martedì 13 dicembre 2016

Captain Fantastic (Ma Fantastic de che?)

  • Cinema Fiamma, Sabato 10 dicembre, spettacolo delle 22.30, che tipo era dal 1972 che non andavo al cinema così tardi.



Mi piacerebbe fare una chiacchierata con Matt Ross, regista di Captain Fantastic, per capire esattamente cosa volesse raccontare con questo film.
Mi piacerebbe fare una chiacchierata con Matt Ross, relativamente però, perchè potendo scegliere, preferirei farla con Robert Downey jr, nel 2001,  quando interpretava "I want love" per Elton John.

Dunque c'è questo Viggo/padre, incapace di variare la seppur minima espressione del viso, che vive con i figli (parecchi) su una montagna.
La giornata è scandita da corsi di sopravvivenza che nemmeno i marines, free climbing durante il temporale e squartamento di cervi per procacciarsi il cibo.

I ragazzi non sono esattamente felici di questa situazione, punge loro vaghezza che sotto sotto qualcosa non vada per il verso giusto ma quella è l'unica vita che conoscono e l'obbedienza cieca è parte integrante del duro addestramento.

La situazione precipita alla notizia del suicidio della moglie di Viggo, che a quanto pare sulla montagna non ci stava troppo bene.
Dopo alcune schermaglie la famiglia parte per l'estremo saluto, sarà occasione per i ragazzi di allargarei propri orizzonti e di confrontarsi con altri esseri viventi.

Di fronte al contesto di un funerale tradizionale i montanari decideranno di trafugare la bara e di darla alla fiamme, ovviamente per rispettare le ultime volontà materne, in quella che io considero l'unica bella scena del film, con la bella versione acustica di Sweet child of time dei Guns and Roses.


Ovviamente da guardare senza pensare all'odore di carne alla griglia e al fatto che, buttando le ceneri nel cesso di un areoporto, il bambino possa esclamare  "Bye Mom!" come se stesse semplicemente uscendo per andare a scuola.
Ora quello che mi ha incuriosito è come Captain Fantastic abbia convinto lo spettatore medio, quello tutto centro commerciale, divano e televisore, che non muove il culo nemmeno a calci, che minaccia il professore del figlio se per caso gli mette una nota eccetera eccetera... a credere che sia una cosa meravigliosa e fantastica, nell'ordine:
  • isolare i figli su una montagna
  • obbligarli a  cacciare e a squartare animali selvatici per sopravvivere
  • negare loro totalmente la dimensione dell'infanzia,  della socialità, del gioco, della fantasia
  • obbligarli allo studio di materie non adatte a bambini (e non parlo di sesso ma dei due coioni che si può fare un ragazzino con Marx)
  • pretendere rispetto senza a sua volta dispensarlo
Sì, è pure vero che viviamo in una società di merda e che si guarda al futuro delle nuove leve con grande preoccupazione ma non credo il regresso sia una scelta possibile o che quantomeno non si possa imporre.

Il messaggio che passa in Captain Fantastic è che di fronte al tentennamento nell'uccidere una pecora ci si può sfamare con un bel furto al supermercato, con gran divertimento e soddisfazione.
Perché, come si dice a Roma, so' tutti bravi a fa' i froci col culo degli altri e là dove Captain Fantastic non riesce a sfruttare la natura della montagna a quanto pare si può sempre sfruttare altri esseri umani.

Se si eccettua il monocorde Alatriste, la tribù di figli è deliziosa, sono tutti bravissimi e credibili nel ruolo e gli unici momenti carini sono la loro ingenuità e naturalezza. Da seguirli nelle future prove.

Il vero difetto di queste due ore quasi sprecate comunque è la completa mancanza di empatia, di emozione con cui tutto viene raccontato. Un padre di una freddezza unica, senza pietà e decisamente egocentrico, che solo alla fine SPOILER si ravvede ma più che altro perché il suocero ha minacciato di fargli passare l'anima dei mortacci.
Captain Fantastic.... ma fantastic de che? Bocciato!
 

Se si vuole fare il gioco delle famiglie costrette all'isolamento vi propongo Kinodontas di Yorgo Lanthimos, cinema greco da brividi con cui fare i conti, questo sì, nel bene o nel male, da vedere.




martedì 29 novembre 2016

Animali fantastici e dove trovarli più qualche accenno ai film visti negli ultimi mesi

  • Un sabato di novembre, cinema Europa di Corso d'Italia, in sala senza riscaldamento
  • Prima un caffè e un dolcetto di marzapane da "I dolci di Nonna Vincenza"

Non è che negli ultimi mesi non sia andata al cinema o non abbia visto film ma mi è mancato l'entusiasmo per parlarne, troppe visioni che mi hanno lasciato indifferente (La ragazza del treno), alcune semplicemente "carine" (Pets) e qualche bruttura irritante (Ma Loute, che a dirla tutta avrebbe meritato una delle mie celebri stroncature).
Gli animali fantastici però sono fantastici veramente, mi hanno entusiasmato e resa felice!
Ambientazione e atmosfera splendida di harrypotteriana memoria, attori magnifici, storia fichissima, fantasia che galoppa libera senza redini, soluzioni visive che incantano.
Pochi i nomi di grande richiamo, gli interpreti sono tutti un po' strambi e attirano immediatamente la simpatia del pubblico. Colin Farrel, abbandonate le sopracciglia à la "Elio e le storie tese", matura come il vino bono e dovrebbe essere d'esempio al fu Jhonny Depp, che ormai può solo apparire in un cameo con un make-up che tenta di nascondere i danni di una chirurgia invadente.
Eddie Redmayne si lascia rubare la scena dal signor Kowalsky ma è più corretto dire che i due formano un binomio spassoso e irresostibile. Ugualmente la protagonista femminibile Catherine Waterstone, conciata come una suora laica in colonia nelle Marche è offuscata da Queenie, una Alison Sudol con la sensualità naturale di una Marylin Monroe dei giorni nostri.
C'è anche quella che io considero una delle grandi promesse del cinema prossimo futuro ovvero Ezra Miller, compresso nella parte di Credence, bravo e immenso come sempre.
E poi ci sono gli animali fantastici, uno più meraviglioso dell'altro, che io darei l'oscar e pure un po' il premio Nobel ha chi li ha pensati e a chi li ha resi reali, seppur solo al cinema.
Certo non si tratta di un film per bambini, che anzi credo si prenderebbero più di qualche spavento.
Ci sono momenti oscuri, violenza incontrollata e sentenze di morte che si alternano a deliziose scene di magia degne della Fantasia di Disney e un finalone che lascia con il sorriso e tanta soddisfazione, anche perchè sono già in cantiere almeno altri quattro capitoli della saga.
Per me quindi un film da vedere e magari anche da rivedere in 3D, che potrebbe valerne la pena.

Abbino ad un'ottima pizza che è arrivata direttamente da Napoli: "da Michele", in Via Flaminia 80 (all'interno del museo per i bambini Explora) è la nuova sede romana della prestigiosa pizzeria da MIchele ai Tribunali a Napoli. Il telefono non lo metto tanto non si può prenotare e bisogna mettersi in coda. Ma ne vale la pena, sì... ne vale proprio la pena!



mercoledì 17 agosto 2016

Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet

  • Arena estiva a San Pietro in Vincoli in Via Eudossiana, ore 21.15
  • La settimana scorsa



Attenzione SPOILER ma insomma non è che si tratti di Game of thrones, si può anche leggere!

Sono convinta che Jean Pierre Jeunet dia il suo meglio in patria e che le produzioni americane in qualche modo riducano il suo potenziale immaginario, anche se lo straordinario viaggio di T.S. Spivet è comunque godibile, tenero e alla fine ti lascia una bella sensazione di freschezza.
Tratto da The Selected Works of T.S. Spivet di Reif Larsen, enfant prodige attualmente trentaseienne, che con Jeunet condivide il gusto della catalogazione, delle postille, dell'iperbole dell'ipertesto anche se pericolosamente incline ad una leziosità al limite dell'autistico, il film si snoda per paesaggi e praterie con pochissimi personaggi.
Il piccolo T.S. è un genio dell'ingegnieria che a soli 10 anni inventa una macchina dal quasi moto perpetuo, scapperà di casa per andare a ritirare un prestigioso premio allo Smithsonian Institute di Washington, tra treni merci e autostop, filtrando tutto con i suoi occhi di genio bambino, traumatizzati dalla morte del fratello gemello avvenuta durante uno dei loro giochi/esperimenti.
Il viaggio straordinario per il bambino, nonostante la giovane età, diventa spunto di riflessione sulla famiglia e sulle loro relazioni, per il regista invece è un'opportunità di costruire mondi del tutto immaginari dove c'è posto solo per bellezza, purezza e colore.
L'ultima parte, l'arrivo a Washington e il tentativo di fagocitare T.S. da parte del "sistema", rappresentato da un'invecchiatissima e isterica Judy Davies, verrà bloccato dal ricongiungersi della famiglia e dall'affrontare finalmente tutti insieme la perdita del fratello.
Da segnalare il bambino protagonista Kile Catlett, di una bravura mostruosa, un Macaulay Culkin meno smaliziato ma capace di mantenersi perennemente in bilico tra una gran paura e un gran coraggio.
Da preferire sul grande schermo per i grandi spazi e le meravigliose immagini, del resto siamo ancora dalle parti del cinema. 

In Via Pellegrino Matteucci, 62 vicino a Eataly per intenderci c'è l'Uovo a pois, pasticceria dolce e salata gourmet alternativa, con ingredienti di prima scelta e con una linea vegana. tel 342 9448443
ma attenzione è chiusa fino al 22 agosto!

domenica 7 agosto 2016

Il condominio dei cuori infranti

  • Venerdì 5 agosto 2016, Rassegna estiva al cinema Tibur di San Lorenzo.
  • Biglietto a soli 3 euro
  • In compagnia del Ballestrero



In un delizioso condominio parigino del Marais si incrociano le esistenze di otto nuclei familiari più o meno affetti da solitudini e nevrosi di vario tipo. C'è Marguerite sessantenne che non si rassegna agli anni che passano, troppo presa dal toy boy di turno non si accorge che Olivier il portiere è innamorato di lei. Ci sono Alain e Loulou,  hanno appena iniziato a convivere, litigano sempre e fanno volare piatti sui muri.
Alain si farà consolare da Hervé, il gay barbuto del 3° piano che gli farà intuire i suoi veri gusti.
La famiglia Poullette con 5 bambini piccoli, malsopportati da tutti per il via vai di passeggini, giochi abbandonati sulle scale e i pianti di neonati a tutte le ore...
Catherine, insegnante di canto, che riceve i suoi allievi a tutte le ore e poi si scoprirà che non insegna solo canto. In un tripudio di colori molto Amelie si snodano battute argute con l'inarrivabile e classica leggerezza francese di modi e costumi. A completare il quadro l'irresistibile cagnolina Mimi che risiede nel condominio di Rue Guillottonne e una coppia di fantasmi che vegliano sulle vicende del palazzo e intervengono col il loro tocco soprannaturale per sistemare o complicare le situazioni. Divertente, ovviamente surreale, con qualche momento delicato e una mano leggera a riprendere le insoddisfazioni degli inquilini che troveranno tutte una loro risoluzione.
Un film sui sentimenti e su come spesso ce li facciamo sfuggire senza nemmeno accorgercene. Perfetto per una sera d'estate se l'avete perso questo inverno.
Questo era il condominio dei cuori infranti nella mia mente.
Essendoci andata a scatola chiusa mi ha preso un'accidente quando ho visto che l'ambientazione invece di Paris era una squallida perfiferia di quella che potrebbe essere una Belgrado dopo la guerra.
In meno di un lampo mi tornano alla mente mattonate sui coglioni di film balcanici da dimenticare, grigiore, silenzi e di nuovo mattonate sui coglioni.
Forse sarebbe bastato prendere visioe del titolo originale Asphalte....
E invece tutto sommato il condominio dei cuori infranti del tutto inaspettatamente ti strappa dei sorrisi e una grande tenereza per dei personaggi del tutto astrusi.
Forse un po' imbalsamata Isabelle Huppert alla quale decisamente ruba la scena l'acogliente mamma algerina che accudisce un astronauta (l'ex belloccio Michael Pitt) per un paio di giorni.
Il premio simpatia va a Sterkowitz e alla sua vicenda con l'acensore, la cyclette e Valeria Bruni Tedeschi.
Perfetto per una sera d'estate se l'avete perso questo inverno.

Abbino alla nuova gelateria crudista Crudo e mangiato in via della Lega Lombarda, 9
Ottimo il gelato e del tutto realizzato senza ingredienti animali.

venerdì 3 giugno 2016

X-men: Apocalisse




  • Giovedì 2 giugno 2016, spettacolo delle 21 e 30
  • In un ritardo vergognoso sull'uscita del film e con l'inaccettabile colpa di non aver visto nemmeno  l'episodio precedente, decido che in un sabato romano, che non si capisce bene se è estate o inverno, X-men è l'unico film possibile.
  • Cinema Lux di via Massaciuccoli, grande difficoltà per il parcheggio e slalom tra cumuli di immondizia che troneggiano tra le pendici del quartiere Trieste là dove si stempera in quello Africano.
  • Siamo in seconda fila.
Inizio col botto, antico Egito, alieni, piramidi... si entra nel vivo in modo così repentino da lasciar ben sperare... 
Siamo nel 1983 e gli anni passano anche per coloro dotati di superpoteri. Ritroviamo James McAvoy nei panni del professor Xavier, il ragazzo sta maturando in maniera interessante, probabilmente lo vedremo al suo meglio tra una decina d'anni così come ci insegnato Alain Delon che da lezioso belloccio a vent'anni è diventato un fico della madonna dopo i quaranta... Ritroviamo anche Michael Fassbender ma lui è bello sempre, esce fuori dalla parabola del tempo e incanta pur non volendo... basta guardarlo e si aprono universi, praticamente una visione mistica.
La star del momento Jennifer Lawrence invece è incredibilmente plastificata nonostante la giovane età e si lascia rubare la scena da Sophie Turner meglio conosciuta, da noi Games of Thrones addicted, come Sansa e per me lei non avrà mai altro nome che quello.
Il vilain di turno è una creatura che arriva dai meandri del passato, si definisce, tra i tanti nomi cita, Elohim, che nella Bibbia è il nome di Dio, quello con la D maiuscola ma che da anni Mauro Biglino identifica come un esponente di una specie aliena che per mezzo di terapie genetiche ha creato l'homo sapiens come lo conosciamo.
Insomma il tipo è subdolo... perché vuole distruggere tutto ma tutto sommato per una buona causa ovvero la rinascita del genere umano ormai ridotto ad uno spettatore di fronte ad un megaschermo.
Meraviglioso poi il suo disgusto nel constatare l'esistenza di "superpotenze"....
Possiamo dargli torto?
Le sue capacità sono pressocché illimitate e lo scontro sarà fantasmagorico.
Interessante la necessità dell'Essere di apprendere (seppur con modi ed esiti discutibili), come se dall'acquisizione di un nuovo potere si possa apprendere ad essere Dio stesso.
Le implicazioni filosofiche sono parecchie e non tutte proprio esposte alla luce del sole, si nascondono tra esplosioni e scariche di energia. Il mix è completato da sofferenza, tradimento, sentimento di solitudine, di incomprensione del mondo... manca la grande storia d'amore ma non il cameo di Wolverine.
Si scopre anche com'è che in futuro Xavier non avrà più i capelli.
Bellissimi i tappeti che in parecchie sequenze fanno da sfondo!
Bryan Singer sncora una volta porta a casa il risultato!

Non ci sono ancora stata quindi ne parlo sulla fiducia ma in via Salaria 163 (tel. 0685301779)
ha aperto Dall'albero, il primo negozio di formaggi e yogurt vegani a base di noci varie e senza glutine. Io ne assaggiato qualcuno e sono davvero buonissimi!!.


mercoledì 25 maggio 2016

Gli ultimi 10 minuti di Games of thrones - ep.5 sea.6




SPOILER IN AGGUATO!!!
SE NON HAI VISTO L'EPISODIO (O PEGGIO ANCORA LA SERIE DAL SUO INIZIO)
NON PROCEDERE NELLA LETTURA


E niente... Questo quinto episodio della sesta stagione di Game of Thrones racchiude nei suoi ultimi dieci minuti una delle più belle storie mai scritte nella serie, la storia di Hodor.

Hodor ci ha tenuto compagnia, se non erro, fin dalla prima stagione, risolutivo con la sua forza fisica, con la sua fedeltà ma onestamente anche un po' monotono nel suo ripetere esclusivamente ed ossessivamente il suo nome, come unica forma di comunicazione col mondo esterno.

Quando ormai pensi che un personaggio possa averti detto tutto il cerchio si chiude e in un intenso ausseguirsi di presente, passato e futuro, ci si sgancia totalmente dal giogo della cronologia lineare al quale siamo legati noi esseri umani. Ci troviamo fuori dalle dimensioni conosciute e senza nessun preavviso facciamo una di quelle esperienze che da vivi si fanno solo grazie ad un buon allucinogeno.
Ed è forse per questo che il pubblico resta così sbigottito, così intristito... Non per la morte di un personaggio, che GoT ci ha abituato a molto peggio, che lo sappiamo bene che non dobbiamo affezionarci a nessuno perché sicuramente farà una brutta fine....
Ciò che ha colpito l'immaginario del pubblico è l'aver visto racchiuso in pochi fotogrammi un intreccio che racchiude il senso di una vita, il suo scopo e la sua fine.
E meraviglioso pensare che nella mente dell'autore Hodor fin dall'inizio portasse su di sé il peso di un  destino che sarebbe stato scritto solamente nel futuro...



Hold the door, hold the door.... Hodor












Stay tuned...

lunedì 21 marzo 2016

Lo chiamavano Jeeg Robot

  • Sabato 19 marzo 2015, Cinema Odeon di Piazza Jacini, spettacolo delle 20 e 15


Dire che ero scettica è un eufemismo. Diffido decisamente di quei film che piacciono a tutti e Jeeg Robot è tra questi, piace trasversalmente a chi ha vent'anni e a chi ne ha 70... vabbè, sarà una cazzatina, ho pensato e incredibilmente ho deciso di andarci lo stesso.
E sono rimasta folgorata, come tutti. Quando un film è bello va detto ma qui siamo di fronte a qualcosa di più... un caso isolato di stato di grazia in cui soggetto, sceneggiatura, regia e prove attoriali si fondono alla perfezione, regalando allo spettatore le sensazioni più svariate.
Si ride, anche, ma non è certo un film comico. C'è il dramma, c'è il messaggio sociale, la storia d'amore, la musica... Insomma... bello? Geniale? Fichissimo!
Come al solito sono andata all'oscuro di tutto e appena terminata la visione mi vado a cercare il regista, chi è, cosa ha fatto.... Gabriele Mainetti. Bene... già aspetto il prossimo film!
Bellissimi i personaggi... Luca Marinelli, lo Zingaro, una performance eccezionale.. resto basita quando scopro che aveva interpretato i numeri primi. Se anche non ci fosse nient'altro vale la visione del film ma di altro ce n'è tanto e niente va sprecato.
Claudio Santamaria presta generosamente anima e corpo al suo Enzo Ceccotti e si conferma uno dei volti più intensi di questi anni.
Fantatstici anche i personaggi femminili... quello delicato e irresistibile di Alessia, interpretata da Ilenia Pastorelli, da cui prende spunto tutta la storia di Jeeg e quello spietato di Nunzia, napoletana tarantiniana. E infine non dimentichiamo una nota al merito anche a Marcellone!

Abbinamento con la catena di patate fritte olandesi Queen Chips che sta invadendo Roma. Noi dopo il film ci abbiamo affondato le fauci nella versione con salsa tartara, che stavamo morendo di fame.