mercoledì 29 gennaio 2014

Nebraska




  • Domenica 26 gennaio 2014, Cinema Roxy Parioli in Via Luciani, sala 3 oppure 4, ancora non l'ho capito.
  • Solo 5 file, praticamente sala piena. Tutti che si salutano e chiacchierano come se fossero nel salotto di  casa loro. Dietro di me c'è una che non capisce una mazza e non paga spiega cose che in realtà non accadono a qualcuno accanto a lei.


Senza troppi preamboli vi racconto cosa è successo.
Manu mi propone Tutto sua madre, orrendo titolo per il francese Les Garcons et Guillaume, a' table!
Ci dirigiamo al Roxy Parioli, decentrato, comodo tranquillo, generalmente si trova anche decentemente parcheggio se non imbocchi per caso un senso unico che ti fa perdere tempo nel girone infernale di via Archimede.
Arriviamo sul filo del rasoio, senza nemmeno poter prendere un caffé, e la cassiera ci propone posti separati. Vabè, del resto al cinema non si va per chiacchierare e tutto sommato co sta storia dei posti separati io ci ho anche conosciuto un fidanzato svariati anni fa.
Entriamo e ci sono i trailer. Ad un certo punto Manu fa: ma non doveva iniziare alle 20 e 10?
Io non mi preoccupo, non mi sembra troppo strano se alle 20 e 25 ancora non inizia, abituata agli UCI dove ci sono anche 40 minuti di spot.
Improvvisamente si spengono le luci e vedo un bianco e nero, che la prima cosa che penso è ammazza come non sembra francese sto film.
E infatti non era Guillaume, era Nebraska.
Cazzo che fastidio sbagliare sala e accorgersene quando ormai il film che volevi vedere è nell'altra sala ed è iniziato da un quarto d’ora.
Nebraska, ne avevo sentito parlare bene, anche se francamente non sarei andata a vederlo mi rassegno alla visione.
Carino se si eccettua una colonna sonora da pene corporali che sembra scelta appositamente per fare due palle così. Il bianco e nero è pretestuoso, non siamo certo davanti a Blancanieves e manca di continuità. Traduco: la direzione della fotografia fa cagare.
Grande felicità nel ritrovare Saul.
Saul chi?
You better call Saul! Come Saul chi? E se non sai di cosa stai parlando usa google e poni fine a questa lacuna inaccettabile
Tra l’altro Saul nel gioco delle somiglianza ha un che di Gary Cooper, stesso taglio d’occhi, cosa mai notata prima.
Il film si lascia vedere se non fosse un leggere fastidio di fondo per la pretesa autoriale di Alexander Payne che è un discreto regista ma secondo me gli manca il guizzo.
Bastava il colore, due battute in più e usciva fuori un altro Little Miss Sunshine.
Detto ciò poteva andarci molto peggio. E domani tocca a Guillame!

3 commenti:

Lord ha detto...

Io te lo dico, sono andato a vedere Tutto sua madre (d'accordissimo con il titolo orrendo) ed effettivamente il film è interessante ed ha alcuni siparietti irresistibili, ma poi il finale si prende troppo sul serio e diventa fastidioso e hai voglia di mandarlo a cagare e ti rovina tutto.
Ma tutto il film.
Almeno per me è stato così.

Kris Kelvin ha detto...

Io pensavo che nell'errore ci avresti guadagnato alla grande... a me Nebraska è piaciuto da morire! Il b/n non l'ho trovato affatto pretestuoso, anzi secondo me è necessario: serve a far sì che lo spettatore non si fissi sui magnifici panorami da cartolina ma, al contrario, prenda visione della grettezza e l'ottusità di un pezzo di America (quella dei grandi stati del nord) clamorosamente retrograda e conservatrice. Nebraska è soprattutto questo, e trovo che payne sia stato bravissimo a rendere per immagini queste sensazioni...

Il cinefilante ha detto...

Kris sicuraemnte il tuo intervento mi fa guardare con altri occhi al film anche se io non amo un tale espediente per rappresentare la grettezza, che a maggior ragione sarebbe risultata ancora più straniante a confronto di un paesaggio meraviglioso!