martedì 15 settembre 2009

Videocracy

  • N.B. Recensione senza aver visto il film...


Alcuni anni fa mi stavo facendo fare un bel panino integrale con le zucchine grigliate e la mozzarella dalla ragazza del panettiere sotto l'ufficio...
Visto che io sono una gran simpaticona e tutti quelli che incontro provano l'irresistibile voglia di conversare con me... la tizia mi disse: "Quant'è bbbono Costantino....".
Io... sempre pronta ad informarmi su un bel fico... le chiesi: "E chi è Costantino...?", sperando per lei che fosse il suo fidanzato...
Invece no, mi sbagliavo. Costantino, che Barbara mi mostrò su "Chi" di quella settimana, era l'essere più boro che avessi mai visto....
Ma il danno ormai era fatto... Ormai sapevo chi era Costantino... da quel momento ogni volta che sentivo pronunciare il suo nome potevo associarlo ad una faccia (da culo) e ad uno stile televisivo (defilippiano).
Che brutta cosa... invasiva, fastidiosa, non richiesta...
E come far capire a Barbara il danno che mi aveva fatto?
Lì per lì chiesi uno sconto sul panino alle zucchine... e da quel momento pretesi di pagare sempre una tariffa forfettaria per quel che mangiavo, eccheccazzo.
Ragazzi ma di che stiamo parlando?
Ah sì di Videocracy....
Bè... ma ce voleva un film per capire che la televisione non andrebbe mai accesa?
Che la scusa di coloro che "guardano il telegiornale" è vecchia come il cucco?
Che il teletubbies sono l'anticamera di bambini allucinati e allucinanti?
Che brutta cosa la televisione... che ti abitua a restare seduto a casa tua quando potresti uscire di casa...
Che non ti fa pensare a niente dopo una giornata di ufficio...
Che ti insegna a cucinare senza gustare i sapori...
Che ti convince che quello che vedi ti piace ed è molto fico...
Ma soprattutto che cosa oscena avere il salotto di casa costruito intorno al televisore, come se fosse un caminetto attorno al quale raccogliersi per un po' di tepore.
E poi... pensare che oggigiorno sia impossibile vivere senza il televisore, essere fieri di questa affermzione, esserne profondamente convinti tanto da non pensare mai nemmeno per un secondo di farne a meno.
La teledipendenza quando fa rinunciare alla vita, all'agire, quando ti fa interessare più ai cazzi di Mara Venier che a quelli di tuo figlio o di tuo marito è di uno squallore allucinante e molto più deleteria di qualsiasi droga per la quale ci si indigna al solo pensiero...
Detto ciò... abbiamo veramente bisogno di guardare questo videocracy, sapientemente lanciato da un trailer censurato?
Io dico che Videocracy lo vediamo tutti i giorni, che lo alimentiamo e sostentiamo con i nostri desideri appannati di velinaggio convulso, rispondendo al quiz prima ancora del concorrente di Canicattì che ha appena salutato la mamma, il cugino Astrubale e tutta la squadra di palla prigioniera della parrocchia del paese.
Videocracy siamo noi ogni volta che ci viene la curiosità di sapere gli affari di qualcuno che non conosciamo.
Sapete che c'è... io Videocracy non ci perdo tempo nemmeno a scaricarlo da Internet...
per quanto mi riguarda se ne può andare a fanculo... insieme a tanto altro "cinema" che non ha più nulla di questa nome...

Abbinamento a uno dei miei film cult Farenheit 451... Ray Bradbury incontra Truffaut e ne esce un capolavoro con la faccia dolente di Oscar Werner. Purtroppo è in arrivo un remake... ma voi... guardate l'originale....


6 commenti:

lefrancbuveur ha detto...

senza peli sulla lingua, eh? ;)

Il cinefilante ha detto...

azz... e io che ho fatto appello a tutti i miei pochi freni inibitori per contenermi... ;-)

veri paccheri ha detto...

cavolo, caro cinefilante, concordo con te! ero curiosa di vedere il doc, ma valutando convego che non aggiunge molto al già stra-visto. direi che forse potrà essere un buon mezzo di informazione per i paesi esteri, come per dire loro, "guardate, in italia lasciamo che la tele sia questa roba oscena e vuota che ci svuota".

Il cinefilante ha detto...

ma dai... vai... e poi ci dici...!

Anonimo ha detto...

"Ma soprattutto che cosa oscena avere il salotto di casa costruito intorno al televisore, come se fosse un caminetto attorno al quale raccogliersi per un po' di tepore" - io non ce l'ho messo il televisore perché stonava con l'arredamento... l'ho piazzato in un angolo in un'altra stanza, giusto se ho qualche bel dvd da vedere...

Ballestrero ha detto...

Mi era sfuggito questo splendido commento, davvero molto bello! Anch'io mi chiedo come si possa vivere di tv. E' per questo che preferisco il computer: non è collegato all'antenna e ci vedo solo film. Altro che tv on demand...