domenica 6 novembre 2011

Un cuento chino


Premiato al Festival di Roma come miglior film Un cuento chino me lo sono visto soprattutto per la presenza di Ricardo Darin, un uomo e un attore con quello sguardo un po' così, che senza essere George Clooney ne ha un fascino non dissimile.
Bellissimo personaggio quello di Roberto,  misantropo e misogino, in cerca di una leva che possa scalfire la sua corazza e al contempo impegnato a proteggere la sua roccaforte emotiva e affettiva.
Sarà l'incontro col "chino" a creare uno spiraglio. Equilibrio armonioso di scrittura e interpretazione il film argentino è un picccolo trattato sulla solitudine e sulle possibilità che ci offre la vita.
Perfetto il cast dei comprimari con un'unica presenza femminile, la paziente e carnosa Muriel Santa Ana.
Potrebbe perdere nel doppiaggio la freschezza dei dialoghi e della straordinaria recitazione di Darin, capace anche solo con lo sguardo di esprimere tutta una gamma di emozioni.
Si sorride, si partecipa, si fa il tifo affinché tutto vada nella maniera giusta, non senza un briciolo di malinconia. Premio meritato, film perfetto per le sale d'essai tipo Mignon, Quattro Fontane e Greenwich... difficile rimanere delusi!

A seguire quando sarò ispirata le recensioni di altri due film visti al Festival di Roma... Babycall e La femme du cinquième! :-)

domenica 2 ottobre 2011

La pelle che abito

  • Cinema King, la settimana scorsa


Un Almodovar che cerca di cambiare pelle che abita, quella baroccheggiante e visivamente eccessiva del passato in favore di una messa in scena che, concentrandosi su pochi personaggi, diventa occhio implacabile sulle loro anime. Eppure io ancora ricordo Il discreto fascino del peccato visto in una sala d'essai con mia madre, con quegli altarini traboccanti, gli eccessi di un barocchismo personale che invadevano ogni inquadratura... come mi piacevano Pedro e la sua sfrontata poetica di una libertà personale e sessuale in anni in cui ancora  si guardava a tutto ciò con sospetto.
Fantastico nel suo costruirsi un entourage di attori, attrici e caratteristi capaci di muoversi all'unisono in un circo raffinatissimo e al contempo sguaiato e provocatorio. Artista ispirato da muse che col passar degli anni cambiavano, fine ritrattista di donne tormentate e tormentarici, sempre con quell'ironia sberleffa e il gusto del grottesco. Quanti pallidi imitatori hanno cercato di approfittare di quell'immaginario a prima vista così semplice da replicare, eppure di Almodovar ne resta uno.
Nella pelle che abito lo ritrovo come un vecchio amico che non vedo da anni, il tempo che passa gli ha insegnato qualcosa, forse una certa moderazione nell'esprimersi, a ricercare tra le pieghe dell'ispirazione più profonda, quella di una follia inconfessata. La voglia di confrontarsi con il tema dell'identità, dell'essenza, di cosa siamo veramente, di cosa mostriamo fuori e di cosa c'è dentro. Non necessariamente decide di dare una risposta lasciando forse ad un epilogo un po' carente di significanza la parte più debole del film. Però è innegabile il fascino della storia, del disvelarsi dei personaggi, su tutti la bella e intensa Enena Anaya, un'Irene Jacob giovane e convincente Vera/Vicente che, forgiata dalla costola di Adamo, rinnega il suo creatore e si libera dalla sua prigionia.
Visivamente ineccepibile La pelle che abito lascia spazio ad alcune sbavature della storia, la Paredes che sembra essere solo un riempitivo, così come la divagazione dell'uomo tigre...
Vabbè io Pedro me lo tengo così, a tutt'oggi dagli esordi di Pepi, Luci, Bom y los otras chicas del montòn, seppur con qualche alto e basso non ha mai sbagliato un colpo.
Ho come l'impresione che questo film sia una fase preparatoria per il prossimo... stiamo a vedere....



domenica 18 settembre 2011

Carnage


  • Domenica 18 settembre 2011, Cinema King di Via Fogliano. Pubblico indisciplinato che entra anche a film iniiato, parlando come se niente fosse.
  • Ieri tentativo fallito, biglietti esauriti. Si ripiegò sulla pizza.

Un testo teatrale che farebbe due palle a teatro figuriamoci al cinema.
In sala tutti a dire: bravissimi... veramente bravissimi!
E io che pensavo ma bravissimi de che?
Sì, certo, Jodie Foster si fa gonfiare le vene sulle tempie ma lo sfoggio di eccessi non è necessariamente sinonimo di bravura. E comunque la bravura di un attore nulla aggiunge ad un testo che si snoda tra qualunquismi e luoghi comuni senza entrare minimamente nel dettaglio.
Sarà che per me alla base c'è sempre la storia, mi chiedo dove sta la credibilità di 87 minuti in cui due coppie si insultano prima subdolamente e poi sfacciatamente, pur rimanendo nei binari di una civiltà che palesamente è degenerata. Falsità, ipocrisia, superficialità... sarà forse per questo che Carnage è piaciuto così tanto? Perché lo spettatore si identifica con i suoi protagonisti?
Sarà forse che in tanti pensano mal comune mezzo gaudio?
In sala tante risate come se si stesse assistendo all'ultimo film dei Vanzina in un multisala di un centro commerciale. La tentazione di chiedere "ma che vi ridete?" l'ho repressa così come l'intuizione a pochi minuti dall'inizio di alzarmi e andarmene perché sarebbe stata quasi un'ora e mezza buttata.
Locandina orribile.
Insomma non mi è piaciuto nemmeno un po'. Probabilmente meglio i puffi.

Abbianmento difficilissimo per questa grande delusione delle stagione. Direi di recuperare dei vecchi film "teatrali", da Arsenico e vecchi merletti a Mancia competente....


sabato 17 settembre 2011

Il debito


  • Mercoledì 14 settembre, Anteprima Universal

Il debito rimette in pace con un cinema sempre più povero di idee, che celebra il nulla.
Si fanno i conti con la Shoah ma quasi ai giorni nostri, lungo un arco di tempo che non lascia scampo alla forza di una verità negata. Agenti segreti alle prese con una missione che li metterà di fronte al loro aspetto più umano. Giustiza universale contrapposta a necessità personale, un amore negato, colpe dei padri che ricadono sui figli… Un mosaico in cui, sebbene si incastrino tutti i pezzi, resta lo spazio per chiedersi cosa sia veramente giusto o sbagliato.
Un bel cast, raddoppiato nella versione giovani/adulti, particolarmente centrato.
Emozioni forti, colpi di scena, suspance e la capacità di far porre delle domande.
Di questi tempi cosa rara. Oserei quasi dire da non perdere, sicuramente, comunque, un gran bel film.




lunedì 12 settembre 2011

L'ultimo terrestre

  • Ieri sera a Porta di Roma
Arrivano gli alieni ma si parla di Edipo.
Il protagonista segnato da un'infanzia di abbandono sfoga tutta la sua malinconia nel profondo disagio con l'altro sesso.
L'ultimo terrestre sceglie la via di una messa in scena lucida ma non patinata, personaggi lombrosiani, ambiente che non si sa dove ma con emozioni/situazioni da provincia nordica.
La storia in realtà, pur non concedendo più di tanto all'elemento alieno tanto pubblicizzato, ha un suo perché in quel senso di attesa e straniamento che sembrano essere il riflesso di una società malata, sempre alla ricerca di un fattore esterno per cambiare rotta.
Ma le persone non cambiano, o almeno non tutte, nemmeno se toccate dalla semplcità di un incontro con un essere di un altro pianeta. Si resta quello che si è, quello che si è deciso tempo addietro, prendendo un impegno col proprio destino. Poca gioventù, perché ormai ridendo e scherzando questi "giovani", figli di una generazione di sessantottini irrisolti cominciano ad essere attempati oltre che incapaci di prendere le redini della loro vita.
Cosa sarà mai un delitto, cosa sarà mai la mercificazione e la mistificazione o lo sfruttamento se si vive in maniera precaria ma soprattutto se si sceglie la solitudine dei propri dolori e rancori rispetto allo scambio di una relazione sincera.
I terrestri sembrano aver perso la facoltà di scegliere ma soprattutto di capire di cosa hanno bisogno per essere felici...
Un buon cinema italiano che fa pensare e sperare.
Io comunque gli alieni li aspetto con grande curiosità... spero arrivino al più presto!

Abbinamento doveroso per chi ancora non la conoscesse con Tonda, pizzeria in Via di Valle Corteno 31 a Montesacro/Nomentano. tel. 0681080960. Qui non ci sono dubbi... Si mangia bene come dal fratello maggiore Sforno. Ma prenotate che ormai la voce si è sparsa....
 

domenica 11 settembre 2011

Puzzle di filmacci...

Se ne salvasse uno...
Troppe cose viste e poca voglia di scrivere soprattutto perché la maggior parte fanno schifo...

Le regole della truffa
Una cagata in piena regola. Brutto oltre ogni misura e gusto. Boris Sollazzo di film Tv gli da un bel pollice verde. Da licenziamanto in tronco!

Bad teacher
Anche qui niente da segnalare se non che gli anni passano anche per Cameron Diaz, qui sguaiata e inguainata fuori tempo massimo. Evitare!

Crazystupidlove
Che tristezza, non si salva nulla di questo film, un pastrocchione slegato e noioso. Emma Stone quando ride sembra una rana, non capisco come Jim Carrey si possa essere rincretinito per lei.

Student service
Ragazza che si prostituisce per pagare l'affitto ma io insisto ancora che volendo si può fare la donna delle pulizie se proprio si ha bisogno di soldi. Si ha comunque a che fare con le zozzerie altrui ma non sei costretta ad introdurle dentro di te.



lunedì 29 agosto 2011

Come trovare nel modo giusto l'uomo sbagliato

  • Questa sera 29 agosto 2011, Cinema Admiral di Piazza Verbano.
  • Spettacolo delle 8,30.
  • In sala siamo in quattro...
 


Assalita da un'apatia da blog e con una lista di recensioni da fare che non finiscono più tra cui i deliziosi pinguini di Mr. Popper mi trovo invece a scrivere del film visto stasera. Perché io alla fine sono buona e voglio preservare i miei lettori dallo sperpero immotivato anche solo di euri sette virgola cinquanta, che potrei elencare dieci cose in cui investire meglio di questo film, se così lo vogliamo chiamare.
Dispiace per la sempre carina Francesca Inaudi,  spettinata a cazzo (decisamente una tipa da capello corto) e malvestita da incarcerare la costumista. Dispiace per Silvestrin che è come er vino bono, più inveccchia e più migliora. Ma più ancora dispiace per me stessa... un obrobrio simile scavalca improvvisamente tutta una serie di cagate pazzesche di provenienza italiana viste negli ultimi anni.
Il solito gruppetto di amiche, imprescindibile da Sex and the city in poi, alle prese con la ricerca dell'amore... abbiamo una zoccola, una frustrata e una tendezialmente frigida, praticamente Samantha, Miranda e Charlotte.
Il primo appunto è ad una fotografia di una sciattezza così specifica da non poterla nemmeno poterla paragonare ai porno amatoriali che potrebbe girare il portiere del palazzo di fronte. Montaggio come la pettinatura della Inaudi, dialoghi da prendere lo sceneggiatore per un orecchio e dargli una raffica di legnate sui denti.
Ci si chiede chi possa credere in un tale progetto, chi possa leggere il copione e dire "sìììììììì!!!!!!!!!". Dovrebbero dare l'embargo al cinema italiano per colpa di film come questo.
Non ci viene risparmiato nulla, la telecamera che gira intorno al tavolo, le zummate con la messa a fuoco approssimativa, le voci che si sovrappongono per dare il senso della naturalezza del dialogo, i marchi della Fiat in primo piano così come quelli degli sponsor tra cui il centro di equitazione Asper. Cioè si sono attaccati a tutto... pure al centro di equitazione.... 'na tristezza.
Storia prevedibile e didascalica che non manca di mostrare aspetti "educativi" quali una donna incinta di due gemelli che si fa le canne, due stordite sempre da canne alla guida della macchina...
Insomma una trasgressione da due lire ma comunque triste e immotivata.
Senza senso la divisione in capitoli riguardanti i cavalli, parecchi controsensi come se nessuno si fosse preso la briga di rileggere la sceneggiatura. La Inaudi all'inizio dichiara di odiare il calcio e poi si scopre che è una tifosa di Baggio. Ma questo è niente... forse per capire veramente il basso livello della pellicola bisognerebbe vederla ma direi che potete lasciar perdere e fidarvi di me!
Messaggio per mio fratello: sì... si vedono le tette della Inaudi.

Amiche? Ricerca dell'amore? Mah... recuperiamo Gli uomini preferiscono le bionde, cazzo foss'anche solo per trovare ispirazione...