mercoledì 30 maggio 2012

Il dittatore


  • Lunedì 29 maggio 2012, Anteprima Cinema Barberini nell'omonima piazza



Intelligente e divertente, ironico fino al sarcasmo e senza nessuna traccia dell'odioso politically correct, il dittatore non lascia tregua allo spettatore per la valanga di battute al vetriolo e di situazioni che spaziano dal surreale al greve spinto, praticamente dai Monty Python ai Soliti Idioti passando per Zoolander.
Sacha Baron Cohen, talentuoso show-man di  matrice televisiva, finalmente riesce a fare cinema degno di questo nome, dopo Borat e Bruno, che erano nient'altro che una serie di sketch strampalati assemblati alla meno peggio, scrive una sceneggiatura assolutamente geniale in cui, facendo credere di parodiare un dittatore mediorientale, si prende la libertà di farsi beffe degli Stati Uniti e delle falsità del suo sistema politico.
Nessuno viene risparmiato in questo bailamme di personaggi pensati per dare ognuno il peggio di sé.
Alcuni momenti sono francamente irresistibili e destinati a entrare nella storia della comicità.
Direi da non perdere, senza indugio!

Abbinamento commovente per la scoperta di una pizzeria del tutto sconosciuta ma a livelli altissimi che merita una recensione a parte. Usciti dal cinema e facendo i primi commenti a caldo, il prode Ballestrero oltre ad aver partorito una delle sue sentenze più vere "la falsa modestia è la forma più subdola di orgoglio" ci consiglia di mangiare al ristorante attiguo al cinema. Si poteva pensare ad un posto acchiappa turisti ma il Ballestrero è una garanzia assoluta. Vera pizza napoletana e quando dico vera... dico vera... patatine fritte NON surgelate e tutta una serie di sfizioserie come la mozzarella in carrozza e napoletanità varie ed eventuali. Inoltre da segnalare, oltre i prezzi da pizzeria di quartiere, un servizio di una cortesia e di una professionalità raramente riscontrabili (purtroppo) nella nostra città.
Rimasta quasi scioccata dalla scoperta chiedo al cameriere "Quando avete aperto?"
Risponde "Sono undici anni signora...."
Ribatto "Con questa gestione?"
E devo dire che speravo mi rispondesse che in realtà la gestione era cambiata da soli 6 mesi, perché è incomprensibile come un posto del genere, in pieno centro e con una tale qualità, sia rimasto nascosto tutto questo tempo... invece la risposta è stata "Sì con questa gestione...".
Ecco a questo punto mi sento veramente di consigliare Terrazza Barberini, in via Barberini 16A tel 0642014596. Si entra dal bar/pasticceria sottostante, salite al primo piano e oltre ad una splendida pizza vi potrete pure godere il mangiare all'aria aperta con vista sulla fontana del Tritone....
E mi raccomando... fatemi sapere....



domenica 27 maggio 2012

Cosmopolis


  • Domenica 27 maggio 2012, Cinema Admiral in Piazza Verbano, spettacolo delle 20.20
  • Poche persone in sala che alla fine si lamnetavano "Non è possibile, non è possibile..."



 Le architetture dei massimi sistemi dipendono da una prostata asimmetrica. I flussi possono essere solo interpretati, essere in sintonia per comprendere e cavalcare l'onda diventando uno degli uomini più ricchi del mondo al contempo schiavo virtuale di una catena di montaggio senza padroni.
Governando il suo impero dall'interno di una Limousine insonorizzata, filtro e scudo della vita che scorre al di fuori nella sua inutilità, l'ex vampiro glitterato, con quella faccia da rincoglionito cronico, assiste impotente al tracollo delle sue immense ricchezze.  Anello mancante tra singolo e sistema ma soprattutto metaforico riflesso di una civiltà in piena decadenza e allo sbando il protagonista tra sommosse cittadine e lanci di topi morti non può fare a meno di percorrere la sua strada verso la distruzione annunciata.

Condito da dialoghi per lo più surreali, squarciati occasionalmente da teorie o più che altro realizzazioni sull'andamento della nostra epoca Cosmopolis pur trattando un materiale intrinsecamente cronenberghiano    ha il limite di non dirci nulla di nuovo e di andare poco al di là di un trattato di Jeremy Rifkin. Ecco se Cosmopolis fosse uscito vent'anni fa sarebbe stato visionario e profetico, oggi si limita ad essere la fredda messa in scena di una deriva annunciata. Un tentativo posticcio, una cronaca fuori tempo massimo che nulla ha a che vedere con la potenza eversiva degli esordi del regista. Imperdonabile la scelta di Pattinson.

Volete provare l'ebbrezza di una giornata in limousine a Roma? Con l'abbinamento di oggi potrete farlo... e se volete potete anche affittare un autobus per una festa, alla facia di David Cronenberg! ;-)

venerdì 25 maggio 2012

La fine del Dottor House


Quando poco più di otto anni fa lanciarono la serie del Dottor House mi imposi di starne lontana per la pericolosa dipendenza che nutro per i telefilm di stampo medico (con l'eccezione di E.R. di cui non ho mai visto nemmeno un episodio).
In qualche vita precedente sono stata sicuramente un medico, uno di quelli bravi, che sa sempre cosa fare e che ha salvato un mucchio di vite. L'avrei fatto anche in questa vita il medico se non fosse che sono una pippa nelle materie scientifiche e tutte le mie abilità, a parte quelle manuali, si espletano nel ramo umanistico. Mi consolo guardando telefilm dove ci sono ospedali e affini.
Ma il Dottor House no, se non altro perché Hugh Laurie per me era il papà adottivo di Stuart Little e poco altro.
Poi sai come va a finire... una sera magari non si ha nulla di meglio da fare, tutti ne parlano e dicono "è fichissimo!" e allora ci butti un occhio.
Vidi dunque qualche episodio della prima serie e devo dire che mi piacque abbastanza... decisi di dare una possibilità pure a lui, perché fondamentalmente una serie se la deve meritare la mia attenzione, non è che posso guardare tutto...
Dopo qualche settimana però fu chiaro che l'impianto degli episodi era sempre e irrimediabilmente lo stesso:

  1. Inizio: Manifestazione del malanno con sintomi incomprensibili.
  2. Consulto del Dottor House con il suo staff.... Ipotesi, illazioni, i sintomi scritti su una lavagna con il pennarello. Nessuno che riesce a capire quale possa essere la causa che sta portando il paziente alla morte.
  3. Diagnosi quasi certa che poi si dimostra errata e peggioramento del paziente.
  4. Illuminazione del Dottor House che riesce a restringere le ipotesi a due, una salverà il moribondo e l'altra lo porterà nella tomba.
  5. Contrasti con la direzione dell'Ospedale che non vuole dare l'autorizzazione a cure sperimentali e ardite.
  6. Risoluzione del caso, House trionfa.

Per quasi tutte le otto stagioni dal 2004 al 2012 non c'è quasi mai stata nessuna variazione a questo canovaccio, condito da tensione sessuale tra i personaggi, i problemi causati dalla tossicodipendenza di House e dai suoi modi cinici e sarcastici.
Varie donne hanno suscitato l'interesse dello scorbutico dottore, tra cui la Dottoressa Cuddy, direttrice dell'ospedale ma alla fine nessuna è definitiva. I suoi collaboratori si succedono con le stagioni, l'unico a restare sempre al suo fianco è il migliore amico il Dott. James Wilson (uno dei pochi superstiti attorialmente parlando de "L'attimo fuggente").
Ebbene il Dottor House ha chiuso definitivamente i battenti dopo otto stagioni, cosa che non è riuscita a fare Grey's Anatomy che continuerà anche per la nona.
Volete sapere come è finito?
E' d'uopo il finale nascosto! Se volete saperlo selezinate il seguente testo da qui: Le cure ardite al quale si è sottoposto Wilson non hanno avuto i risultati sperati quindi il suo destino è segnato, gli restano solo 5 mesi di vita. Il Dottor House si trova all'interno di un edificio in fiamme dove in uno stato allucinatorio ha a che fare con molti dei suoi ex-collaboratori. Il tetto dell'edificio gli crolla addosso proprio sotto gli occhi di Foreman e di Wilson. L'autopsia conferma che si tratta di lui. AL funerale partecipano un po' tutti e ognuno dice una parola buona su du lui nonostante in vita gli avesse fatto vedere i sorci verdi, Ma si sa quando uno muore improvvisamente diventa buono! Solo Wilson ha il coraggio di dire a chiare lettere quanto fosse stronzo House.
Stai pensando che un po' ti dispiace... che era quasi come se lo conoscessi, peccato che sia morto, che eccolo apparire come niente fosse davanti al suo amico WIlson. Ma come... non era morto?
No... si era solo rotto i coglioni... ha scambiato i dati delle radiografie dentali facendosi passare per il morto e lui è vivo e vegeto, pronto a rinunciare alla sua vita per dedicarsi all'amico morente e ad asisterlo per gli ultimi 5 mesi di vita. Insieme partono in moto per un viaggio on the road non si sa dove...
Ora mi sa pure che ho capito perché House non ha mai trovato in otto stagioni la donna giusta per lui... 

 a qui!

Ah dimenticavo lui è veramente un pezzo di ragazzo per cui valeva la pena di dare uno sguardo!

martedì 22 maggio 2012

The avengers


  • Lunedì 21 maggio 2012 Cinema UCI Porta di Roma nell'omonimo centro commericale...



Un cazzatone megagalattico.
Nonostante avessi detto che l'avrei visto alla fine ho ceduto miseramente e in un lunedì sera di un maggio che sembra novembre mi sono omologata alla massa che ha contribuito a fare di The avengers uno degli incassi più strabilianti degli ultimi anni.
I super eroi ormai sono una garanzia al botteghino anche con una sceneggiatura quasi orrenda e per di più noiosa. Eppure è piaciuto praticamente a tutti, complice secondo me, la moda del blockbuster per la quale si va al cinema a vedere la grande produzione hollywoddiana a suon di cazzotti e di grattacieli distrutti, qualche battuta spiritosa (ad opera di Iron Man), la figa di turno (una Scarlett Johansen poco naturale).
Nessuno noterà la differenza con i Transformer, la formula è la stessa con buona pace di chi è cresciuto leggendo i famosi albi, fantasticando sul proprio super eroe preferito e facendosi le pippe sulla pin-up di turno inguainata in tutine sexy. Le storie non esistono più... restano le immagini, sufficientemente vorticose da non lasciare il tempo di chiedersi se abbiano un perché.
Il calderone è ormai formattizzato senza pietà e impacchettato con l'ennesimo 3D inesistente al quale ci siamo dovuti adeguare pagando l'odiosa tassa per gli occhialetti.
Debolissimo l'intreccio e la scelta del nemico comune, il viscido Loki, il finto fratello di Thor (un tamarro come non se ne sono mai visti prima). Loki dovrebbe essere un dio ma non ha nessuna credibilità, tutti percepiscono che è uno sfigato e lo trattano come tale.
Per il resto comprimari senza nessun fascino ad iniziare da Jeremy Renner che è una specie di brutto clone di Ewan McGregor, incolore e insapore.
Vabbè ma non è che proprio ci sia bisogno di parlarne troppo, come dicevo, un cazzatone megagalattico, che diventa l'unità di misura di un cinema inutile e caciarone.
Questa volta ci sono cascata ma lo giuro... il reboot di Spider Man non mi avrà!

Abbinamento salute veramente interessante... un libro che vi spiegherà come esercitare i vostri occhi per vedere senza occhiali "Guarire la presbiopia con il metodo Bates" sottotitolo Migliorare la propria vista e vivere meglio senza la schiavitù degli occhiali. Di Giorgio Ferrario, acquistabile su Il giardino dei libri.
Ecco... prendete il libro e mettete in pratica gli esercizi, scoprirete che i super poteri con un po' di volontà ce li abbiamo tutti!

lunedì 21 maggio 2012

Dark shadows



  • Cinema Embassy, in Via Stoppani, sabato 19 maggio 2012 ore 15.45




L'ennesima collaborazione tra Tim Burton e Johnny Depp non prometteva niente di buono dopo quella schifezza di Alice nel paese delle meraviglie. Il trucco pesante, poi, al quale sembra che il pirata dei Caraibi non possa più rinunciare, aggravava la situazione, infine i vampiri, uno degli argomenti più abusati degli ultimi anni... i presupposti erano veramente senza speranza, ci mancava solo il solito 3D posticcio che per fortuna ci è stato risparmiato.
Dark shadows invece è pieno di trovate e piccole ironie che ne fanno un film piacevolissimo. Si resta intrigati dai personaggi ben delineati e totalmente stregati da una Eva Green in gran forma capace, ai limiti dell'inquietante. E chissà se Tim Burton alla fine sostituira Helena Bonam-Carter con la Green che sembra una bella copia di Lisa Marie...
Un Tim Burton un po' più cresciuto che sembra almeno per il momento accantonare il cotè più espressamente dark in favore di colori e ambientazioni più sgargianti ma soprattutto di una storia che pur rimanendo nell'ambito dell'amore negato è tratteggiata meno morbosamente del solito.
Forse non sarà in stato di grazia, forse non sarà un capolavoro ma il film è piacevolissimo e le immagini sono affascinanti...
Al cinema il nostro gruppo spaziava tra dodicenni e ultraquarantenni e tutti abbiamo apprezzato!
Consigliato!


Abbinamento atipico ma che spero possa essere utile per chi come me è cinofila oltre che cinefila...
In Viale Tirreno, 130 c'è un bel negozio di articoli per animali "Arca di Noè", dove si trova veramente tutto ciò che serve, per fino il gelato per cani! Ma la cosa più sfiziosa è che si può seguire il lavaggio del proprio animale tramite web-cam! tel. 0664495532


giovedì 17 maggio 2012

Festival del Cinema Spagnolo, piccolo resoconto



Si è concluso il 10 maggio il secondo Festivale del Cinema Spagnolo al Cinema Farnese, nell’omonima piazza romana, per l’occasione sponsorizzato dalla Persol.
La manifestazione è stata organizzata con passione ed è stata premiata con un riscontro di pubblico al di sopra di qualsiasi aspettativa, lunghe file si sono dipanate per la piazza creando scompiglio tra i ristoratori che si lamentavano di non riuscire a far affluire i clienti.
Molti film sono stati seguito da incontri con registi e attori e c’è stato uno bello scambio con il pubblico che è potuto intervenire attivamente con domande e commenti.
Un’esperienza piacevolissima che mi auguro poter ripetere l’anno prossimo!
Di seguito un piccolo resumè dei film visti…



Tre eterogenei cugini in una commedia velata di malinconica sulla vita, le scelte, gli amori, sul tempo che passa e su come si cambia. Divertente! Potrebbe avere un buon successo anche qui da noi!




Ripescaggio di una pellicola che in Spagna ha avuto un grande successo. Coppie, equivoci e tradimenti con inserti musicali e danzanti. Divertentissima, ben interpretata, strano che non ne abbiano fatto un instant remake a Hollywood il giorno dopo.




Bianco e nero eccessivamente citazionista nell’impostazione e nell’inquadratura. Storia di un’alienazione annunciata che scaturisce dal nucleo più oscuro che esista: la famiglia.
Forse all’inizio degli anni Novanta sarebbe potuto essere folgorante ma oggi non dice nulla di nuovo.




Ultimo tango a Parigi forzato, girato in “un quarto de baño” madrileno. Interessante i ribaltamenti psicologi e l’analisi del rapporto tra il vecchio e la ragazza. Con una mezz’ora di meno avrebbe anche una certa commerciabilità altrimenti preclusa. Dialoghi cinici e brillanti, intepreti (due) ben diretti e quasi in stato di grazia.


giovedì 10 maggio 2012

Il pescatore di sogni



  • 8 maggio 2012 Anteprima Sala Anica





Che bella cosa il pregiudizio! Ti permette di andare al cinema con le aspettative più funeste per poi dileguarsi con le prime immagini che appaiono sullo schermo.

Il pescatore di sogni ha una trama così strampalata che ci avrei messo la mano sul fuoco sul fatto che fosse inguardabile. E ora mi sarei trovata come Muzio Scevola.

Prodotto dalla sacrosanta BBC, che raramente sbaglia un colpo, racconta una storia che non teme di essere riassunta sinteticamente nel titolo "Salmon Fishing in the Yemen", la pesca del salmone nello Yemen. Poteva essere un improbabile manuale mentre è una storia ai limiti del surreale condita da un contenuto british humour.

Interpreti in parte con un Ewan McGregor senza paura di ingrigirsi e a sembrare un po' imbalsamato, un'Emily Blunt ancora alla ricerca della definitiva consacrazione e una fantastica Kristine Scott-Thomas, cattiva come non mai.

Tra relazioni politiche, amicizia, amore e un pizzico di avventura la pesca del salmone scorre per un paio d'ore senza intoppi.
Dialoghi arguti che in più di un caso strappano risate intelligenti e immagini esotiche.
Il regista Lasse Hallström questa volta ha trattenuto la sua mano spesso troppo smielata e ha saputo tratteggiare con maestria i personaggi che nel libro erano descritti solo i loro rapporti epistolari; merito anche, o forse soprattutto, dello sceneggiatore Simon Beaufoy che nel suo curriculum ha Full Monty e The Millionair.

In sala un celebre critico ha dormito tutto il tempo e verso la fine ha detto al tipo accanto: "Mi sono svegliato solo adesso.... mi sono perso qualcosa?", l'altro "No non ti sei perso niente...".
Mentre attendo di leggere con curiosità la critica del critico dormiente io, che il film l'ho visto, dico che è veramente molto carino e che difficilmente potrà deludere chi ha voglia di sorridere, di sognare e di immedesimarsi in una bella storia.


mercoledì 9 maggio 2012

Il richiamo



  • Lunedì 7 maggio 2012
  • Anteprima Cinema Barberini nell'omonima piazza.




La storia di due donne agli opposti, in fuga ai confini del mondo. Una alternativa e vivace, l'altra depressa e istituzionalizzata, si trovano per un attimo a condividere la vita e l'amore sullo sfondo della Patatgonia.
Grande merito del regista quello di non aver calcato la mano sull'aspetto saffico, favorendo invece l'approfondimento dei personaggi con un ritratto viscerale, scavando nelle assenze e buttandosi alle spalle un passato che in qualche modo pesa sul momento presente.
Un ritratto di due donne con un contorno di uomini per lo più inadeguati o semplicemente non interessati a cogliere le loro esigenze emotive prima di tutto.
La vicenda si dipana tra cambiamenti di lavoro, malattia, necessità d'arte (la musica) e una natura allo stato brado che avrà la capacità di riazzerare il contatore e dar vita a nuovi inizi.
Bella prova delle due mattatrici, l'algida Sandra Ceccarelli e la frenetica Francesca Inaudi che nonostante la presenza di vari comprimari reggono su di loro tutto il film con delicatezza e al contempo grande passione.
Attenzione, prendere nota... un film italiano che non provoca l'irresistibile istinto di procurarsi l'indirizzo del regista per andare ad urlargli sotto casa in piena notte "Cambia mestiereeee!".
Anche solo per questo motivo da prendere in considerazione!

Note aggiuntive: in conferenza stampa presenti le protagoniste e il regista. Francesca Inaudi dal vivo è decisamente molto più carina che sullo schermo. Però dio santissimo aveva delle scarpe degne di figurare in questo splendido blog.

Il rinfresco è stato gradevole e per questo motivo segnalo Il catering che ha organizzato il tutto!
Il Quattro Fontane Catering & Banqueting, Via delle Quattro Fontane, 23 tel 34888470827



giovedì 3 maggio 2012

Festival del cine español



  • Roma Cinema Farnese Persol dal 4 all'10 maggio 2012Piazza Campo de' Fiori, 56 tel 066864395



Occasione ghiottissima per noi romani con il Festival del Cine Español che dal 4 all'10 maggio 2012 si terrà al Cinema Farnese nell'omonima piazza a Campo de' Fiori.

Interessante il programma così come i prezzi che prevedono un prendi 5 paghi 4 tra i 4 e i 6 euro tra ridotti e interi, con tanto di alcuni eventi gratuiti e incontri con registi e attori.

Il Cinefilante ovviamente sarà presente in più occasioni per godersi un  po' di cinema spagnolo che raramente arriva dalle nostre parti.

Tra commedia sofisticata e thriller i generi ci saranno un po' tutti e se siete anche solo un po' curiosi vi consiglio di cliccare sul programma per avere un'idea della varietà e della qualità della manifestazione.

Tutte le proiezioni, grazie al cielo, saranno in lingua originale con sottotitoli!

Vamos! Ci si vede al Farnese!