giovedì 17 maggio 2012

Festival del Cinema Spagnolo, piccolo resoconto



Si è concluso il 10 maggio il secondo Festivale del Cinema Spagnolo al Cinema Farnese, nell’omonima piazza romana, per l’occasione sponsorizzato dalla Persol.
La manifestazione è stata organizzata con passione ed è stata premiata con un riscontro di pubblico al di sopra di qualsiasi aspettativa, lunghe file si sono dipanate per la piazza creando scompiglio tra i ristoratori che si lamentavano di non riuscire a far affluire i clienti.
Molti film sono stati seguito da incontri con registi e attori e c’è stato uno bello scambio con il pubblico che è potuto intervenire attivamente con domande e commenti.
Un’esperienza piacevolissima che mi auguro poter ripetere l’anno prossimo!
Di seguito un piccolo resumè dei film visti…



Tre eterogenei cugini in una commedia velata di malinconica sulla vita, le scelte, gli amori, sul tempo che passa e su come si cambia. Divertente! Potrebbe avere un buon successo anche qui da noi!




Ripescaggio di una pellicola che in Spagna ha avuto un grande successo. Coppie, equivoci e tradimenti con inserti musicali e danzanti. Divertentissima, ben interpretata, strano che non ne abbiano fatto un instant remake a Hollywood il giorno dopo.




Bianco e nero eccessivamente citazionista nell’impostazione e nell’inquadratura. Storia di un’alienazione annunciata che scaturisce dal nucleo più oscuro che esista: la famiglia.
Forse all’inizio degli anni Novanta sarebbe potuto essere folgorante ma oggi non dice nulla di nuovo.




Ultimo tango a Parigi forzato, girato in “un quarto de baño” madrileno. Interessante i ribaltamenti psicologi e l’analisi del rapporto tra il vecchio e la ragazza. Con una mezz’ora di meno avrebbe anche una certa commerciabilità altrimenti preclusa. Dialoghi cinici e brillanti, intepreti (due) ben diretti e quasi in stato di grazia.


1 commento:

Old man ha detto...

io partirei per sempre, se solo potessi!!!

OT ma non troppo: c'è un interessante locale dalle parti di piazzale Ionio, si chiama El Duende, cucina spagnola nel niente della periferia romana. Non a buon mercato (nonostante la "location") ma nei fine settimana un vero spettacolo di flamenco senza costi aggiuntivi

Olè!