel. 076619638.
Se passate da qelle parti non rinunciate ad un piacere del genere!

















domenica 9 settembre 2018

Mission Impossible: Fallout


  • Sabato 8 settembre 2018, Cinema Moderno The Space di Piazza della Repubblica,
    spettacolo delle 21.30 ma in realtà delle 22 circa. 
  • Il trailer de "Gli invincibili 2" l'hanno mandato in onda tre volte.
    Non che avessi intenzione di andarlo a vedere ma ora ogni pericolo è del tutto scongiurato.
  • Sala piena, di fronte a noi due fidanzati.
    Lui su Instagram e lei in chat con un altro. 


Come ormai da tradizione Mission Impossible lo vado a vedere con Gian Luca (il prode ex Ballestrero). Si può dire che lo stiamo vedendo invecchiare insieme Tom Cruise.

In questo nuovo episodio, evidentemente grazie al fatto che è ai vertici di Scientology, Tom raggiunge quasi l'immortalità fisica, riuscendo a schiantarsi con un elicottero e a rimanere vivo e vegeto, anzi immediatamente dopo scala pure una parete rocciosa a mani nude.

Molte scene di azione di svolgono a Parigi, una Parigi come sempre splendida e affascinante che fa da teatro ad alcune scene di inseguimento veramente eccezionali.
Non è che andando a vedere un episodio di Mission Impossible ci si aspetti di leggere un manoscritto inedito di "G." ma questa volta ci troviamo veramente di fronte ad una storia farraginosa e del tutto inutile.

Il regista (anche sceneggiatore) decisamente ha talento e sappiate, perché di certo non lo sapevate, che si tratta di colui che ha scritto la sceneggiatura de "I soliti sospetti".
In questa sede però la scrittura è poco incisiva e le scene di azione prendono il sopravvento mentre la storia soccombe miseramente.

Da notare anche un Tom Cruise nel cui sguardo si legge qualche preoccupazione, per carità sempre in splendida forma ma l'occhio tradisce stanchezza.

Inoltre Simon Pegg purtroppo è relegato in un ruolo meno incisivo del penultimo episodio e con lui latita anche la profonda l'ironia che, sebbene avesse dato un'impronta quasi comica alla serie, ne sanciva il timbro di godibilità di una visione di alto livello.

Le interpreti femminili  troppo plastificate non aggiungono niente da ricordare e il cattivo turno sembra imbalsamato da tempo.

Comunque tutti questi aspetti per così dire negativi non cambiano il fatto che il film faccia passare passare un paio d'ore col fiato sospeso pur sapendo che il personaggio principale non corre, per contratto, nessun rischio.
Nella realtà però, durante le riprese, Tom Cruise si è sderenato una caviglia e potete vedere la ripresa del drammatico incidente da varie angolazioni in questo spezzone tratto dal Graham Norton Show, pregevole talk-show prodotto dalla BBC.


Ovviamente vorrei concludere facendo presente che Henry Cavill ha un fascino davvero notevole, ma che probabilmente raggiungerà il suo meglio tra dieci o quindici anni, così come accade all'aceto balsamico tradizionale di Modena.

Ispirata da Henry Cavill vi consiglio dunque di provare questo splendido aceto, dell'Acetaia di San Matteo. Se siete appassionati non ve lo fate scappare.
Ovviamente sto parlando dell'aceto, che si può acquistare via web.
Henry Cavill no, ma vi metto una foto però...


venerdì 31 agosto 2018

Bedlam Club

Oggi il Cinefilante consiglia, consiglia e racconta.



Alcuni anni fa, nel mondo delle recensioni cinematografiche del web, apparve improvvisamente e come per vero miracolo, un utente che si firmava Bedlam.
In un'epoca dove sono più quelli che scrivono di quelli che leggono, fidatevi che Bedlam era decisamente da leggere.

In ogni intervento c'erano fuochi d'artificio, intelligenza, follia, metodo, cultura e divertimento allo stato puro. E mi si perdoni se non sono all'altezza di definirlo come meriterebbe, però giuro che lo sto facendo dal profondo del cuore perché di Davide Conti ce n'è uno ed è un essere unico e speciale e bisogna avere cura di lui, come direbbe il Maestro.

Ogni sua recensione era uno spunto per entrare in universo à la guerra lampo dei fratelli Marx, che per il tempo della lettura era come se ti facessero un balletto nella testa, lasciandoti solo la voglia di leggerne ancora.

Ad un certo punto però Bedlam cancellò tutti i suoi post pubblici (anche se in alcuni commenti su questo blog ancora si trova qualcosa) per evitare problemi di copyright, in vista di mettere insieme il materiale per la sua opera prima, e ci lasciò orfani del suo genio.

E' passato un po' di tempo e finalmente adesso abbiamo l'occasione di gustare l'opera compiuta.
Soprattutto abbiamo l'opportunità di sostenere Davide Conti nella pubblicazione del suo primo libro Bedlam Club che si può preordinare a questo link:

https://bookabook.it/libri/bedlam-club/

Ora... Voi lo sapete, io non sono una che fa petizioni o invita ogni due secondi a perorare una causa ma se vi dico che ordinando questo libro fate una cosa bella, per voi prima ancora che per lui, potete credermi.

E sapete bene che in questo mondo c'è un grande bisogno di fare cose belle.

Dunque, miei affezionati Lettori, voi che mi conoscete, che sapete bene come non mi sia mai prodotta in marchette internettiane, questo è il momento di credere in qualcosa e di dare la possibilità al Bedlam Club di vedere la luce attraverso il vostro contributo e realizzare un piccolo passo per l'uomo ma un gigantesco balzo per l'umanità!









domenica 26 agosto 2018

The Post, La la land e Ocean 8

Quest'estate ho visto solo tre film.
Tre film che insieme non ne fanno uno.



The post
Arena estiva di Marina Velca

Mea culpa, mea culpa, mea culpa.
Lo sapevo che era brutto ma di certo non immaginavo quanto.
Tom Hanks reduce da una recente imbalsamazione, Meryl Streep che gigioneggia in maniera ignobile.
Doppiato peggio di una telenovelas argentina dei primi anni Ottanta.

Perché continuare a parlarne quando si può sintetizzare una tale miriade di concetti in una sola parola?
Non ci spreco altro tempo: una merda!

Oltretutto si vedeva pure male.
Al momento di andare via, nella mia sconfinata ingenuità,  chiedo all'operatore: "Scusi... ma perché si vedeva così male?"
Risposta "Perché non era messo a fuoco e non ho voluto interrompere la visione per sistemarlo".



La la land
Arena estiva di Marina Velca

Non ricordo se ho già parlato di quanto non mi piaccia Ryan Goslin, di come i suoi occhietti piccoli e il suo perenne sorrisetto a mezza bocca non mi facciano pensare ad una simpatica faccia da schiaffi bensì ad una faccia di cazzo da prendere a legnate.
Questo per introdurre La la land, un brutto film che in molti hanno adorato.

Non ci vogliono poteri extra sensoriali per comprendere immediatamente che l'incipit posticcio, molto Grease, non porterà a niente di buono.

Ma la serata è fresca, siamo all'aperto in una bella arena estiva e la visione è pure gratis, decido di restare contro ogni buon senso. Qualcuno, giorni dopo, commenterà "alcune persone hanno proprio un feeling con il masochismo".

Dicevo, lui con quegli occhietti piccoli piccoli, lei invece con degli occhi sproporzionatamente grandi. Si conoscono, stanno insieme per un po', si lasciano, si rivedono per caso anni dopo e si lanciano uno sguardo che potrebbe dire;
a) è stato bello ma non avrebbe funzionato, è andata bene così..
b) abbiamo fatto male a lasciarci ma ormai è troppo tardi per noi...
Finito. Tutto qui. Canzoni decenti ma che di certo non mi compro il vinile.
Colori sgagianti.

Occhietti piccoli e occhioni grandi, ugualmente insopportabili.

Tornando a piedi verso casa, ascolto i commenti degli spetattori:
"Bellissimo! mi  è piaciuto davvero tanto!"
"Straordinario, loro sono bravissimi!"
"Bello veramente!"
"Oddio quanto m'è piaciuto..."

E niente, c'è da prendere in considerazione che sia io a non capirci un cazzo.


Ocean 8
Cinema Etrusco di Tarquinia

Praticamente hanno sbagliato a scrivere sulla locandina il film quindi il film francese previsto viene sostituito da Ocean 8.
OK, va bene, l'importante è che non sia diretto da Steven Soderbergh.
Si tratta di una rapina fatta da tutte donne.
Patinato, inverosimile e inconsistente che nemmeno la carta velina.
Dialoghi imbarazzanti e sceneggiatura che necessita di uno spiegone finale lungo metà film.
A distanza di nemmeno due settimane già non mi ricordo più nulla. E infatti è un film da dimenticare.
Esci dal cinema e azzardi anche che sia stata una visione piacevole.
Poi ritorni in te.



Abbinamenti cinematografici, parlando di rapine, solo per citarne uno a caso;
Uno splendido Jéan Pierre Melville con Le cercle rouge (titolo italiano I senza nome), con Alain Delon al massimo del suo fascino e l'immenso Yves Montand. Ciao Ocean, ciao proprio...

domenica 17 giugno 2018

La truffa dei Logan (Logan Lucky)


  • Sabato 17 giugno 2018, Cinema UCI a Porta di Roma, Sala 3, posti F3 e F4, spettacolo delle 22.20 che in realtà inizia 35 minuti dopo.
  • No, dico io, ma allora di' che inizia alle 22,55 no?
    Per ingannare quei 35 minuti siamo usciti all'aperto, salvo poi intristirci alla visione di orde di tredicenni seminude, che passavano la serata sulla terrazza di un centro commerciale.
    E ci raggiungeva anche la puzza di fritto del McDonald.



Qualche volta fa al cinema avevamo visto il trailer della truffa dei Logan e ci era sembrato pieno di brio, divertente, sufficientemente colorato e eccessivo.
Veramente fico Daniel Craig versione biondo platino! E dai, andiamo!

Non ci aspettavamo il film del secolo, né la rivelazione ultima sul senso della vita ma nemmeno di sperimentare la noia in così svariate e molteplici sfaccettature.

Io mi sono messa a osservare la mia vicina di posto, una signora di tre quarti di età, accompagnata da un giovaotto. Il figlio? Il toy-boy? Un nipote unico erede?
Chi può saperlo? E mentre mi facevo queste domande ne La truffa dei Logan non accadeva niente o meglio, le cose accadevano ma senza che il mio interesse venisse minimamente scalfitto.
Insomma, passa la prima mezz'ora e le nostre facce diventano icone di rassegnazione.

I personaggi sembrano essere tutti un po' squiibrati, quasi border-line, parlano tutti lenti, sbagliano le parole e litigano per futili motivi.
I tempi morti poi rallentano una storia già natural born inceppated.
In questo balaimme del nulla però uno di loro si rivelerà un genio della rapina, capace di ideare un piano che nemmeno la sorella folle dell'ultimo episodio di Sherlock, sarebbe riuscita a ideare.

A fine proiezione iniziano i titoli di coda e finalmente trovo un perché a tutto questo: un film di Steven Soderbergh.

Cazzo, dico, ecco perché!
Steven Soderbergh, colui che ha osato concepire il remake di Solaris, quello che ha dato vita alla saga dei vari Ocean stocazzo, il tizio che ha sdoganato il voyeurismo e reso felici branchi di pipparoli incalliti con Sex and lies and videotapes...

Il trauma mi riporta al momento in cui abbiamo fatto il biglietto, con una tessera grazie alla quale entriamo gratis.

Leggo il cartello alle spalle del cassiere, "Lo spettaolo avrà inizio dopo 35 minuti dell'orario indicato", faccio una smorfia che Gloria Swanson me spiccia casa ed esclamo: "Certo che 35 minuti dopo è veramente una cosa indecente!".

Il tizio per qualche secondo resta in silenzio, nemmeno alza gli occhi.
Sarà lì da ore e probabilemnte fino a quel momento è riuscito a farsi i cazzi suoi, poi evidentemente non può più resistere e risponde "E ringrazia Dio che manco paghi pe' vede' sto film!".

E come darti torto amico cassiere?

Abbinameno cinematografico, letterario e televisivo.
Prima di questo filmetto, per me di Logan esisteva solo la fuga, invece della truffa.
Prima vidi il film, che mi piacqua moltissimo, quindi decisi di comprare il libro, che ancora possiedo e infine adorai la serie di telefilm con il bel Gregory Harrison.
Sia il film che la serie sono entrambi datati ma il libro conserva ancora intatto il suo fascino.
Il messaggio comunque dovrebbe essere chiaro: Fuga di Logan sì, Truffa dei Logan NO.

giovedì 14 giugno 2018

Divagatia Magna: Tanti auguri a me!


Il Cinefilante ha da poco compiuto 10 anni e per festeggiare si autoassegna, a suo isindacabile giudizio, l'ambito premio/riconoscimento "Il Cinefilantino d'oro", dal valore di svariate migliaia di euro.

Vi ripropone  quindi 7 recensioni che apprezza particolarmente e in pieno impeto autoreferenziale, oltre a linkarle di seguito, aggiunge, seppur non richiesto, un ulteriore commento, una recensione della recensione.
 
Il condominio dei cuori infranti
Un piccolo capolavoro, si gode sempre nel rileggerla.

A ghost story (Storia di un fantasma)
La fantastica capacità di parlare bene di un film con delle caratteristiche mongolfiere.

La grande bellezza
Pare che Sorrentino l'abbia linkata a tutti i suoi amici, una delle sue recensioni preferite.

The tree of life
Osannato dalla Critica, stroncato senza pietà dal Cinefilante, chi avrà ragione? Indovinate un po'!?

Videocracy
Recensire un film senza averlo visto è possibile? Per il Cinefilante sì!

Il filo nascosto
Un capolavoro? Sì, ma del ridicolo!

Gli ultimi 10 minuti di Games of thrones - ep.5Perché parlare di una serieTV, di una stagione o di un episodio, quando 10 minuti dicono tutto?

 

E perché un'immagine di cornetti? Perché sono buoni e Il Cinefiante li adora!


martedì 12 giugno 2018

Senza distanza

  • Giovedì 7 giugno 2018, Cinema Farnese, nell'omonima piazza, ore 20.30
  • Regista e attori in sala
  • Per motivi conosciuti solo da sconosciute forze invisibili questo post è stato completamente cancellato dalla memoria del blog. E un po' anche dalla mia, visto che scrivo di getto e senza conservare delle bozze. A scanso di equivoci per il futuro comincerò a conservare ciò scrivo e nel frattempo cambio anche la password, non si sa mai.


Scritto e diretto da Andrea Di Iorio che con 15.000 euro ha fatto tutto e in otto giorni.

15.000 euro.

15.000 euro... in molti alla sua età ci avrebbero comprato una macchina e lui invece si gira un film e ci vince anche il premio per il miglior lungometraggio al New York City Independent Film Festival.

La storia è gustosa, un singolare bed & breakfast che offre di sperimentare la possibilità di una relazione a distanza a coppie in procinto di fare scelte di vita, per lo più per esigenze lavorative.
Ogni camera corrisponde ad una città diversa, con un differente fuso orario.
Presto però gli spazi comuni diventeranno però il teatro di un "carnage" a causa dell'arrivo di un deus ex machina, la bella e intensa Elena Avigo, che sovvertità le certezze degli ospiti, offrendo una visione della vita e delle relazioni del tutto inedita.

Una storia originale che come una bella canzone, che si può prestare a vari arrangiamenti, potrebbe facilmente, con minimi cambiamenti di registro virare  all' horror,  scivolare nella commedia erotica, esplodere nella fantascienza classica o strizzare l'occhio a The wicker man. 

Regista e sei attori affiatati operano un miracolo, in cui la mancanza di mezzi è una sfida vinta con la grinta della sceneggiatura e un bel lavoro sui personaggi e sulle loro facce.
Un cinema italiano di idee, come ce ne vorrebbe di più, che ti fa dire Dio santo ma allora è possibile!

Sarebbe interessante, oltre che decisamente un augurio, vedere cosa farebbe questo ragazzo con un budget di almmeno uno zero in più.


Abbinamento mangereccio con il mitico Antico Forno Roscioli in Via dei Chiavari 34,
tel. 066864045
, dove è impossibile non fermarsi per prendere una delle migliori pizze di Roma. 
O meglio. potete pure non andare ma vi perderete una gran pizza!