venerdì 20 maggio 2011

The tree of life


  • Giovedì 19 maggio 2011 al Cinema Nuovo Olimpia, Via in Lucina 


Conterò fino a dieci, schioccherò le dita e vi risveglierete dallo stato ipnotico in cui vi siete convinti che the tree of life è un capolavoro…

Cinema Nuovo Olimpia, dopo una giornata tra personal trainer, bagno turco, sauna, idromassaggio e doccia nebulizzata all’essenza di rosa decido di aggregarmi ad un gruppo di amici ipercolti ma soprattutto coraggiosi che mi hanno proposto the tree of life in lingua originale alle 22,15.
Parcheggio dietro piazzale Flaminio e mi avvio a piedi verso la striminzita Via in Lucina… la stanchezza è in agguato… guardo con tristezza la facciata del glorioso Metropolitan sprangata, osservo affranta il basso livello dei negozi di abbigliamento anche se mi sembra che ci siano almeno due o tre negozi decenti, noto con piacere che hanno messo un mega marciapiede mi sembra di fronte al Plaza. Arrivo cinema che l’unica cosa che vorrei sarebbe tornare nella doccia alla rosa.
Appena mi siedo comincio a recitare un mantra di preghiera… “speriamo bene, speriamo bene…”.
Non è servito a un cazzo.
Malik destruttura quella che potrebbe essere una storia, toglie la spina dorsale per seguire come una farfalla ogni sensazione e emozione.
A dire così potrebbe essere interessante…. Potrebbe essere bello…
Ma qualcosa non funziona, le scene si ripetono… la madre per strada o in giardino che gioca coi figli con lo sguardo perennemente angelicato, il figlioletto ipercinetico che sbatte i rami sugli alberi, che corre con i fratelli. Cioè… ma quante volte me lo devi far vedere?
Dialoghi zero, solo sussurri fuori campo che fanno domande e considerazioni sulla vita senza per altro dire una sola cosa che tocchi le corde dell’emotività. E io sono una che piange anche con i TVmovie di Canale5 in agosto, ho detto tutto.
Sean Penn ridotto a poco più di un cammeo. Brad Pitt in un ruolo che sicuramente avrà soddisfatto le sue velleità artistiche ma che poco può di fronte allo strasboradmento di una non sceneggiatura e agli invasivi virtuosismi della macchina da presa.
Ecco.. da far venire il mal di mare al settecentesimo identico avvitamento, alla quarantesima ripresa dal basso, al miliardesimo grandangolo volevo gridare “Ebbbastaaaaaaaaaaa!
La cura maniacale di ogni immagine è qualcosa che ha più a che fare con la fotografia che con il cinema. Se questo devo vedere allora preferisco le immagini di Baraka o dell’antesignano Koyannisquatsi… e qui arriviamo agli inserti puramente “estetici” del film, inframezzato da una serie di immagini che spaziano dallo spazio profondo all’Odissea nello spazio all’infinitamente piccolo. Cavolo… non ce ne eravamo mai accorti che che la struttura dell’universo, il moto dei pianeti è identica a quella dell’atomo. Sarà forse che l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo c’è qualcosa che si rassomiglia?
Vita cellulare, mondo sottomarino, magma primordiale, aria, acqua, terra e fuoco, i quattro elementi continuamente presenti e che entrano l’uno nell’altro in un continuo cambiamento di stato.
E poi, improvvisamente, Jurassick Park… arrivano anche i dinosauri. Evvabbè pure i dinosauri…
Un film che nel suo tentativo di cogliere la bellezza è come una donna completamente rifatta, magari bella ma di plastica.
Indubbiamente dietro c’è un gran lavoro e le immagini sono belle ma dio santissimo credo sia la cosa più noiosa che abbia mai visto in assoluto a parte qualcosa a teatro e uno spettacolo di danza al Vascello che mi volevo suicidare...























giovedì 19 maggio 2011

Il film quiz di Nanni Moretti

Insomma qualche settimana fa vengo precettata per una serata in cui dobbiamo impegnarci a risolvere il film quiz di Nanni Moretti. Ci vado a nozze.

In attesa della serata evento mi guardo e mi riguardo quello che è proprio un vero e proprio minifilm di Nanni Moretti su Nanni Moretti. E non è che me lo guardo per cercare di risolvere il quiz (anche se ammetto di prendere carta e penna) ma per godermi la chicchierata sul cinema senza filtri, senza pippe da critico intrippato nella ricerca della verità assoluta ma come uno qualunque che va al cinema e descrive le sue sensazioni.

Guardiamo il video più volte, confrontiamo le risposte... per alcuni alcuni sono ovvi, altri imponderabili... Si ride, si concorda... chi non ha avuto lo stesso incubo con i sensi unici andando all'Archimede?
A volte non c'è il minimo dato, è solo una questione di sensazioni e allora ci diciamo: bisogna pensare come lui!
Tanti piccoli manhunter che cercano di entrare nella testa di Nanni e capire qual è il film che non gli piace, quello con cui rischia grosso... Si pensa a C'era una volta in America.
Mentre per secondo ci arriva un'ipotesi via sms "Ultimo tango a Zagarolo"... sììììììììììììììììì deve essere proprio questo!
A fine serata ci sembra di averne indovinati 30 più due che non si farà fatica a trovare con una ricerchina su google.
Io dico solo che anni or sono imparai a fare la Sachertorte solo per portarne una al Maestro...
Se dovesse consegnarci il premio in persona va a finire che gliela porto va!

Per vedere il filmquiz andate  sul sito di Habemus Papam e cliccate sul quarto papetto da destra, quello di spalle. Il concorso è chiuso ma la visione vale comunque la pena!

La risposta al trailer qui sotto è Corda tesa.... io lo sapevo, adoro Clint Eastwood!


lunedì 2 maggio 2011

Thor 3D (3D stocazzo...)



  • Domenica All'Embassy di Via Stoppani, poca gente in sala, ben gli sta!


Imperdonabile questo Thor, camionista pompato e ossigenato, totalmente privo di fascino. Insignificanti i comprimari, fuori parte Black Swan e un approfondimento psicologico che in confronto i teletubbies sono un trattato di Sigmund Freud. Peccato perché la rappresentazione del mondo di Asgard è affascinante e sufficientemente visionaria, niente di che, invece, i costumi.
Basta. Non c’è nient’altro da dire.

Parliamo invece dell’ennesima bufala del 3D che ci garantisce una bella profondità di campo ma nessun effetto degno di tale tecnologia. Il biglietto però costa 10 euro di cui ben 2 sono “giustificati” dal “noleggio“ degli occhialetti.
In alcuni cinema il dispositivo per la visione 3D resta di proprietà dello spettatore tanto che io stessa ne ho svariati paia a casa con cui non so cosa fare.
Cosa sarebbe successo se mi fosse presentata all’Embassy dicendo “No grazie gli occhialetti non mi servono… ho i miei! Ecco i miei 8 euro per il biglietto!”?
Mi avrebbero cacciato via a calci?
Forse la prossima volta proverò…. Quello che so è che il sovrapprezzo per il noleggio di occhialetti, che valgono pochi centesimi di euro,  oltretutto abbinati a film 3D quando 3D stocazzo... è una vera presa per il culo…. Poi non so… ditemi voi….

Abbinamento... Quanta buona volontà ci vuole per fare un abbinamento con questo film. 
Bè magari direi di non perdere le speranze e di restare in attesa del nuovo film di Tarsem Singh di cui potete vedere il trailer... speriamo bene!


lunedì 18 aprile 2011

Habemus papam

  • Cinema Eurcine di Via Listz
  • Entrati sul filo del rasoio... cinema semipieno

Nanni Moretti dirige il suo primo film di fantascienza. Cosa accade all’interno del buco nero del conclave? Nemmeno Stephen Hawking è arrivato a spingersi così lontano… Alti prelati scelti in base a caratteristiche lombrosiane  che sembrano più i contraltari maschili di Sister Act. Non si pretendeva il rigore degli Uomini di Dio ma la scelta di rappresentare il gotha della chiesa come un manipolo di cardinali dipendenti dagli psicofarmaci pronti ad eccitarsi per un torneo di pallavolo è una visione macchiettistica che quasi risulta simpatica. Volutamente saltato a piè pari l’aspetto politico di un Vaticano come realtà profondamente legata ad interessi ben più terreni rispetto alla salvezza dell’anima. E passiamo al grande vecchio… Michel Piccoli che sembra nato per fare il papa a questo punto della sua vita. Che gli puoi dire a Michel se non che sia “immenso”? Non si discute… però questo ruolo ritagliato intorno ad una non meglio identificata crisi è un tantino ripetitivo e lascia poco spazio al tormento esistenziale.
Appesantito da una seconda parte che abusa del ralenti e con un finale forse inaspettato ma che poteva racchiudere ben altro svolgimento, Habemus Papam ha i suoi momenti migliori negli intermezzi morettiani che conosciamo bene. Quel contrapporsi al cardinale che chiede di cambiare la formazione della squadra è identico all’Ecce Bombo “Ma come chi sono? L’ho preparato io!”.
Ed è lì che ritrovo quel Nanni con cui sono cresciuta che ora sembra però voler toccare temi assoluti quando invece potrebbe regalare al vituperato cinema italiano una di quelle commedie amare che nessuno riesce più a raccontare. Mi chiedo di cosa parlerà il prossimo film…. Dopo il Caimano in cui va a sfrugugliare il capo dello stato, dopo essersi rivolto al capo della chiesa forse deciderà di girare il prequel di Matrix.
Habemus papam ha pretese quasi gattopardiane nel mettere in scena ambientazioni e costumi che creano una cornice reverenziale ma di fatto nel suo irrealismo lascia un po’ il tempo che trova.
Asserito che se al Vaticano non gli piace un papa dura solo 33 giorni e che se c’è un omicidio tra le guardie svizzere Bruno Vespa non può nemmeno fare un plastico… questa boutade papale della fuga, del teatro, del mangiare il cornetto caldo di notte ha pretese che vanno un po’ oltre una realtà trasfigurata, fellinianamente parlando, ma che rinunciano spudoratamente a spingersi la dove nessun uomo si è ma spinto prima. E forsi da Nanni io mi aspettavo qualcosa di più.
Detto ciò… le risatine te le strappa, non dispiace in assoluto ma se decidi di esporti con la chiesa per me non puoi rimanere mezzo mezzo.

Consigliatissima la riflessologia plantare... una meraviglia!

giovedì 31 marzo 2011

Nessuno mi può giudicare


  • Cinema Lux di Via Massaciuccoli, solo perché era tardi e non facevamo in tempo ad arrivare all'Empire... che al Lux non bisognerebbe andarci per nessun motivo... parcheggio difficoltoso, un caldo boia, nessuna areazione, 4 rampe di scale per arrivare in sala e una puzza micidiale che sembrava di sniffare direttamente nella confezione del cibo per i pesci.... 'cci loro!


 Caruccio anzi che no, Nessuno mi può giudicare sta incassando uno sproposito sull’onda di una serie di battute simili a quelle con cui Verdone arrivò al successo. Una romanità gagliarda e incline alla provocazione ma tutto sommato bonaria.
Indice dei tempi la multirazzialità, con un’intolleranza che è solo lo spunto per tratteggiare i personaggi, tutti ben scelti e molto simpatici. Cosa dire del meraviglioso Lillo, capace di recitare il suo ruolo anche solo seduto su una sedia a sdraio… ed infatti la simpatia di questo film è tutta affidata a comprimari che con tanti piccoli cammei impreziosiscono una trama che non è malvagia ma risulta poco incisiva. Il punto debole per me è proprio quello che per molti è la punta di diamante del film, ovvero la Cortellesi che cadendo nella trappola di un un protagonismo teatrale, si concentra troppo su sé stessa e satura la sceneggiatura con le sue mossettine e una dizione posticcia.
Roul Bova invece appare finalmente in tutto il suo essere un fico della madonna e nel riuscire ad interpretare un ruolo con un’inedita credibilità.
Azzardo una teoria… Se avesse atteso qualche anno per il suo tentativo di carriera negli States avrebbe avuto risultati ben più lusinghieri dell’imbarazzante Alien Vs. Predator. E non parlo solo di un’auspicabile maturità “artistica” ma anche fisica.
Uscendo dalla sala uno dei commenti più rappresentativi di quel pubblico che decreta il successo economico della pellicola: “oh… sai che ti dico? A me mi era piaciuto di più La bellezza del cavallo….”.
All’entrata invece una coppia chiede il biglietto per Sucker punch…
-       Tutto esaurito…
-       Ah…. Vediamo un po’…. Nessuno mi può giudicare?
-       Finiti!
-       Oddio……. Ehm…. Cosa fanno….. Frozen?
-       Mi dispiace…. Pure qui è pieno ormai... se volete c’è Sotto il vestito niente…
-       Vabbè… due per sotto il vestito niente!
Ecco come in una multisala si riempieno le sale…..
Sarei voluta intervenire per dirgli: “Guardate che sotto il vestito niente faceva schifo pure negli anni Ottanta… Io lo so… Io lo so perché io c’ero! Andai a vederlo con dei biglietti omaggio che si trovavano nel fustino del Dixan…”.
Ma sono certa che mi avrebbero risposto: “Mi scusi… ma cosa è un fustino?”…

Abbinamento in tema... Avete presente i completini che sfoggia la dimagritissima Paola Cortellesi? Volete tentare anche voi una carriera da escort o semplicemente giocare a fare la birichina?
Ecco ciò che fa per voi...  Erotixa in Via Giovanni Volpato,  21/23 in piena Piazzale della Radio, tel. 06 97618610. Non aggiungo altro... fate vobis... ;-)

mercoledì 30 marzo 2011

La vita facile


  • Cinema Admiral di piazza Verbano, ieri martedì 29 marzo 2011, spettacolo delle 20.10
  • Cinema semivuoto

Jules et Jim de’ noantri ma al posto della splendida Jeanne Moreau c’è la gatta morta Vittoria Puccini.
I protagonisti maschili sono Pier Francesco Favino ormai lanciatissimo nel firmamento delle stelle italiane, capace di passare con disinvoltura dal fare il bandito al coatto e viceversa, il suo antagonista è il Maxi-bon, che ha il suo momento migliore quando parla in francese ad una cena, dimostrando che pur non riuscendo ad imparare a recitare almeno la quotidianità parigina lo ha messo in condizione di spiccicare due parole.
Sebbene il film snoccioli tutta una serie di luoghi comuni sull’amicizia/competizione maschile, dai quattro calci al pallone alla pisciata all’unisono all’alba… lasciando presagire un epilogo tra i più convenzionali, la storia prende una piega imprevista che ci regala un’improvvisa evoluzione dei personaggi.  A conclusione un bel finale che soddisfa il pubblico e una volta tanto una sceneggiatura degna di questo nome.


Oggi vi segnalo un centro dove è possibile imparare l'ayurveda  scienza millenaria indiana capace di donare benessere ma anche di risolvere tutta una serie di problemi tramite l'alimentazione, una corretta igiene personale e massaggi con oli... ma insomma l'ayurveda è un'esperienza a tutto tondo varrebbe la pena provare....

martedì 8 marzo 2011

Non lasciarmi

Le visioni si accumulano e di conseguenza le recensioni... Il cigno nero, 127 ore, Il discorso del re, Unknown e pure quella cazzata di Sanctum.... non riesco a stargli dietro... Ma Non lasciarmi merita una pausa nella baraonda del quotidiano...


Di fronte alla grazia di Non lasciarmi si resta conquistati, di fronte al suo orrore si resta sconcertati. Un film che si snoda lungo vite rubate, indossolubilmente legate allo spettro di una rassegnazione inaccettabile per lo spettatore.
Intere generazioni di bambini create ad uso e consumo degli "originali" che ne useranno i pezzi come se si trattasse di un autoricambi. E nemmeno quando la verità si fa strada in quelle menti, tenute fino a quel momento all'oscuro si assiste ad un impeto di ribellione, ad un tentativo di cambiare le cose.
E' impressionante la solitudine di questi esseri destinati a morire giovani ma che in qualche modo riescono a cogliere il senso della vita e dei sentimenti meglio di chi si garantisce una permanenza ben più lunga su questa terra.
Non lasciarmi è un film che ti entra dentro e che difficilmente può essere dimenticato. Lontano dal clamore degli effetti speciali e dal sensazionalismo di un tema che necessariamente riporta a questioni etiche, si avvale di una fotografia poetica e dolente come i volti dei protagonisti. Una fantascienza à la Farenheit 451, una fantascienza sociale che parla dritto al cuore e che affronta un aspetto deleterio dell'essere umano, ovvero la sua scarsa capacità di accettare la transitorietà del suo passaggio su questo pianeta.
Un film che tra tanti (che bisognerebbe prendere a calci registi, attori e produttori) non va perduto... e non c'è molto altro da dire.... Di fronte ad una storia così intensa gli inutili accessori del virtuosismo di macchina, della citazione, del piano sequenza infinita... abbassano gli occhi e fischiettano in preda ad un sincero imbarazzo...
Questa nuova versione della "strana" coppia di investigatori oltre a giocare non poco sull'ambiguità, si svolge ai giorni nostri e, a parte i due protagonisti decisamente azzecatissimi, ci fa godere una Londra inusuale e vera. Diventerà un cult!