lunedì 1 aprile 2013

Dans la maison




Dans la maison è l'opera compiuta, il raggiungimento della maturità, il fiore all'occhiello di Francois Ozon, un autore che fino ad ora aveva costellato il suo percorso di film notevoli ma anche di altri leggeri come una piuma, carucci ma non da restare scolpiti nelle tavole di pietra.
La pièce teatrale di Juan Mayorga Il ragazzo dell'ultimo banco,  fornisce ad Ozon un ricco tessuto su cui lavorare e il binomio dei due enfant-prodige, spagnolo e francese, restituisce allo spettatore uno di quei momenti di perfezione che solo raramente si manifestano, come benedizioni divine su sconfortanti panorami di desolazione hollywoddiana.
A volerne parlare si potrebbero passare giorni, anche solo per lo spessore dei personaggi con più strati di un millefoglie, e poi c'è la struttura caledoscopica, che rende vibrante ogni sfaccettatura e cambia secondo lo sguardo.
Il perno attorno al quale ruota la vicenda è la composizione scritta di uno studente e i cui effetti avranno conseguenze inaspettate. Il gioco al massacro è sempre sul filo del rasoio, i ruoli continuamente sovvertiti e la messa in scena ammaliante si muove sulle punte.
I protagonisti sono perfetti, e se su Fabrice Luchine non si può dire nulla che il resto del mondo non abbia già detto, perfetto e magnificente la sua maschera di uomo comune,  almeno sul ragazzo Ernst Umhauer si può osare predire un grande futuro di attore. Notevoli anche le interpretazioni femminili, imprescindibili sebbene relegate a ruoli minori, della francesizzata Kristin Scott-Thomas e della signora Polansky, Emmanuelle Seigner.
Decisamente da vedere.

Apertura della pasticceria Nobel in Via di Valle Vermiglio, 23 tel 068106335 in zona Montesacro. Per chi non la conoscesse stiamo parlando di una delle migliori pasticcerie siciliane a Roma, con delle tortine setteveli da svenire e arancini fritti sul momento, tanto per citare due delle specialità! 
Purtroppo a nemmeno un anno dall'apertura tragico cambio di gestione :-(

domenica 31 marzo 2013

Chosen




In questo giorno di Pasqua mentre tutti se stanno a magna' l'agnello io mi prendo un momento per parlare di Chosen, miniserie web televisiva, qualsiasi cosa voglia dire, prodotta per la Crackle, canale di intrattenimento della Sony.
Premesso che la Sony a me sta un po' sulle palle per come trattarono George Michael, Chosen me lo sono guardato lo stesso perché, voglio dire, non vado tanto per il sottile.
6 episodi da poco più di 20 minuti, roba da sit com e invece Chosen te lo vedi tutto di un fiato soprattutto per Milo Ventimiglia, giovane e gran pezzo di ragazzo che io avevo notato agli albori del suo esordio come fidanzatino problematico di Rory Gilmour, la figlia di "Una mamma per amica".
Una mamma per amica è stato un curioso caso, irritante anzi che no per i dialoghi concitati e spesso senza senso, dava però una curiosa dipendenza.
Sempre giovane e belloce lo ritroviamo qualche tempo dopo tra i protagonisti dello splendido ma interruptus Heroes e successivamente in vari film di serie B.
Io trovo che passando gli anni stia acquistando il fascino della maturità che lo potrebbe portare, in circa una decina d'anni, a diventare uno dei meglio fichi sulla piazza di Hollywood con buona pace di George Clooney che all'epoca sarà bello che invecchiatello.
Bisogna che ve ne facciate una ragione, Ryan Goslyn non è un gran che e, come ho già avuto occasione di dire, piace più agli auomini delle donne, inoltre  ha due spallette all'ingiù nonostante 20 ore di body building al giorno.
Ma torno al Milo attore, con un'interessante la caratterizzazione del suo personaggio che in un paio d'ore cresce, cambia e si sviluppa a tutto tondo, dimostrando che la stoffa del protagonista ce l'ha...
Veramente niente male. E ci sarà, ovviamente, una seconda stagione!

Abbinamento nel giorno di PAsqua alla fabbrica di cioccolato Reale, a Roma dal 1973 ma io l'ho coperta solo poco tempo fa! In Via Pollenza, 58 tel 064100556. IO in particolare ci vado per gocce di cioccolato al 71% con cui preparo i dolci. E aanno anche le rarissime gocce di cioccolato bianco!
Per Pasqua inoltre vi confezionano l'uovo on la vostra sorpresa. E questo mi fa venire in mente che si potrebbero organizzare degli scherzi divertentissimi.... :-D

venerdì 22 marzo 2013

Oblivion


  • In attesa di Oblivion...


L’uscita di un grande film di fantascienza è sempre fonte di grande entusiasmo per me.
Se poi c’è di mezzo Tom Cruise allora sono anche ancora più contenta, perché nonostante i suoi inizi top-gunneschi ha dimostrato di saper scegliere sempre delle belle storie, da Nato il 4 luglio a Minority Report (tratto dal mio adorato Philip K. Dick).
Se poi ci mettiamo pure che ha saputo dimostrare una certa ironia in parti come quella di Les Grossman in Tropic Thunder oltre che di sé stesso nei contenuti speciali di Mission Impossible 2, si fa strada la convinzione che pure Oblivion potrebbe essere quel sorso d’acqua rigenerante per le gole assetate di Sciente Fiction.

Io aspetto Oblivion da mesi e mesi. Nella mia vita è sempre stato così, anche quando non c’era Internet ma per motivi traversi venivo a sapere che sarebbe uscito un filmone di fantascienza mi mettevo in trepida attesa e aspettavo fino a che finalmente potevo andare al cinema a godermi lo spettacolo..
E’ stato così per Total Recall (quello del 1990), per Matrix e per qualunque seguito (anche se non sempre all’altezza) di Terminator.

Via via che l’11 aprile si avvicina non posso fare a meno di chiedermi come sarà Oblivion, se al di là degli effetti speciali ci sarà quella sostanza che lo renderà un grande film da restare negli annali ma soprattutto se riuscirà ad evocare quella meravigliosa sensazione di aver aggiunto un piccolo tassello al sentiero che conduce al grande mistero dell’esistenza su questo pianeta...

Il regista Joseph Kosinski è un ragazzo che viene dalla pubblicità ma sempre con un occhio aperto sul futuro, già regista di Tron, the legacy, che per altro io non ho visto, e mi sa che in attesa di Oblivion me lo andrò andrò a recuperare.

A giudicare dal trailer comunque le premesse ci sono tutte e io resto in speranzosa attesa…



E se nel frattempo penso a cosa mettere nella mia personale capsula del tempo, su cosa vorrei non si perdesse nei meandri del passato, ci metto dentro la musica:
The dark side of the moon (Pink Floyd), che forse un alieno trovandolo potrebbe avere l’impressione di come un po’ di civiltà sia passata anche da queste parti...


lunedì 18 marzo 2013

Fish Heads

A esattamente due mesi di assenza dal suo prestigioso e imprescindibile blog torna il Cinefilante ad allietarvi con alcune novità!



Inizio con Fish heads, ambizioso corto made in Italy di Salvatore Castellana, di cui potete vedere il trailer qui.
Tra dialoghi surreali e un bianco e nero aggressivo ma al contempo raffinato, che sottolinea gli accenni grotteschi, prende corpo una storia raccontata con mano salda e supportata da un'ottima prova di attori con le facce giuste.
Il corto (qualcosa più di 20 minuti) racconta progetto, messa in atto e conseguenze impreviste di una rapina e per quel che mi riguarda ha il grandissimo pregio di raccontare una storia in modo originale pur mantenendo una spina dorsale oserei direi classica.
Io, che mi rompo le palle a guardare un cinema solo di immagini, che vagano alla ricerca di non si sa bene cosa, ho apprezzato particolarmente questa struttura solida che regala all'opera un respiro da lungo più che da corto.
C'è da giurare che Fish heads prossimamente si girerà un po' di festival e dopo lo potremo vedere on-line. Di sicuro ne sentiremo parlare...

A cosa abbinare un corto?
Direi un brunch da The perfect bun, Largo del Teatro Valle, 4   Tel 06-4547633, in pieno centro, perfetto per ritrovare un'atmosfera culinaria americana così distante dalla nostra ma che ogni tanto è un bel lasciarsi andare a un dolce e salato veramente gustoso. Non fosse altro che per i pan-cakes....

sabato 19 gennaio 2013

Fringe, la fine






Ci sono serie che te le trascinano per anni senza che abbiano più nulla da dire mentre Fringe, che era un coacervo si idee e di spunti quasi tutti da inchino con lo svolazzo della mano, l'hanno fatta durare solo cinque stagioni... un vero peccato, anche se la scelta ha la sua dignità!
C'era la possibilità di restare abbandonata, infausto destino per esempio capitato a Heroes, una delle serie più belle degli ultimi dieci anni, ed invece è stato fatto lo sforzo di dipanare il garbuglio in cui si sono impanati i 26 sceneggiatori avvicendatisi alla scrittura.
Partita piuttosto incerta, con tutta una prima stagione a base di episodi autoconclusivi ma che ci hanno permesso di conoscere i personaggi approfonditamente, Fringe timidamente, nella seconda stagione, prende il volo, rivelando una "trama" misteriosa con colpi di scena sparsi.
La terza stagione sboccia completamente per accartocciarsi alla grande nella quarta e stupire totalmente con una quinta che stravolge tutto il già detto.
Col senno di poi, il gran lavoro di sceneggiatura delle prime quattro stagioni è buttato al vento per  trovare una conclusione possibile e comunque accettabile.
La maggioranza dei personaggi secondari (alcuni anche interessanti) spazzati via senza pietà e incongruenze come se piovessero.
Eppure senza tutto questo Fringe non sarebbe stata tale e non avrebbe appassionato in questa maniera così profonda e finisce per regalarci un finale degno di questo nome, non diverso da quello che tutto sommato avremmo voluto vedere.
Nonostante una scrittura densa che alterna grandi attese ad incredibile colpi di scena il successo della serie è da imputare ai tre protagonisti principali su cui svetta John Noble, capace di dare al suo personaggio uno spessore umano realistico e contemporaneamente surreale.
Se poi contiamo che abbiamo avuto anche l'occasione di rivedere, sebbene imbalsamato, Leonard Nimoy, ci si può dichiarare soddisfatti.

Al momento non si sa se JJ Abrams riuscirà a partorire un altro capolavoro visto che Alcatraz non si può guardare. Fringe ci lascia orfani senza che ci sia nulla con cui sostituire la dipendenza.
Se avete notizie di qualche serie di fantascienza in arrivo, che valga la pena di essere vista, battete un colpo. Il Cinefilante è in attesa...

Scoperto questo piccolo negozio in Via Appia Nuova a San Giovanni "I coloniali", bella selezione di tè, caffè, cioccolato, vini italiani e stranieri. Da perdercisi a cercare prelibatezze...
I coloniali, Via Appia nuova, 277 Roma tel. 06 7029620



giovedì 3 gennaio 2013

Eega



  • 3 gennaio 2013
  • Trovato per caso nei menadri del web!



Voglio aprire il 2013 con Eega (mosca) perché se lo merita veramente!
In confronto a tante fregnacce che giungono sui nostri schermi e impoveriscono le nostre menti Eega è davvero un bel film.
Se si riescono a superare i primi venti minuti, in cui  l'essenza cinematografica indiana, così diversa da quella occidentale, induce all'abbandono della visione, si entra nel mondo di Eega e ci si gode ogni singolo minuto della storia e delle immagini.
La trama è presto detta e non c'entra niente con il racconto The Fly da cui sono stati tratti vari film, Nani è innamorato di Bindhu ma il perfido Sudeep lo uccide per liberarsi del rivale in amore.
Nani si reincarna in una mosca e inizia a perseguitare il suo assassino, sarà l'inizio di una guerra che vedrà un solo vincitore. Surreale, comico a tratti anche tenero e con una punta di dramma,  Eega si snoda per quasi due ore in cui inevitabilmente si fa il tifo per la piccola mosca, ricreata con un'animazione capace di comunicare tutta una gamma di stati emotivi esclusivamente con la mimica e senza alcun aiuto della verbalizzazione, che probabilmente avrebbe deviato verso il grottesco.
Alcune trovate sono veramente geniali come la piccola palestra improvvisata per migliorare le prestazioni fisiche o la mini casetta in cui Nani-Eega soggiorna nei momenti di riposo.
Sarà molto difficile che Hollywood non fiuti la possibilità di un instant remake e sarà altrettanto difficile superare l'originale per freschezza, inventiva e originalità.
Consigliatissimo! :-)

Abbinamento con la scoperta del mese, una minipizzeria in quel di Montesacro: Luna Caprese, in cui la pizza è veramente napoletana  ma soprattutto veramente buona!
Luna Caprese, Via Val di Sangro, 35 tel 0688643049

giovedì 6 dicembre 2012

7 psicopatici


  • Domenica 2 dicembre 2012, Cinema Adriano di Piazza Cavour, dove in una serata di pioggia, si aggirava anche Giggi Marzullo
  •  Spettacolo segnalato su Internet e quotidiani alle 20.20 invece era alle 20.40 ma poco male che ci siamo fatti un aperitivo da Mizzica in Via Lucrezio Caro.


E' un po' di anni che a Roma girano i gabbiani.
Pare siano richamati dall'immondizia che c'è in giro.
Ecco, io sono terrorizzata dai gabbiani e non perché la visione de Gli uccelli di Hitchcok mi abbia traumatizzato da piccola ma perché se un gabbiano ti passa sulla testa e in quel momento decide di liberarsi l'intestino (ammesso che ce lo abbia), si rischia una doccia di guano di portata intergalattica.
Tutto questo antefatto per dire che  la doccia di guano è la pena corporale al quale sottoporrei chi ha messo insieme l'immondo e fuorviante trailer di questo film: film fichissimo, trailer che fa cagare (anche il gabbiano).
Nonostante questo sabotaggio promozionale che avrà attirato al cinema un pubblico non certo da "Il ladro di orchidee" (primo riferimento che mi viene in mente anche se non c'entra niente), incuriosita da commenti non usuali percepiti qua e là ho deciso di dare una possibilità ai sette psicopatici.
Un gioco per la mente, divertente, intelligente e con un notevolissimo lavoro di sceneggiatura alle spalle. Cast variegato e azzeccatissimo sebbene Colin Farrel abbia ruolo forse un po' sottotono, che tende a sbiadire rispetto alla splendida performance di Sam Rockwell e alla presenza scenica di un Christopher Walking  invecchiato ma decisamente carismatico. Grandissima parte anche per Woody Harrelson, anche se i ruoli eccessivi sembrano ormai essere per lui più una seconda pelle che altro. Donne non pervenute, poco più di un accessorio ma del resto anche nel bellissimo In Bruges avevano trovato poco spazio. Dunque Martin Mcdonagh si conferma un regista da tenere d'occhio, capace di dirigere ma prima ancora di scrivere film capaci di restare nella testa.
Il pregio principale di 7 psicopatici è la sue circolarità, la sua stratificazione, il gioco di specchi praticamente senza fine al quale sottopone lo spettatore, un raffinatissimo intreccio di cinema nel cinema, di umorismo e cinismo con spunti noir, il tutto all'interno della scrittura cinematografica che lo racchiude e che si evolve incessantemente.
Cioè... ad avercene di film così. Si esce dal cinema con grande soddisfazione, felici di aver sfidato la pioggia romana, il parcheggio introvabile nei dintorni di Piazza Cavour e il gabbiano.
Da vedere con entusiasmo, ovviamente,  e, a questo punto, aspettando la prossima opera di un autore degno di qquesto nome!

Abbinamento con questo aperitivo di Mizzica in Via Lucrezio Caro, perfetto come foyer del cinema Adriano che per altro offre solo la possibilità di popcorn e altre inadeguatezze alimentari, il banco è ben guarnito con specialità sicule. Pasta alla norma involtolata in melanzana, focaccine con verdure, patate fritte vere, arancini mignon e una caponata veramente gustosa. Cortesia e attenzione del personale. Insomma da tenere in considerazione come soluzione mangereccia secome noi si arriva troppo in anticipo! Mizzica, Via Lucrezio Caro, 14 tel 063208555