giovedì 13 gennaio 2011

La bellezza del somaro


Visto il trailer di questo film ho espresso la seguente opinione:
Dio santo che schifo... ma nemmeno se mi pagano tanto oro quanto peso (e mi converrebbe visto che non sono una silfide) vado a vederlo!

Detto ciò qualche giorno dopo mi apprestavo a cercare parcheggio nei dintorni del King di Via Fogliano che si sa è sempre un casino trovare il parcheggio e non mi avevano nemmeno pagato oro....
Prendiamo posto e il film inizia provocandomi uno di quei fastidi esistenziali che scena dopo scena prendono forma in un'insofferenza allucinante. Passati quei dieci minuti in cui rivedi tutta la tua vita all'ombra di quell'orrido compromesso in cui hai accettato per amore di sottoporti alla visione di un film italiano e per di più uscito sotto Natale, ho iniziato particare una forma di meditazione autoguidata che mi ha permesso di distogliermi da pensieri cupi e minacciosi.
Scena dopo scena il somaro comincia a strapparmi qualche increspatura delle labbra, qualche risatina e me lo comincio a guardare con più attenzione.
La Morante che urla come al solito... Castellitto che gigioneggia, Giallini che è Giallini (e quindi è fico!)... un fracco di personaggi che gli tocca metterli tutti insieme nel casale in Toscana se non si vogliono spendere centinaia di migliaia di euro in riprese di qua e di là.
Le generazioni sono tutte coperte... dall'adolescente alla nonna... le professioni pure sono esplorate in parecchie direzioni e così pure le manie e le incongruenze dell'essere umano.
Ragazzi.. io alla fine il film me lo sono goduto però diciamo la verità... si tratta di un cinepattone, incartato meglio e col fiocco di raso ma sempre di un cinepanettone si tratta.
Onore a Castellitto che ha scelto Lola Ponce (che in quanto a culo a Belen non gli deve invidiare nulla) facendone solo intravedere le grazie per distinguersi dai suoi ben più sguaiati colleghi.
Indubbiamente il somaro ha anche qualche pretesa di regia, alcuni accenni lievissimi ad un certo surreale ma alla fine si ricordano più le sitiuazioni divertenti, alcune battute e la caratterizzazione estrema di qualche personaggio.
Cosa c'è di male in tutto questo? Francamente nulla se non che l'ambientazione upper class è un po' stereotipata e che forse un par di schiaffi a una figlia del genere bisognerebbe darglieli. Altrochè!
Comunque nel consueto panorama del nostro cinema questo non sarà una pietra miliare ma forse potrebbe essere uno step verso un sano cinema di intrattenimento che i coniugi Castellitto dimostrano di poter fare. Chissà....

 Per la gioia dei miei lettori che mi fanno notare la loro predilezione per gli abbinamenti mangerecci segnalo il comunque conosciutissimo ristorante Le Bistrot, specialità vegetariane, francesi e cucina classica. In via delle Sette chiese, 160 tel 065128991.
Un indirizzo dove si va sempre sul sicuro, piccolo, curato, con tante proposte gustose. Un posto dove torno sempre volentieri!

5 commenti:

Silvietta ha detto...

Ciao Marlucchina!^_^Essì ben venga un sano intrattenimento nostrano...
Comunque non l'ho visto, recupererò

veri paccheri ha detto...

ciao cinefilante! trattasi di vero cinepanettone confezionato meglio, venduto come comicità d'autore x famiglie. lpho guardato perplessa e nemmeno ho riso tanato, purtroppo, me la sarei spassata di più s eci fossi riuscita eheh
l'intento poteva anche esserci, quello di un film dove parlare di problemi di genitori che non sanno dire di no, ma tutto tragicamente cade nel grottesco.
la morante urla sempre, cavolo, è vero!! non le fate fare la commedia, per favore..
ciao!

Il cinefilante ha detto...

il fatto di aver apprezzato forse un tantino di più il film secondo me deriva anche dalla forte connotazione romanesca in cui non posso fare a meno di identificarmi! Di fatto il film è quello che è... :-|

Anonimo ha detto...

a mè invece il film è piaciuto molto..la Mazzantini finalmente allegerita da certi pesi autoriali e Castellitto alle prese con un film d'assalto, che trita luoghi comuni e italiche progenie...

nickoftime

Lefrancbuveur ha detto...

Non conosco quel locale. Ci andrò e ti farò sapere che ne penso.
Un saluto.

Enrico