lunedì 2 febbraio 2009

Operazione Valchiria

  • Sabato 31 gennaio 2009, Cinema Savoy in Via bergamo, 17
Venerdì sera dopo un blando ballottaggio con "Il dubbio" abbiamo deciso per
Operazione Valchiria... discusso film su un fallito (ma questo la sappiamo...) attentato ad Adolph Hitler, con Tom Cruise, diretto da Bryan Singer, ex enfant prodige de I soliti sospetti.
Entro in sala aspettandomi uno spettacolone in grande stile e tutto sommato non posso dire di essere delusa... il film non è in discussione dal punto di vista cinematografico, belle scene, riprese ardite ma senza eccessi frivoli o virtuosismi, ricostruzione di grande respiro... la tensione però proprio non si sa dove sta di casa e considerato che già conosciamo il finale sarebbe stata auspicabile un po' più di suspance.
Ma non è questo il punto... c'è qualcosaltro che non mi convince...
Lo ammetto... non mi convince la storia soprattutto perché vera. Resta questo senso di fastidio di fronte a questi militari tedeschi inconcludenti che non riescono ad assestare una bella saracca in fronte al furher.
L'organizzazione dell'attentato è farraginosa... si direbbe quasi che gli attentatori siano degli sprovveduti. Nessuno disposto a sacrificarsi, a tirare fuori la pistola dalla fondina e scaricargliela in faccia. Abbiamo espressioni fin troppo comunicative, sguardi di dubbio e di paura fanno capolino più volte e mal si addicono a gelidi ufficiali in procinto di attuare un colpo di stato.
Quello che apprendiamo però (e forse questo è il vero messaggio) è che il fallimento del progetto comunque scaturisce palesemente dalla presa di posizione dei seppur antiquati sistemi di comunicazione.
In un'epoca dove non esistevano cellulari o internet, l'ufficio preposto a divulgare l'informazione, nel momento topico, fa la sua scelta e quindi la Storia. Si tratta forse di un messaggio in codice... qualcosa che ci vogliono far capire tra le righe? Che siamo tutti nelle mani di chi gestisce le comunicazioni?
O forse ci sarebbe anche da interrogarsi sulla totale credibililtà che questi mezzi di comunicazione hanno sulle masse... e su come queste siano pronte a ricevere acriticamente ciò che ogni giorno viene riversato sotto i loro occhi e dentro le orecchie.... come contenitori vuoti pronti a farsi riempire la testa di ciò che decide qualcun altro. Ma torniamo al film... decisamente non una prova delle migliori per Tom Cruise, che poverino invece ci teneva proprio tanto a questo progetto... pare che da piccolo sognasse di uccidere Hitler e che poi sia rimasto meavigliato dalla sua somiglianza con Stauffenberg. Tom parla di questa sua ultima fatica come di un film costruito su tensioni hithcokiane... ma dico io.. Tom l'hai mai visto un film di Hitchcock?
Per quanto riguarda il resto del cast... del tutto anonima e sprecata la partecipazione di Terence Stamp, inutile quella di Kenneth Brannagh, sotto utilizzata quella della bravissima Carice von Houten, protagonista assoluta del ben più tensiolitico Black book. Che dire.. un film molto freddo che tende al ripiegarsi su se stesso, fatto di belle divise, di geometrie pulite, ma privo di un'anima. Incomprensibili tutte le polemiche in fase di lavorazione... pare che in Germania ci siano leggi severissime sull'uso della svastica a scopi "artistici" e che quando si rende necessaria la sua esposizione debbano riprodurla con dei particolari cambiati. Bryan Singer però, in un impeto simile a quello del miglior Luchino Visconti, ha voluto la riproduzione esatta della croce uncinata, creando scompiglio e proteste...
Bisognerebbe spiegare ai discendenti dei tedeschi nazi che non è la modifica nell'inclinazione degli angoli o lo spessore delle linee a poter cancellare infamia e abominio.
I simboli hanno un significato per l'uso che se ne fa, per il valore che si attribuisce loro e non è cancellando il simbolo che si cancella un passato ingombrante.
Insomma un film che si lascia vedere ma che non aggiunge un gran che alla storia, non approfondisce più di tanto gli aspetti psicologici... mentre io sono anni che mi sogno un bel film che tenti di mostrare che cosa gli passasse realmente per la testa ad un'intera popolazione...
Insomma se non avete troppe pretese e subite il fascino della divisa forse Operazione Valchiria non vi deluderà ma state sicuri che non scuoterà i vostri sonni e non aggiungerà nulla di nuovo a quello che non sapete... Per molti ciò potrà essere molto rassicurante ma al Cinefilante sembra solo tempo sprecato... Fate un po' voi...

Questa volta farò un abbinamento incrociato... si tratta di un luogo L'Istituto Giapponese di Cultura in Via Gramsci, 74 - 00197 Roma tel. 063224794. Oltre ad essere un bellissimo luogo molto attivo culturalmente (organizzano mostre, conferenze e chi ne ha più ne metta) è anche un luogo di cinema che al momento sta ospitando una rassegna cinematografica piuttosto interessante "Kashiko Kawakita: una donna per il cinema". Siete avvertiti.. lingua originale con sottotitoli in inglese... ma confido che tutto ciò non sia un impedimento alla visione!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

"...Siete avvertiti.. lingua originale con sottotitoli in inglese... ma confido che tutto ciò non sia un impedimento alla visione!" ...sarebbe peggio il contrario...

Ballestrero ha detto...

Stavolta il commento al film si avverte bello carico di sentimento: delusione, aspettativa mancata, riflessione sulla società! Complimenti! Ma è stato il bagno turco a sciogliere le membrane cerebrali in modo così completo? Se è così, corro a farlo anch'io! Bravo Cinefil!