lunedì 6 dicembre 2010

Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni

  • Folgorata sulla via di Damasco da questo orrido Woody Allen che sconsiglio apertamente posticipo la recensione di Potiche che per altro è un film gradevole e carino!
  • Cinema Embassy di Via Stoppani, pubblico d'età alle sei del pomeriggio
 

Uno dei punti più bassi toccati da Woody Allen da quando ha perso totalmente la sua vena creativa e si esprime esclusivamente attraverso una mera ripetizione di schemi, cast calibrati e inutilità varia.
Il buongiorno si vede dal mattino con la musichetta anni quaranta che Allen (come Renzo Arbore) si ostina a piazzare ovunque, un logo stantio e posticcio che vorrebbe farci ricordare fasti oramai dimenticati.
Poi l’orrida voce narrante che ci avverte furbescamente… la vita non significa nulla.
Si scomoda addirittura Shakespeare per giustificare una tale idiozia e mettere le mani avanti per giustificare l’assenza di significato nel film stesso.
L’orrida voce poi sarà un espediente lungo tutto il film per raccontare didascalicamente ogni snodo che il regista (addio Maestro..!), si è dimenticato di girare.
Uno sbiadito Anthony Hopkins si invaghisce di una simil Lady Gaga, uno zoccolone che gli dilapida il patrimonio. Naomi Watts litiga con la madre perché non le da i soldi  per aprire una galleria d’arte. Il faccia da cretino Brolin ruba un romanzo che lo possa portare al successo (economico).
Alla base di tutti i rapporti sembra non esserci più spazio per i sentimenti ma solo per i soldi.
Tutti conducono vite al di sopra delle loro possibilità economiche, vite vendute senza un minimo di passione.
Non dubito che sia così ma Allen dimentica di farci vedere cosa succede un momento prima di addormentarsi, quando spesso e volentieri in un impeto di realtà svelata capita che la consapevolezza ci faccia visita e non ci faccia prender sonno.
Resta tutto in superficie questo esercizio di stile in cui sono tutti bravi ma anche molto inutili.
Spero che l’anno prossimo Allen ci risparmi il suo cinepattone d’autore e magari si dedichi al clarinetto di arboriana memoria.

Rispolveriamo l'opera di Allen dagli esordi fino al suo ultimo film alleniano "Harry a pezzi".. tutto il resto si può dimenticare in quanto già visto, stantio, ripetitivo e inconcludente....

3 commenti:

veri paccheri ha detto...

non ho visto il film e da quanto leggo si tratta di una sbandata..davvero un peccato.. e dire che, sempre se non ricordo male, antonio d'orrico, su radio raiuno, ne ha parlato come di un piccolo gioiello.... mah...

Alfiere111 ha detto...

Si figurati... anche io una volta mi fidai della recensione di una critica di professione, vagamente nota, e della quale mi fidavo, ma a quelli basta che li paghi e ti parlano bene pure dei film dei Vanzina.

Concordo assolutamente con la recensione di Cinefilante invece. La svolta dei film più recenti mi era abbastanza piaciuta, ma quest'ultimo è è proprio inutile.

Il cinefilante ha detto...

Il piacere che può dare (o meno) la visione di un film è sempre molto soggettivo... ma in questo caso io direi che non si rischia niente ad aspettare un passaggio televisivo per dare la propria valutazione...
il critico professionista ha compito ingrato se vuol essere credibile e non solo un venditore di fumo!
Io confesso di preferire la libera ribalta dei bloggaroli appassionati alle firme famose....