19 maggio 2026
Università di Tor Vergata, Facoltà di Lettere
Ho avuto la possibilità di assistere alla proiezione privata all'Università di Roma "Tor Vergata" di Private restroom di Amirhossien
Amini, giovane cineasta iraniano, che ha girato clandestinamente in una
periferia romana il suo film, senza fondi e senza mezzi ma
puntando su un'idea convincente che potrebbe far gola ad un produttore
di Hollywood.
La vicenda si svolge tutta in una stanza, in una unità di tempo e di luogo scandita da dialoghi serrati.
La
private restroom è un luogo dove si organizzano attività criminali di
vario genere in assoluta segretezza, gestita da una "segretaria" che è
al suo ultimo giorno di lavoro.
Solo alla fine si capirà che la mente umana è il luogo dove può accadere l'impensabile per eccellenza.
Amir
lo definisce un thriller psicologico e effettivamente la tensione non
manca, io però ci vedo anche un filo distopia e di realtà parallele.
Non
so se lo sceneggiatore, che è lo stesso regista, sarebbe d'accordo con
me ma non si può negare che quando una storia si apre a diverse
interpretazioni, vuol dire che ha preso una vita tutta sua, sta in piedi
e può camminare da sola.
Amir ha a disposizione
una manciata di attori che dirige con mano ferma ma soprattutto ha una
storia e, è il caso di dirlo, una "visione" originalissima.
Insomma
in Private restrooms ci sono davvero molti spunti e una grinta che
raramente mi è capitato di vedere. Una bella sorpresa, un Francis Ford
Coppola che stringe la mano a quel Guy Ritchie degli inizi. Good luck Amir!!!


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