venerdì 12 settembre 2008

X-files: I want to believe

  • 11 settembre 2008 Cinema Odeon di Piazza Jacini…
  • All’uscita del cinema la gioventù di Vigna Clara, con macchine di grossa cilindrata, sgomma a velocità inaudite come fosse posseduta dal demonio… Visione ben più inquietante del film…
Chi ha seguito l'incedere delle stagioni televisive di X-files non si potrà esimere dalla visione… C’è la curiosità ma soprattutto ci sono le allucinanti baggianate che scrivono i giornalisti che pedissequamente riportano cartelle stampa furbette e (quelle sì) fantascientifiche…
Si era detto che questo film chiudeva il cerchio, che la storia era talmente unica da aver costretto la produzione a scrivere delle finte sceneggiature per fare i provini. Frescacce!
Ci troviamo di fronte ad un film che a livello di scrittura è un telefilmone, prendiamone atto e prendiamolo così come ce lo propinano...
La prima delusione è l'assoluta mancanza degli argomenti trattati nella prestigiosa serie… gli alieni sono ridotti ad una citazione su di un poster, che sembra dimenticato sulla parete di un adolescente attempato... quei fatti, un tempo inspiegabili, che lasciavano quel senso di irrisolto e di vaga inquietudine sono vacanti, gli intrighi, le cospirazioni, l’ambiguità che caratterizzavano i personaggi (la stessa Scully) sono totalmente dissolti come nella routine di un matrimonio che si trascina stancamente. “I want to believe”… ma de che???
Ecco quindi che il telefilmone scorre come un qualsiasi episodio, di quelli che però non restano negli albi d’oro, bensì classificati tra quelli un po’ più ordinari, quasi dimessi.
David Duchovny reduce da Californication, serial ad alto tasso scopereccio, nonostante tutto non riesce a togliersi dalla faccia quell’espressione da giovane seminarista asessuato che vuole tanto bene alla mamma, Gillian Anderon invece mostra i segni del tempo che passa con uno stile invidiabile e ne acquista in fascino, esaltato anche dalla fotografia personalissima di Bill Roe. Sembra quasi ci sia il tentativo di ammantare la pellicola di una patina leggerissima di incertezza, non ci troviamo di fronte a luci nette e a contorni decisi ma ad un’opacizzazione accennata che crea un certo calore nonostante le scenografie innevate.
Ad affiancare i due protagonisti assoluti la bella ma irrimediabilmente mascolina Amanda Peet, un’attrice che nonostante le innumerevoli prove non riesce ad ottenere la consacrazione di una Julia Roberts o di una Nicole Kidman…. Poi c’è Bill Connolly nella parte del prete sensitivo e pedofilo che, testuali parole, si è “infilzato” ben 37 chierichetti…
E forse questo aspetto scabroso è l’unico tentativo di dare uno spessore alla pellicola, nell’accenno a disquisire del bene e del male e su quale parte dio abbia in tutto questo…
Se vogliamo trovare un pregio a questo film forse l'unico è quello di riportare momentanamente indietro nel tempo, ad un periodo in cui per svariati anni si sono condivise le avventure dei due agenti dell’effebìai. E' come ritrovare dei vecchi amici che non vedevi da tempo... Ed è appunto questo l’unico motivo per cui qualcuno dovrebbe andare a vedere I want to believe che altrimenti risulterebbe assolutamente incomprensibile la caratterizzazione dei personaggi e soprattutto la relazione che c’è tra di loro.
La storia fa acqua da parecchie parti e non si autosostiene al di fuori del telefilm originario.
E questa è una cosa allucinante.. cercare di trasformare l'opera cinematografica, unica e compiuta, in una fiction a puntate...
Il finale poi…. Trafigge come una pugnalata alle spalle… I due “eroi” su una romantica barchetta ci fanno ciao ciao con la manina come se fosse il filmino delle vacanze di due imbecilli in vacanza a… vabbè non lo dico se non tutti quelli che vanno in vacanza lì si offendono….
Insomma non ci hanno risparmiato nemmeno sta cosa un po’ indegna, tra l’altro messa a tradimento alla fine dei titoli di coda (che solo io e il Ballestrero siamo rimasti a vedere mentre le altre 4 persone presenti in sala si sono dileguate, perdendosi sdolcinato epilogo).
Un plauso comunque alla regia di Chris Carter, regista storico della serie che riesce a fare un lavoro di cinema totalmene svincolato dai tempi e dalle convenzioni televisive. Peccato che senza una storia coi controcojoni tutto ciò non basti a fare di I want to believe un buon film… è solo l'ennesimo prodotto ben confezionato ma senza sostanza... e non se ne può proprio più...
E peccato anche che ormai il pubblico nemmeno se ne accorga più che mancano le storie, precipitandosi al cinema comunque, richiamata solo da pubblicità ingannevoli, consuetudini e automatismi, tuttalpiù da un nome di richiamo. E se ormai è così.. chi glielo fa fare ai produttori di cercare storie valide?

Abbinamento con il ristorante attiguo al cinema ovvero il Ristorante Jacini, nell'omonima piazza al numero 19, tel 06 36381581, sempre pieno di gente alla faccia della crisi. Un faro nella desolazione notturna di un quartiere dove è impossibile trovare qualcosa di aperto. Funziona anche da bar ed è perfetto per un caffè precinema, hanno il forno a legna per le pizze e l'immagine del locale è molto curata... Prezzi adeguati alle auto di grossa cilindrata che sgommano nella piazza...
Al piano di sopra della strana struttura che potremmo definire un centro commerciale ante tempore troneggia un altro ritorante dal simpatico nome "Ta dà dattà" che si pubblicizza come osteria. Andrebbero provati entrambi ma al momento in lista d'attesa ho un nuovo ristorante indiano di cui spero di poter raccontare a breve... gnam!

6 commenti:

veri ha detto...

il film è un vera bufala, ai limiti del weirdo.
che delusion.. almeno in sala, se porprio non ci si va da soli, si riesce pure a ridere.. :-)
la tua rece invece è come sempre fantastica. complimenti

lefrancbuveur ha detto...

visto che sei appassionata di cinema, che ne pensi di questi film che usciranno in questo mese?
...chez le ch'tis (non ricordo il titolo)
e quel film belga on the road di cui si parla bene
ciao
lefrancbuveur.blogspot.com

mangiafuoco ha detto...

Quoto tutto. Il film è una vera ciofeca e di X-Files non ha proprio niente (purtroppo nemmeno Mulder&Scully, ridotti a coppietta di Peinet).

x Lefrancbuveur

Sarà meglio prima vederli i film di cui scrivi, o no ? pensarne qualcosa senza averli visti è un po' come descrivere un ristorante per averne visto il sito web... ;-)

Leo

Il cinefilante ha detto...

ciao veri grazie dei complimenti!

ciao enrico! i film non li ancora visti ma il cinema francese ce l'ho nel DNA quindi sicuramente li andrò a vedere... resta sintonizzato!

ciao Leo mangiafuoco! sto film fa schifo a tutti eppure sta diventando campioni di incassa... roba da matti!

Ballestrero ha detto...

Cinefilante, come al solito hai dato il meglio di te in questa recensione! Mi congratulo per gli inserti di immagini che hai fatto nel post, ma dove è uscito fuori il poster dell'ufo di Mulder? Complimenti per la ricerca!

lefrancbuveur ha detto...

ciao cinefilante, (non so il tuo nome e allora ti chiamo cosi)
quando li andrò a vedere anche io, ci confronteremo.
Anche io amo il cinema francese e quindi forse il mio giudizio può esserne influenzato.
ciao

Enrico