martedì 16 dicembre 2008

Ultimatum alla terra

  • Sempre Gaumont Opera ma in sala 1, grande e di forma circolare con un particolare soffitto scolpito.


Non credo che a Roma sarei andata a vedere Ultimatum alla terra ma a Parigi non c'era molto da vedere ad una walking distance dall'albergo e quindi non abbiamo resistito alla prima di questo remake.
I remake mi fanno tristezza, denotano mancanza di idee, creatività inesistente e poco coraggio. Eppure non è che in giro manchino talenti capaci di tenerti inchiodata di fronte ad uno schermo... basti pensare a Lost, tanto per dirne uno.
L'originale lo vidi a casa, durante la fiera di Roma facevano i film la mattina, che facevo le scuole elementari... ha animato per anni i miei incubi con robot e alieni che venivano a rapire mio fratello durante la notte.
Insomma Ultimatum alla terra e Il pianeta proibito (con i suoi mostri dell'Id) hanno segnato la mia infanzia gli prendesse un colpo a tutti e due.
Rivisti in età adulta sono totalmente neutri ma evidentemente a 8 anni qualche impressione te la fanno.
Qui abbiamo Keanu Reeves sempre più asessuato e sempre più incapace di articolare un espressione diversa da quella dello straniamento.
Un caso particolare quello di Keanu... molto simile a quello di Schwarzeneger. Entrambi hanno interpretato alcuni film cult degli ultimi vent'anni, decretandone il successo e senza servirsi dell'espressione facciale, restando al di fuori dei personaggi.
Come dire che all'Actor's Studio hanno sbagliato tutto...
Hanno fatto scelte ragionate... un terminator privo di sentimenti per esempio oppure un Neo matrixiano che per tutto il film sembra chiedersi "sogno o son desto?".
Anche qui Keanu viene sbozzolato da una placenta gelatinosa, come clone di un essere umano visto che l'entità klatu si è evoluta oltre il corpo. Al posto dell'ingenuo disco volante di matrice edwoodiana abbiamo le più attuali ed esoteriche sfere di luce (che da anni sono avvistate un po' ovunque nel mondo e che hanno dato vita ad una vasta letteratura suull'argomento).
Di fronte a questa attualizzazione della simbologia aliena stona il robottone gigante antropomorfo che però poi si trasforma in uno sciame assassino e devastatore.
La bella di turno è l'anoressica Jennifer Connelly e poi abbiamo anche l'immancabile bambino, un adorabile cucciolo di colore tutto ricci e mossette. A dire la verità un po' stronzetto e guastafeste ma alla fine si redime pure lui del resto è il figlio di Will Smith!
Alla fine si redimono tutti... la terra non viene distrutta e l'ultimatum è stato un falso allarme.. un po' come il Tevere che doveva inondare la capitale.
Il film se ne vola via tra scene di azione e conversazioni tagliate con l'accetta, in cui la mancanza di sfumature rende tutto un po' noioso.
Abbiamo una Cathy Bates, capace in genere di dare vita a personaggi arguti, saggi, dolenti ma sempre e comunque indimenticabili che invece viene sprecata come un'ottusa segretaria alla difesa. Ma poi si redime anche lei.
Voi direte.. ma si redimono tutti?
E certo perché se non si redimevano il film avrebbe avuto un finale diverso...
Cosa posso dire... operazione del tutto inutile alla quale avrebbe giovato una storia ben più corposa ma tutto sommato con un minimo di interesse pèer chi non conoscesse già la vicenda.
Interessante il cambiamento del presupposto... nella versione del 1951 il robottone doveva insegnarci ad essere pacifici.... nel 2008 ad essere ecologisti.
Cambiano i pericoli ma non la minaccia della distruzione a causa dell'imbecillità dell'essere umano...
Un paio di momenti carini: il primo quando Klatu/Keanu incontra un alieno che da anni vive sulla terra sotto forma di cinese... è bello pensare che acconato a noi vivano esseri di altri mondi... e a ben guardare a volte guardi una persona e ti sembra proprio che sia di un altro pianeta...
Il secondo nel momento dell'incontro tra Klatu e il mitico professore vincitore del premio Nobel per la fisica, interpretato da Sir "Monthy Python" John Cleese... in cui due menti superiori quasi non hanno bisogno di parole perché è sufficiente la percezione...
Alla fine c'è un messaggio, c'è la speranza, ci sono tanti momenti di suspance... poteva essere il masterpiece del decennio invece si dimenticherà in fretta e nella memoria rimarrà quello del 1951. Klatu barada niktu...

Abbinamento sempre mangereccio con una panetteria sempre nel 2nd arrondissement "Au bon pain d'autrefois" in piazza Notre Dame des Victoires (alla quale va dato sicuramente uno sguardo)... a mio avviso veramente notevole la produzione di pani e croissant maè anche una questione esterica visto che la bottega mantiene intatta la sua decorazione settecentesca di mattonelle dipinte... Allez y se siete in quella zona!

3 commenti:

Anonimo ha detto...

quando si dice... un approccio comparativo non banale! Ovunque ho letto sul confronto tra gli attori protagonisti dei due film, tra le differenze e le affinità... ma il paragone Keanu-Swarzenegger è SUPERLATIVO! Quanto agli alieni tra noi... è vero, a volte la gente che ci circonda sembra di un altro mondo. Fortuna che per lo meno io sono normale (almeno finché non avrò riparato il carburatore a questa maledetta navicella, e poi ve la do io l'umanità che si redime... vi friggo tutti coi raggi gamma UAH! UAH! UAH!!!). Un abbraccio, bedlam

Il cinefilante ha detto...

grazie bedlam! sono onorata dal fatto che continui a seguirmi anche ora che sei diventato famoso!

Anonimo ha detto...

famoso... ancora non ho nemmeno ricevuto il nobel per la letteratura...